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05 Mag 2014

Abbiamo già parlato di quella perla a bacca rossa che oramai rappresenta una rarità: il Gamba di Pernice.

Il vitigno sopravvissuto alla fillossera ed altre peripezie è arrivato stremato e sfiancato ai nostri tempi e si sta cercando di salvarlo anche se occorrerebbe uno sforzo in più per valorizzarne il nettare.

Di colore colore rosso rubino non molto intenso con un caratteristico profumo speziato, morbido al palato, di medio corpo e dal finale tendenzialmente amarognolo; viene commercializzato in purezza come Vino da Tavola e talvolta imbottigliato in versioni poco adatte all’invecchiamento.

Di diversa tendenza il Gamba vinificato da Valter Bosticardo, estroso (da alcuni definito folle!), proprietario della Tenuta dei Fiori, che ha intuito che il Gamba può esprimere tanto se predisposto bene a maturare ed invecchiare!

Tenuta dei Fiori è sita a Calosso nella storica regione Rodotiglia in una dolce vallata piuttosto isolata, dove vengono coltivati a Gambarossa, Barbera, moscato, chardonnay  e cabernet sauvignon su terreni bianchi di natura prevalentemente tufaceo- calcarea.

Ebbene se oggi possiamo degustare il Gamba ciò lo si deve a questo signore che all'inizio degli anni ottanta ha recuperato in diverse zone di Calosso viti di Gamba di Pernice per poi reinpiantarle, vinificarne le uve  per capire se era possibile ricavarne un vino quanto meno bevibile.  

Beh a distanza di trent'anni ....direi che l'esperimento è riuscito!.

Valter mi assicura che in vigna vengono limitati il più possibile i trattamenti e per quanto concerne la macerazione: lascia il mosto a contatto sulle bucce per una decina di giorni in vasche di acciaio, dove subisce diversi rimontaggi quotidiani alla temperatura di 28-30 gradi.

L'affinamento avviene solo in vasche d'acciaio per due anni e successivamente per almeno un anno e mezzo in bottiglia.

Scelte da rispettare che a suo dire danno al vino il gusto opportuno.

A proposito di gusto, ora non mi resta che degustare i vini che Valter mi ha preparato ovvero uno scontro tra passato e presente.

Gambarossa Vino da Tavola rosso 2007

Questa e' l'annata attualmente in commercio, di un bel rosso rubino ma con leggera intensità e riflessi granata.
Vino dai profumi spiccati che non esito a definire molto schietto in quanto è un vino molto pulito indice di franchezza , ricco di componenti odorose dove spezie dolci risaltano maggiormente ma frutti rossi maturi, viola e pepe sono molto evidenti.
Vino dalla buona struttura generale, con buona alcolicità, con una piacevole avvolgenza e un'acidità ben bilanciata. Vino non molto tannico ma nel complesso equilibrato.
Tra le sensazioni retro olfattive spicca l'intensità e una PAI sufficientemente persistente.
Vino che da bere adesso ma che si può lasciare ad affinare ancora per un paio d'anni.
Come abbinamento consiglio robiole di roccaverano fresche e di media stagionatura, salumi e in generale ottimo con gli antipasti regionali.
Nota personale non mi dispiace, in quanto sperimentato, l'abbinamento con un bel risotto al tartufo (e con i piatti al tartufo in generale). Lo azzarderei anche con la Finanziera.

Gambarossa Vino da Tavola 1990

Una chicca!! Di colore rosso rubino più intenso del precedente e con riflessi aranciati.
Al naso non è esente da anomalie olfattive in quanto molto alto di volatile con sentori di acetone, però immediati saltano fuori sentori di cuoio, confettura di frutti rossi,  di sottobosco terrosi.
In bocca l'acidità risulta incredibilmente ben bilanciata e il vino risulta equilibrato.
Vino che ha scavalcato la collina ma di grande interesse anche didattico.
Abbinamento con formaggi.
Ideale come vino da meditazione

Alla prossima.

Mirko Sciutto

Qualifica di Guida Enologica presso Regione Veneto nel 2002 poi  sommelier FISAR e dal 2014 WSET 3 Level.

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