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20 Gen 2016

Il Trentino Alto Adige è una regione meravigliosa sotto ogni punto di vista: paesaggi verdi e sconfinati che diventano bianchi in inverno, clima rilassato e fuori dallo stress della vita cittadina e persone ospitali.

Nel mio ultimo soggiorno in zona ho deciso di pernottare nel fantastico Hotel Panorama: un posto meraviglioso, “inondato di luce” ed immerso nel verde. Si trova nel paese di Termeno, patria del Gewurztraminer, nella parte sud dell’Alto Adige. Una camera enorme, una grande terrazza su interminabili vitigni, saune ed ogni comodità oltre che gentilezza abbinate ad una prima colazione mai vista per quantità, qualità ed assortimento.

 

La struttura, assieme al Garni Gartenheim ed all’ Überbacherhof (altre impianti alberghieri), è gestita da due generazioni dalla famiglia Posch Überbacher che proviene da una tradizione di frutticoltura e viticoltura; amano lavorare all’aria aperta, lavorare a stretto contatto con le persone che restano incantate da questo posto fiabesco e spiegare loro il lavoro nei campi e mostrare i poderi di famiglia.

Il Bed & Breakfast Panorama è arredato con materiali naturali ed all’interno della struttura c’è uno shop differente da quello che potete trovare altrove: qui ci sono mieli di qualità, vini (di cui non svelo nulla) e succhi di mela; il tutto non è fatto come negli altri alberghi: non si tratta di prodotti industriali, né di “contorni” qui le cose sono fatte bene, con cura.

Vengo accolto con un calice di Gewurztraminer: prodotto tipico, degustato a casa sua ha un altro gusto.

E’possibile effettuare, senza prenotazione ed in modo gratuito una visita alle vigne, che distano circa 150 metri dalla struttura, dove Jan vi guiderà mostrandovi la piccola e meravigliosa cantina in pietra chiara facendovi degustare i quattro vini prodotti: Schiava, Lagrein, Pinot Bianco e Gewurztramier.

Non posso poi non farmi tentare dall’acquistare miele e soprattutto vino, che degusterò qualche mese dopo.

A circa 8:30 ore d’auto, degusteremo il Vernatsch, vitigno noto in Italia col nome di Schiava, in questo caso della varietà “gentile”; foglia media, grappolo piramidale spargolo ed alato, acino medio, buccia tenera e tendente al violetto. Il nome del vitigno deriva dal metodo di coltivazione delle viti: per alcuni frutto della drastica potatura votata a migliorare la qualità delle uve; per altri dalla pratica di “schiavizzare” le viti legandole.

Alla vista si presenta con un colore rosso rubino vispo; al naso lo Schiava di Jan è rotondo, si sentono la ciliegia, i frutti rossi, il sottobosco: tutto ciò che ti aspetteresti da un vino corposo! Al palato invece sorprende per il corpo elegante, ammaliante ed avvolgente; una buona, ma non invasiva struttura; un’interessantissima acidità ed una buona persistenza.

Un prodotto davvero elegante, si “elegante” è proprio la parola che più assocerei a questo vino; adatto a palati fini.

L’etichetta invece è l’unica cosa non curata, effettivamente stonata rispetto alla contenuto; ma, per certi versi, meglio badare alla sostanza!

Da bere su carni bianche, ma anche sul pesce.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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