Toolbar
20 Mag 2015

Come succede ogni anno al Vinitaly non abbiamo voluto perdere una visita allo stand di Allegrini, dove, come di consueto, abbiamo provato le nuove annate di una selezione dei vini prodotti dall’azienda in Valpolicella e nelle due tenute toscane.

Abbiamo deciso di concentrarci su La Poja, vino prodotto con uve Corvina Veronese in purezza nell’omonima vigna. La Poja, da cui il nome del vino, è un piccolo vigneto dal suolo calcareo di tre ettari situato sulla sommità dello storico podere La Grola.
Nonostante la grande tradizione dell’azienda – e dell’intero comparto della Valpolicella – nell’applicazione delle tecniche di appassimento delle uve per la produzione di Amarone e Recioto, questa Corvina non subisce assolutamente alcun processo di concentrazione, facendoci forse comprendere quali siano le enormi potenzialità di questo grande vitigno locale. Altra particolarità è la scelta singolare di vinificare la Corvina in purezza, mentre la tradizione dei vini della Valpolicella prevede il suo assemblaggio con altre varietà autoctone come la Rondinella, l’Oseleta, la Molinara ed altre ancora.

La vinificazione si caratterizza per la pressatura soffice e la fermentazione per non più di due settimane a temperatura controllata in acciaio inox. Dopo la malolattica, che viene naturalmente svolta in legno, il vino affina in barrique nuove di Allier per 20 mesi, seguiti da ulteriori 10 che trascorrono in bottiglia.

La Poja degustata è il millesimo 2009. L’annata si è contraddistinta per un anticipo del germogliamento e delle fasi fenologiche in generale. Ad inizio primavera ci sono state abbondanti piogge, che sono state tuttavia compensate dalle elevate temperature e dalla scarsità di precipitazioni durante l’estate. Da inizio settembre si sono registrate condizioni climatiche ottimali, caratterizzate da scarsa piovosità, insolazione più che buona e notevole escursione termica tra il giorno e la notte. Soprattutto la notevole quantità di ore di luce e la notevole escursione termica hanno permesso alle uve di completare la loro maturazione fenolica e di arricchire il loro corredo aromatico.


Passiamo alla degustazione.

Il vino si presenta con un bellissimo colore rubino molto fitto e quasi impenetrabile. Il naso è complesso e bellissimo, sprigionando profumi fruttati di ciliegia matura, lampone e mora. Quindi avvertiamo sentori speziati di cannella, vaniglia, contributo olfattivo apportato certamente dal legno. Poi liquirizia e tostati di caffè amaro, di torrefazione. Infine percepiamo note finemente vegetali. In bocca il vino è caldo con i suoi quasi 15 gradi, con la morbidezza ben bilanciata dalla spiccata freschezza e dal corposo tannino, peraltro finissimo e perfettamente fuso nel vino.

Grande la struttura (34 g/l di estratto!). Ritorni fruttati e lievemente amarognoli avvolgono il palato e rendono la beva deliziosa e lunghissima.

Vino ancora giovanissimo, ma già armonico, di grande eleganza e piacevolezza. Maturando in bottiglia ancora per qualche anno, sarà certamente in condizione di dimostrare tutta la sua immensa classe, ma già oggi La Poja è in grado di accompagnare preparazioni importanti come arrosti di selvaggina guarniti con funghi porcini.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Google+ https://www.linkedin.com/in/alessandro-genova-99b69637

Lascia un commento






Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino