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28 Mar 2014

In una notte di mezz'estate..

Questa volta tocca a me..
Si poteva andare al bar in piazza, carino, accogliente.
C’era anche la vineria vicino casa che non era male come idea, dentro si sta freschi.. niente da fare.
Stasera ci vediamo da me!
Va bene, allora vado a fare un pò di spesa, il frigo piange!
Il vino lo porta Antonio, caro amico, collega e gran bevitore, cosa da non sottovalutare!
Il caldo non permette l’uso dei fornelli, quindi si va di salumi, formaggi, olive verdi, qualche sott’olio, bruschette ( qualcosa dovevo pur cucinare no?), tarallucci e un pò di mozzarella che non deve mai mancare.
Atmosfera conviviale, familiare, il modo giusto per fare due chiacchiere comodamente seduti sul divano.
A farci compagnia questa volta è il Sassella Valtellina Superiopre di Nino Negri.

Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.

Nel 99% dei casi chi beve vino, amatore o professionista che sia, guarda esclusivamente al prodotto finito senza mai tenere d’occhio la storia del suddetto prodotto. Storia che è fatta sempre di uomini che quotidianamente interagiscono, collaborano e lottano con la terra e i suoi frutti per regalarci emozioni rinchiuse in una bottiglia. La domanda che dovremmo porci costantemente è: Come ci è finito il vino nella bottiglia? Cosi si evitano giudizi frettolosi e a volte impietosi ( non è sicuramente il caso di questo vino; complicato trovare difetti o sbavature del prodotto in questione).
La risposta alla fatidica domanda in questo caso apre scenari che hanno dell’incredibile.
Basti guardare il territorio vocato alla coltivazione del nebbiolo, chiavennasca,   da cui prende vita questo vino.
Splendidi terrazzamenti sulle colline a sud di Sondrio che si affacciano su vedute uniche.
Terrazzamenti ostici però, tanto da non permettere l’uso di nessun macchinario. Il lavoro sta tutto nelle braccia dell’uomo, tant’è che si usa parlare di viticoltura eroica!
L’uva raccolta, trasportata spesso in elicottero, riposerà 2 mesi in acciaio, 18 in botte, e finalmente in bottiglia.
Il vino Sassella presenta un vivido color rubino con chiari riflessi granati. Al naso risalta una complessità ancora tutta in divenire; delicatissimi sentori di fiori appassiti, avvolgenti confetture di frutta. Rilascia i profumi con una certa cadenza, ricordi di resina, morbidi chiodi di garofano; va interrogato ma senza fretta. Dal sapore asciutto, caldo, pieno, estremamente equilibrato e persistente. C’è un aggettivo nella retro etichetta che raccoglie tutte le nostre sensazioni e ci descrive questo vino meglio di ogni altra parola: austero. Austero nel colore privo di eccessi, austero nel bouquet complesso,austero nelle sensazioni gusto olfattive tutte.
Se le temperature fossero state più miti avrei potuto cimentarmi in un arrosto di carne rossa, magari cacciagione, ma anche agnello. Mi sembra però che Antonio abbia apprezzato il mio piccolo buffet, per cui, se un giorno doveste venire a cena da me non lamentatevi; magari accertatevi prima delle eventuali condizioni climatiche!


Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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