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01 Mag 2015

Terrazas Reserva Malbec 2009: quando il vino buono viene dal nuovo mondo

Io sono italiano e molto legato alla mia nazione, nonostante tutto, nonostante le incongruenze, i difetti, la classe politica e tanti altri aspetti negativi della nostra nazione. Viviamo in un Paese meraviglioso, che ha dato i natali a geni ed artisti, fatto di paesaggi mozzafiato e di luoghi suggestivi.

Anche quando bevo vino io sono orgogliosamente nazionalista, ma non per questo, quando mi viene proposto un vino estero, parto prevenuto.
Una sera, per caso, in enoteca viene proposto, questo vino argentino: Terrazas Reserva, Malbec 2009.

Come tutti i Paesi dell’America Latina che si trovano sotto la linea dell’Equatore, l’Argentina ha le stagioni invertite rispetto al nostro emisfero settentrionale e questo consente ad addetti ai lavori, esperti ed in cerca di esperienza, di partecipare spesso a due vendemmie! Ovviamente in questo periodo, a Mendoza, capoluogo dell’omonima regione, si celebra la “Festa de la Vendimia” durante la quale si incorona la Principessa del Vino.

Questo vino proviene dalla zona di Mendoza, vicina alle Ande e prossima al Cile, altro ottimo produttore di vino. Le estati qui sono molto calde, mentre gli inverni sono freschi ma non rigidi; le precipitazioni sono invece piuttosto scarse.
Insomma un clima che può dare, per alcune tipologie di vitigno, molte soddisfazioni e poi, in una zona dove ci sono importanti comunità di veneti e piemontesi, non si può pensare che nessuno provi a produrre del buon vino!

Questo vino che stiamo per versare nei calici viene dalla provincia di Lujàn de Cuyo identificata nel 1950 Renaud Poirier, wine analyst per conto di Maison Moët e Chandon, come “migliore posto del Sud America per la produzione di buon vino”. Fu così che l’azienda, che aveva puntato gli occhi sulle terre del Sud America, ascoltò i consigli del suo esperto e cominciò a produrre lì.
Ecco il perché troviamo questo Malbec così lontano dalla sue prime radici.

I grappoli provengono da vigne piantate 1,067 metri sul livello del mare e questo vino ha trascorso dodici mesi in botti di quercia Francese per l’80% ed il restante 20% in botti di quercia americana di cui il 30% nuove.

Nel calice abbiamo un vino di un rosso molto scuro e profondo, impenetrabile, il profumo sprigionato nei calici arriva al mio naso a distanza di 40-50 centimetri: la cosa comincia a farsi seria!
Fragola, amarena, prugne, viole, vaniglia, mora, lampone, spezie, sottobosco, cuoio bagnato, tabacco ed affumicato: sembra di essere in una conceria!
Al palato ha un corpo molto importante, un gusto ricco e dei tannini molto presenti ed eleganti che al primo sorso ti aggrediscono un po’, ma, come una donna dal carattere deciso, finiranno per farti innamorare. Eccellente la persistenza. Il legno si sente ma non invade, un uso sapiente che arricchisce ma non sovrasta. 

Io preferirei berlo da solo, ben si adatta in abbinamento con formaggi molto stagionati, selvaggina, cinghiale e piatti a base di carne rossa cucinati in modo saporito e condito.
Prezzo tra i 15 ed 18 euro: una bella scoperta e non mi sono servite nemmeno le caravelle è bastato recarmi nell’enoteca giusta!

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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