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17 Mag 2015

Il vino evoca ricordi, come tutto ciò che coinvolge i sensi dell’olfatto e del gusto. Spesso un vino assume un sapore speciale proprio per il contesto e per l’affetto che ci può legare ad esso. Uno di questi casi lo racconto oggi. Mahmūd Shabistarī scrisse “Bevi il vino poiché la coppa è il volto dell’amico.

Sono molto legato alla Puglia, lì ho molti amici, e tra questi c’è certamente uno dei migliori che io abbia mai avuto. Un maestro (non in campo enologico ahimè!), una proiezione di quello che mi sento oggi tra qualche anno! E’ lui che mi ha regalato, assieme a tantissime interessanti conversazioni e bei momenti, il vino di cui vi sto parlando.

Non conoscevo Crispiano, prima di incontrare questo grande amico, è lì che ha sede la sua dimora ma anche l’Azienda Agricola Guida. Siamo in un comune che sorge tra le colline dell’alta provincia di Taranto. Il nome del paese non ha origini certe, c’è chi ne attribuisce le origini ai nomi dei santi Crispo e Crispiniano, chi ad una matrona romana chiamata Crispinilla o a Crispius che pare sia presente nello stemma del comune; forse deriva invece semplicemente da “callis plana” ossia “tratturo pianeggiante”.

Alle origini si trattava di un piccolo insediamento messapico, invaso poi dagli Spartani e poi dai Romani, ci furono anche i Saraceni. Il comune è sede del Museo della Civiltà Contadina ed è chiamato “La città delle 100 masserie”.

L’azienda Agricola Guida è qui da tre generazioni a 270 metri sul livello del mare, attualmente è condotta da Gianni che nel 2002 aprì il suo primo punto vendita a Crispiano dove è stata comprata la bottiglia e la bella confezione.

L’azienda lavora solo vitigni autoctoni pugliesi: Primitivo, Verdeca e Fiano Minutolo, oltre che, naturalmente, olio extra vergine d’oliva.

Era rimasta l’ultima bottiglia della produzione del loro Primitivo Egiale D.O.C. 15.5° % vol. E’ toccata a me… Il Primitivo in purezza viene raccolto da vigne di cinquanta-sessanta anni allevate col sistema dell’alberello. Agli occhi si presenta con un rosso tendente al violaceo, al naso arriva forte ma non complesso, chiare note di frutti rossi come amarena e frutti di bosco, un gusto caldo e rotondo, piuttosto persistente.

Parliamo di un prodotto da servire a 16-18 gradi, che ben si abbina a succulenti piatti di carne, selvaggina, ma anche a rustici piuttosto grassi.

Grazie al mio amico per avermi fatto scoprire questo buon prodotto di una piccola azienda che a mio avviso dovrebbe meglio differenziare i nomi dei vini ed evitare di mettere il PET da vino sfuso sulle brochure!

“Non potrà mai esistere cella che ci tenga, né distanza che possa far cessare la nostra amicizia”, un brindisi a te “vagabondo delle stelle”.

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Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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