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15 Giu 2013

Premessa: Moio, vini per palati predisposti
Prima di cominciare vorrei ricordare che i vini Moio  sono caratterizzati da gradazioni alcoliche importanti nonché alcuni tratti un po’ rustici sono una caratteristica fissa, voluta e piacevole ai palati a cui piacciono i sapori veri.

Moio 57: perché chiamarlo così
Ora veniamo a noi, o meglio a lui! L’origine del nome Moio 57 è da rinvenirsi nella storica vendemmia di quell’annata ottenuta nella zona di Mondragone onorata con la così detta “supponta” (pratica che consiste nel dare il nome di un familiare, generalmente del nonno paterno, ad un neonato) .
Prodotto secondo una vinificazione di uve primitivo, con macerazioni lunghe e successivo periodo di affinamento in grandi botti di rovere di Slavonia.

 

L’antica Roma, l’etichetta ed il profumo
L’etichetta del Moio 57 è davvero elegante, scura con un grosso 57 color oro al quale viene sovrapposta una risaltante scritta bianca MOIO, il cui font a dire il vero non mi è molto gradito! Già alla vista si percepisce un gusto che sarà certamente forte ed intenso. La gradazione è di 14,5 come si nota già dall’aroma avvolgente che trasmette una raffinata nota fruttata,  una frutta matura e intensa, non so se suggestionato da quanto letto a riguardo, ma socchiudendo gli occhi sembra quasi di essere nell’antica Roma. Con l'ossigenazione (consiglio di aprire la bottiglia almeno 30 minuti prima del consumo) il vino si apre a profumi di evoluzone come tabacco e goudron.



Moio 57: l’elisir della forza
Sorseggiandolo lentamente un gusto intenso inebria il palato e la bocca intera e lascia chi lo degusta soddisfatto dell’acquisto ed orgoglioso di sapere che si tratta di un vino italiano.
In bocca è persistente, morbido con l’alcool che quasi non si sente ma c’è, e come se c’è . Sapido e con tannini  piacevoli .
Il sapore rispecchia il carattere di Michele, gestore della cantina, persona dal carattere forte ed energico, e mi piace pensare che quello sia il suo vino preferito tra quelli che produce!
Un vino forte in tutti i sensi, come i centurioni, un nettare che “sporca” il bicchiere e lo lascia con una patina semitrasparente rossa, è il caso di dire : un vino che lascia li segno.
Sicuramente consigliato l’acquisto vuoi per il prodotto, vuoi per il costo irrisorio (in rapporto con la qualità) che varia tra i 7 ed i 15 euro in enoteca.



Con i cibi
I romani lo bevevano con miele ed essenze, è ideale se accompagnato da taglieri di salumi e formaggi stagionati e speziati.
Ma con la carne alla brace si esprime al meglio, Io ho fatto ancora una volta onore all’Italia bevendo questo vino campano accompagnato da una magnifica bistecca alla brace.
L’alcool e il tanninotannino del vino asciugano perfettamente la succulenza della la bistecca che lascia in bocca, cosi da essere pronti al boccone successivo, le note fruttate bilanciano l’amarognolo delle bruciature della brace, e inoltre i sapori rustici del vino si accordano con la gusto selvaggio della carne.

Voto del Sommelier per rapporto Qualità/Prezzo

 
Leggi anche "Vino Rosso che gioca tra mari e monti" e "Da provare costi quel che costi"

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Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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