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27 Lug 2015

Dell’azienda San Salvatore abbiamo parlato spesso, con articoli su Jungano, Vetere e Pino di Stio.

Si tratta di un’azienda molto giovane, ma che ha cominciato davvero bene. Il perno fondamentale è Peppino Pagano, già impreditore di successo nel settore alberghiero, che ha fondato l’azienda. Entusiasmo, voglia di emergere ed eccellere e soprattutto di portare in alto lo splendido territorio del cilento.

Tutto cominciò con i terreni di Stio, l’allevamento di bufale e l’agricoltura sostenibile: oggi siamo di fronte ad una già affermata realtà forte di premi e riconoscimenti.

L’enologo, nel bene e nel male (delle critiche di chi non ama il suo stile e che lo ritiene irrispettoso delle caratteristiche del territorio), è una sicurezza: Riccardo Cotarella; l’agronomo è il piemontese Alessandro Leoni.

Peppino Pagano vuole il meglio e certamente, a differenza di tante piccole eccellenze, ha i mezzi per poterselo permettere.

Lui ha non ha fondato una cantina, ha creato un’azienda solida e lungimirante, forse questo spezzerà un po’ la poesia, ma è un dato di fatto. Se dovessi fare i miei complimenti a Peppino, lo definirei un “Imprenditore illuminato” come ce ne sono pochi al sud! La presunzione di chi è riuscito in quello che faceva può portare al fallimento totale, invece lui, forte della sua esperienza e del potenziale di investimento, ha affidato tutto a dei professionisti del settore e questo sta dando ed ha dato dei grandi risultati.

Vini ottimi, etichette molto belle, eccellente comunicazione, competenza. Una realtà moderna ed aperta, ed è quello che serve per valorizzare il territorio e proporsi senza “prender botte” all’estero.

Oggi vi parleremo di Joi un metodo classico biologico, il primo realizzato da questa cantina, ricavato da uve di Aglianico vinificate in bianco.

Prima di passare a ciò che l’occhio vede nel bicchiere vorrei spendere alcune parole sulla bottiglia, molto elegante, solita etichetta con la bufala, che non dimentichiamocelo produce il concime utilizzato nelle vigne, ma di forma differente, una fascia come quella di una modella; la cosa che stupisce è l’interno della capsula e del collarino che sono brandizzati.

Ora passiamo alla sostanza!

Vendemmia manuale, vinificazione con pressatura soffice senza macerazione, fermentazione in acciaio e 24 mesi di sosta in bottiglia sui lieviti, poi altri 3 dopo la sboccatura.

Color rosa pallido, perlage fitto, elegante e molto fine.

Al naso spiccano note di amarene, glicine, cassis, agrumi, ciliegia e ribes, poi la mandorla…

Al palato è elegante, morbido e molto acido, sapido; la caratteristica più evidente è certamente la spiccata mineralità.

Da abbinare con pietanze non troppo condite a base di pesce o carni bianche.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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