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21 Dic 2016

Casa di Grazia, giovane azienda vitivinicola siciliana, si estende per una cinquantina di ettari ed è condotta da una dozzina d’anni da una donna del vino, Maria Grazia Di Francesco Brunetti. L’azienda, che opera a Gela nel comparto del Cerasuolo di Vittoria, si trova in prossimità della Riserva Naturale Orientata del Lago di Biviere, un lago salato separato dal mare da un complesso sistema di dune ampio poco più di un chilometro. Questo ambiente gode di un microclima particolarmente favorevole per la coltivazione della vite: le forti escursioni termiche garantiscono lo sviluppo degli aromi nelle uve, mentre la vicinanza al mare permette alla brezza di accarezzare le vigne asciugandone l’umidità.

L’Emiryam è un Syrah in purezza, uva che alcuni storici ampelografi riconducono ad un antico vitigno mediorientale portato, in epoca greco-romana, nella zona di Siracusa. Esiste persino una leggenda che lega il Syrah alla città siciliana: si narra, infatti, che fu l’imperatore romano Marco Aurelio Probo ad importare il vitigno dall’Egitto con l'intenzione di coltivarlo in Gallia. Le sue legioni passarono dal siracusano e quii il Syrah avrebbe messo solide radici, anche se il toponimo “Syra”, come nome della città aretusea, risulta già attestato fin dai tempi dell'Antica Grecia. “Emiryam” deriva invece dalla congiunzione di Emilio e Miryam, i nomi dei figli di Maria Grazia.

Il Syrah, con cui è fatto l’Emiryam, è allevato a cordone speronato a 120 metri di altitudine, su terreni calcarei e sabbiosi, profondi, ben drenati e di origine alluvionale. L’esposizione del vigneto è a sud, con una elevata densità d’impianto di 5000 ceppi per ettaro. Le uve, selezionate in vigna, sono raccolte manualmente nel mese di settembre in piccole cassette, in modo da evitare il più possibile il danneggiamento degli acini. Le rese sono particolarmente basse, intorno ai 40 quintali per ettaro. Dopo la diraspa-pigiatura soffice, il vino fermenta in vasche d’acciaio per una decina di giorni a 25°C, per sostare poi sulle fecce per tre settimane circa. Dopo la fermentazione alcolica, il vino svolge la malolattica in barrique, dove rimane ancora per soli tre mesi, prima di affinare in acciaio più o meno per un anno. Dopo l’imbottigliamento, il vino riposa all'incirca per sei mesi prima di essere messo in commercio.

Abbiamo assaggiato ben sei annate di Emiryam, dal millesimo attualmente in commercio, il 2013, fino al 2006, eccezion fatta per il 2007 e il 2011. Tutti i campioni degustati presentavano una gradazione alcolica di ben 14,5%. L’andamento climatico delle varie annate è stato ricostruito grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto della Vite e del Vino della Regione Siciliana.

Vediamo com’è andata.

2013

Annata tutto sommato regolare, sia come precipitazioni che come andamento termico. La fase dell’allegagione – la tarda primavera – è stata caratterizzata da temperature spesso al di sopra dei 30°C.

Il vino si presenta con un colore rubino con orlo porpora. Naso, dapprima chiuso, si apre poi con note di violetta, quindi fruttati di ciliegia, ribes e mirtilli. Ora una leggera speziatura completa un quadro olfattivo che denota una marcata vivacità. Bocca dura, con un’acidità che fa salivare molto e un tannino in evidenza, segni evidenti della particolare gioventù del campione. Vino da aspettare e da riassaggiare in futuro.

2012

Il 2012 si è contraddistinto per precipitazioni superiori alla media e per un’accentuata variabilità, anche nelle escursioni termiche. Le temperature hanno raggiunto picchi di 43°C nel mese di agosto.

Il vino si presenta con un color rubino pieno con bagliori violacei. Note fruttate in evidenza, con piccoli frutti rossi, mora di gelso e prugna, tracce di marroni. Chiude con sentori di spezie dolci, noce moscata soprattutto. In bocca il tannino e l’acidità sono ben bilanciate da una maggiore morbidezza. Un anno in più di bottiglia sembra che abbia dato a questo vino un maggiore equilibrio.

2010

Millesimo particolarmente piovoso nell’intero comprensorio, anche nella zona di Gela. Perfino le temperature sono state inferiori alle medie, elementi che abbiamo poi riscontrato nelle componenti dure del vino.

Vino che si presenta con una veste Rosso rubino cupo al centro, con unghia appena scarica. Naso verticale, con sentori di pepe nero, fruttati di mirtillo, note cioccolatose, felce e un finale di liquirizia. L’esame gustativo denota un tannino molto ben presente, una gustosa sapidità e una acidità persistente, che lo rende lungo e coerente con la fase olfattiva. Sembra più giovane del precedente millesimo nonostante i due anni in più trascorsi in bottiglia.

2009

Annata piuttosto piovosa in quasi tutti i mesi dell’anno, anche se sostanzialmente nella norma dal punto di vista termico. Il particolare andamento ha caratterizzato il vino soprattutto in termini di freschezza, data la notevole acidità, ancor molto ben presente dopo sette anni.

Di colore rubino con orlatura appena granata. All’olfatto colpisce per una maggiore articolazione dei profumi, che spaziano dai fiori rossi ai fruttati di mora e mirtillo, dal pepe al tabacco, dal cuoio al sottobosco. Chiusura balsamica. Bocca larga, con tannini finissimi che si fondono con una bella morbidezza glicerica. Una lunga freschezza veicola un piacevole retrolfatto di liquirizia dolce. Vino armonico.

2008

La piovosità è risultata inferiore alla media, ma l’annata si è contraddistinta per la grande variabilità. Nel mese di luglio si sono registrati i maggiori picchi di calore, con diversi giorni con temperature sopra i 40°C.

Il vino si presenta con un rosso rubino pieno al centro del bicchiere, bordo granata. L’attacco floreale di ciclamino lascia spazio ai sentori speziati di pepe nero che si fondono con le note di confettura di visciole, con i tostati di caffè. Bocca dinamica, dove appare prevalente la spalla fresco-sapida e il tannino, con un finale di cuoio e pepe. Probabilmente il 2008 ha ancora bisogno di affinare in bottiglia.

2006

Un 2006 caratterizzato da una maggiore piovosità rispetto alla media, da un inverno particolarmente freddo e da una primavera fresca. Si è poi assistito a un recupero vegetativo grazie ad un’estate calda, con il mese di agosto che ha registrato punte di 40°C.

Colore granato con bagliori rubino. Spettro olfattivo che denota la maggiore maturità del campione. Confetture di ciliegie e di prugne, cannella, note fumé. Grande equilibrio alla gustativa, con tannini ottimamente fusi nella massa e un’acidità, ormai domata, che pone questo campione in una dimensione di maturità ormai raggiunta. Mi domando per quanto tempo manterrà questo stato.

Questa verticale è stata un grande privilegio, non soltanto per aver potuto apprezzare questa bellissima espressione di Syrah siciliano. Sei millesimi, tutti differenti, dove gli andamenti stagionali hanno caratterizzato il vino in alcuni casi in modo evidente. Il 2009 ci è sembrato il campione più convincente, il 2006 il più compiuto. Ma nel complesso ogni vino ha denotato la propria personalità, evidenziando caratteri propri e una bella attitudine ad evolvere nel tempo. Tempo che ci dirà di più su queste molteplici declinazioni di Emiryam.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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