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04 Mar 2016

Abbiamo già incontrato l’azienda vitivinicola Rosa del Golfo in occasione della degustazione dello splendido rosato del Salento che riporta il nome della cantina stessa. L’azienda si trova nell’entroterra della penisola salentina, il lembo estremo della regione pugliese, zona di grande tradizione nella produzione del vino. È un territorio collinare argilloso-calcareo che si caratterizza per le tipiche placche di terra rossa ricca di ferro, mentre il clima temperato è ideale per la vite e l’ulivo. I vini di Rosa del Golfo affondano le loro ultrasecolari radici nella storia della Terra d’Otranto.

Quarantale, nome del vino che abbiamo degustato questa volta, è una parola del dialetto salentino antico che indica il solco scavato per piantare una nuova vigna. È uno dei prodotti di punta dell’Azienda, nato dal desiderio di creare un grande vino rosso tipico, realizzato nel rispetto della tradizione. Si voleva tra l’altro che il vino fosse frutto dei vitigni autoctoni del Salento: Negroamaro in prevalenza, poi Aglianico, Primitivo e Malvasia Nera Leccese.

Il 2010 è stata un’annata molto favorevole per la vite, grazie a una positiva alternanza tra clima caldo e precipitazioni atmosferiche. Il vigneto, situato a poca distanza dal mare, è condotto ad alberello, forma di allevamento che si incontra spesso in questa zona e che è inoltre praticata su terreni scarsamente fertili e non irrigui. Le piante hanno 50 anni circa e si contraddistinguono per una bassa produttività. Il microclima è particolarmente propizio, caratterizzato da una rilevante escursione termica tra notte e giorno che favorisce lo sviluppo degli aromi nell’uva, oltre che da un rilevante caldo estivo temperato dall’influsso dalla brezza marina.

Dopo la raccolta, le uve sono trasferite state in cantina e vinificate separatamente. I vini così prodotti hanno quindi trascorso un periodo di due anni in legno per l’affinamento, sia in botti di rovere di Slavonia che in barrique nuove francesi. Successivamente sono stati assemblati e quindi imbottigliati. Le bottiglie hanno riposato ancora per un anno in cantina prima di essere messe in commercio.

Passiamo alla degustazione del Quarantale 2010.

Di un bellissimo colore rosso rubino intenso con bordo appena granato, il vino forma archetti spessi con lacrime che scendono lentamente lungo le pareti del bicchiere. Segno evidente di un'importante struttura del vino. Naso sontuoso, dove in evidenza percepiamo le note fruttate di mirtillo e mora di gelso, prugna anche in confettura, lasciando poi spazio a sentori terziarizzati dovuti al processo di affinamento. E ancora spezie dolci di cannella e noce moscato, cuoio e tabacco con effluvi mentolati, di rabarbaro ed erbe aromatiche. Il vino esprime tutta la sua eleganza e ampiezza nell’importanza dello spettro olfattivo.

In bocca il Quarantale è ricco e appagante, colpisce per la sua integrità, con una freschezza ben bilanciata dalla morbidezza e dai 13,5 gradi alcolici. La trama tannica è setosa oltre che magistralmente integrata nel vino. Chiude lunghissimo e coerente con una duratura scia minerale e balsamica. Vino molto profondo, di grande qualità, elegante e complesso.

Concludiamo dicendo che il Quarantale 2010 ci è piaciuto molto. E che l’abbiamo degustato in abbinamento a un arrosto di vitella con il contorno di patate al forno.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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