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04 Ott 2014

La Valle della Loira, bellissima perla del territorio Francese, offre un patrimonio culturale tra i più ricchi e i più invidiati al mondo!
Imponenti castelli immersi in splendidi scenari verdeggianti mozzafiato vengono resi ancora più suggestivi grazie ai favolosi interventi architettonici.
La Valle della Loira giustamente soprannominata "il Giardino di Francia ", è anche sinonimo di vino di qualità ed è, tra le regioni vitivinicole, una delle più estese del Paese. Apprezzata soprattutto per i suoi famosi vini bianchi, i prodotti di questa terra vengono resi unici dal Terroir, ricco anche di sedimenti fossili, e dall'influenza mitigatrice che l'Atlantico ha sul clima. In prossimità della costa le temperature risultano più miti, ma spostandoci verso l'interno il clima diventa continentale.
I vigneti attorno a Tours, Anjou e Saumur che incorniciano il fiume Loire, godono di un suolo variegato composto da scisti rosse ad Anjou, gesso e calcare a Saumur e nella Touraine.
Tra queste colline scopriamo un tesoro enologico recentemente rivalutato, in grado di produrre superbi rossi ed eleganti rosati: si tratta del Pineau d'Aunis, chiamato anche Chenin Noir dai coltivatori del luogo.
Il vitigno sembrerebbe non aver nessun collegamento genetico con la famiglia dei Pinot, anche se la forma conica del grappolo risulta molto simile. Questi stupendi grappoli conici e compatti ricordano quasi la forma della Pigna, ed è proprio da questo che deriva il nome Pineau o Pinot.
Chiarita l'origine dalla prima parte del nome, la seconda parte deriva invece da un monastero che sorgeva vicino Saumur. Il monastero Prieur D'Aunis esiste ancora, ed è ancora viva la sua tradizione vitivinicola come la passione di produrre vino.
L'incredibile adattabilità del vitigno nella Valle della Loira farebbe pensare che questa preziosa vite sia originaria proprio di questa particolare area francese; Forse si o forse approdò nella Vandea insieme ai mercanti del sale che circumnavigavano la zona atlantica.
I vini rossi che se ne ricavavano già nei secoli passati, erano apprezzati soprattutto tra le classi sociali più elevate.
Il successo di questa vite però perse un po' di luce verso il 1950 quando si puntò su vitigni maggiormente graditi al mercato internazionale e molti etteri di Pineau d'Aunis lasciarono spazio alla coltivazione del Cabernet Franc.

Il Pineau d'Aunis proseguì la sua storia grazie all’impegno ed al sudore di alcuni contadini fortemente legati alla tradizione.
Il Pineau d'Aunis fa parte "de l' Appellation Coteaux Du Loir ",dove le vecchie vigne affondano le loro radici in un suolo composto da terra rossa e calcare: tra i pendii scoscesi racchiusi in questa Appellation, prosperano rigogliose viti appartenenti ad una importante azienda vitivinicola che mette la natura al primo posto.
Emozionante il Pineau D' Aunis di Jean-Pierre Robinot , che conduce la sua produzione ormai da anni rinunciando al diserbo chimico e a tutte quelle pratiche che renderebbero impossibile la realizzazione dei suoi vini naturali.
Non è stato sempre un vigneron, Robinot infatti possedeva un wine bar a Parigi dove serviva spesso etichette biologiche.

L'amore per quella tipologia di vino era tale da volerlo produrre, dunque torna nella sua città d'origine Chahaignes e fonda la sua azienda che si erge su un terroir composto da argille rosse, silicio e calcare.
I suoi vini non sono filtrati, non è prevista l'aggiunta di solfiti , la vendemmia è manuale come la sboccatura a la volée, le uve non vengono diraspate, rese ridotte...
Questi sono alcuni dei suoi punti cardine per la realizzazione del vino ideale insieme all'utilizzo di soli lieviti indigeni.
Degustare i suoi vini è un’sperienza unica!
Si viene subito colpiti dall'etichetta dipinta a mano da Robinot stesso, già lì comincia l’emozione!
Il Pineau d'Aunis si presta in maniera eccellente ai metodi di coltivazione di Robinot, ed è il protagonista dei suoi rossi, uno tra tutti è Nocturne annata 2011, vinificato in purezza senza aggiunta di solfiti e non è prevista alcuna filtrazione.
Matura 24 mesi in legni vecchi.
Prima di procedere all'apertura della bottiglia ci si sofferma inevitabilmente sull' etichetta, dove la scritta "Les Vignes de l'Ange Vin" sta a significare che le uve impiegate per produrre il vino provengono tutte dalla proprietà di Robinot.
Vi è infatti una seconda linea di vini "L' Opéra des Vins" dove le uve appartenenti ad altre aziende sono selezionate accuratamente da Robinot in persona.
Dopo lo studio dell'etichetta, è la volta dell'apertura della bottiglia.
Immediatamente si è subito investiti da piacevoli note speziate e pepate che aumentano annusando la parte finale del tappo che riposava a contatto con il vino. A volte basta solo "ascoltare" il tappo di sughero per lasciarsi raccontare la grandezza del vino che si sta per degustare.
Nel bicchiere si presenta con un rubino vivo con un'unghia che pian piano sta virando verso il granato. Al naso è un trionfo piacevole di sentori, dallo speziato di pepe quasi piccante, alla caramella al rabarbaro.
Ben presto ci si lascia poi avvolgere da un piacevole sentore balsamico che accompagna note deliziose di frutti di bosco e sfumature floreali che ricordano una delicata rosa.
Dopo qualche minuto in sosta nel bicchiere si avverte ancora una certa vinosità molto elegante che addolcisce tutto il ventaglio di aromi.
Affascinante l'assaggio.
La punta della lingua viene avvolta da una dolcezza piacevole che induce quasi alla masticazione di questo vino che va poi a chiudere in persistenza con toni speziati . Tannino elegante che lascia il palato pulito impaziente ad accogliere il prossimo assaggio.

Eleonora Baldassini

Eleonora 23 anni,Sommelier Master Class AIS delegazione di Roma. Sommelier ed organizzatrice di eventi e degustazioni nelle location più prestigiose di Roma.

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