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26 Nov 2016

Tra l’azienda vitivinicola Cavallotto e il Bricco Boschis esiste uno strettissimo legame. Quando si parla del Bricco Boschis è chiaro che ci stiamo riferendo a Cavallotto e viceversa. E non soltanto perché questo storico cru delle Langhe sia interamente di proprietà di questa famiglia del Barolo. Personalmente ho avuto il privilegio di visitare la Tenuta Cavallotto nella primavera del 2015.

Bricco Boschis è una splendida collina interamente vitata di 23 ettari che si trova nelle Langhe a Castiglione Falletto, nel cuore del comprensorio del Barolo. Di proprietà della famiglia Cavallotto sin dal 1928, dopo quasi un ventennio le uve ivi prodotte furono vinificate, dando vita ad uno dei primi vini imbottigliati con etichetta della zona.

Le colline dell’area del Barolo hanno origine geologica risalente al Miocene dell’Era Terziaria (7 – 15 milioni di anni fa). Il sottosuolo, di tipo sedimentario marino, è composto principalmente da arenarie e marne calcareo-argilloso compatte. In particolare, la zona di Castiglione Falletto è tra le più antiche del comprensorio, essendo emersa dal mare nel periodo Elveziano (tra i 13 e i 15 milioni di anni fa). Si trova al confine con i comuni di Barolo e La Morra che risalgono al periodo Tortoniano, di più recente formazione. I terreni sono caratterizzati da strati alternati di sabbie più o meno compatte, di colore grigio-bruno o giallastro, con arenarie grigie (sabbie cementate da carbonati delle acque marine) dette Arenarie di Diano, formazioni che tra l’altro contraddistinguono la Tenuta Cavallotto e il Bricco Boschis. In questa collina quindi, l’apparato radicale della vite, andrando in profondità, incontra strati di terreno di natura diversa sotto il profilo fisico e chimico.

Il microclima della zona è temperato e freddo. L’inverno è rigido, con temperature medie di 5°C circa e buone precipitazioni di carattere nevoso che permettono l’accumulo di riserve idriche nel terreno. Tuttavia l’estate è calda e secca con temperature medie di rilievo, intorno ai 26°C. Clima che nel complesso esalta le caratteristiche del Nebbiolo con cui si fanno i Barolo Cavallotto, uva che ha un lunghissimo periodo vegetativo, con germogliamento ad aprile e il raggiungimento della perfetta maturazione e quindi vendemmia ad ottobre inoltrato.

Uve che la famiglia Cavallotto coltiva seguendo protocolli agronomici innovativi, oltre che i dettami dell’agricoltura biologica. Così l’elevato numero di viti per ettaro, il diradamento dei grappoli, le pochissime gemme per pianta, il defogliamento, permettono a ogni vite di nutrire i propri frutti e di esporli maggiormente ai raggi solari, con la produzione di uve di livello qualitativo superiore. Ma oltre a ciò, da oltre quarant’anni viene condotto un inerbimento totale controllato senza l’uso di erbicidi, oltre che una lotta biologica integrata dei parassiti, senza alcun uso di sostanze chimiche di sintesi.

Dopo la diraspatura delle uve, in cantina viene eseguita una fermentazione a temperatura controllata a non più di 29°C. La macerazione avviene a cappello semi-sommerso con follature in vasche orizzontali per 20-35 giorni secondo l’annata.

Abbiamo degustato le nuove annate dei tre Barolo prodotti in azienda: il Barolo Bricco Boschis 2012 e le due Riserve, il Bricco Boschis Vigna di San Giuseppe Riserva 2010 e il Vignolo Riserva 2010. Secondo l’andamento climatico, il 2010 si è caratterizzato per un inverno rigido e prolungato e da un inizio d’estate contraddistinto da abbondanti precipitazioni, con il successivo recupero e il raggiungimento della pienezza nei valori fenolici e degli zuccheri delle uve. Anche il 2012 ha visto un inverno lungo seguita poi da un’estate in cui si sono registrate temperature elevatissime. È stata un’annata grande e mediamente più calda, con grandi escursioni termiche autunnali.

Vediamo com’è andata la degustazione.

Barolo Bricco Boschis 2012

Il Barolo Bricco Boschis è prodotto con il Nebbiolo proveniente dalle tre vigne che formano il Bricco Boschis: vigna Punta Marcello (la parte più alta della collina), vigna Colle SudOvest (la parte più bassa) e dal 30% circa della vigna San Giuseppe (la parte centrale del Bricco Boschis) con esposizioni a sud-est, sud e sud-ovest. Il vino invecchia per 3 anni in botti di rovere di Slavonia e affina per almeno 6 mesi di in bottiglia.

Colore rosso granato. Elegante, con evidenti profumi floreali, fruttati e finemente speziati. Apre con sentori di rosa e viola, quindi piccoli frutti rossi e neri, fragolina di bosco, confettura di visciole, pepe, tabacco e liquirizia. In bocca è dinamico, con in evidenza una fresca acidità e un tannino finissimo. Ma già dimostra una notevole morbidezza glicerica che lo rende quasi in equilibrio. Chiude lungo con retrolfatto ancora di liquirizia. Barolo che già dimostra tutta la sua stoffa, oltre che le grandi potenzialità dell’annata. E che andrà provato ancora nel corso degli anni.

Barolo Bricco Boschis Vigna di San Giuseppe Riserva 2010

Dalla migliore selezione della vigna San Giuseppe si ottiene un Barolo Riserva vinificato sin dal 1970. Le viti di questa vecchissima vigna esposta a sud-ovest, reimpiantata in gran parte tra il 1932 e il 1956 e divisa in nove parcelle, hanno sempre dimostrato eccellenti prerogative, grazie al particolare terroir e al favorevole microclima. Il Barolo invecchia per oltre 4 anni in botti di rovere di Slavonia e trascorre almeno altri 12 mesi in bottiglia.

Di colore granato lucente, mostra subito un naso particolarmente chiuso. Deve permanere un po’ nel calice per cominciare a sprigionare una progressione di sentori. Dapprima i fruttati, amarena e confettura di ciliegia soprattutto, quindi tostati di caffè, cuoio, pepe, toni ferrosi e di grafite, con sbuffi di liquirizia. Bocca prestante dove prevalgono nettamente le componenti dure, con un tannino monumentale che mette in risalto tutta la gioventù del campione, una sferzante acidità ed una evidente mineralità. Persistenza lunghissima con ritorni di amarena e liquirizia. Vino che va ovviamente riassaggiato e che inizierà ad esprimere tutto il suo potenziale tra non meno di cinque anni.

Barolo Vignolo Riserva 2010

Nella collina, di fronte al Bricco Boschis in direzione sud-ovest, c’è il cru Vignolo, di proprietà per il 60% della famiglia Cavallotto dal 1989. Da allora, vinificato in purezza, è diventato uno dei più apprezzati Barolo di Castiglione Falletto e non solo. Il vigneto è particolarmente ricco di marne calcaree argillose, dove la componente sabbiosa, seppur presente, è minoritaria. Anche questa riserva invecchia per oltre 4 anni in botti di rovere di Slavonia e trascorre ulteriori 12 mesi di affinamento in bottiglia.

Veste granato fitto, molto tipico. All’olfatto colpisce subito per le inebrianti note floreali di violetta, quindi frutta rossa in confetture e spezie dolci di noce moscata, chiodi di garofano ma anche pepe. Emergono ora toni più scuri, cioccolatosi, quindi liquirizia e sottobosco. Naso ampio, con una lunga la chiusura di eucalipto. In bocca è inconfondibile la matrice tannica che mette in risalto quanto sia ancora giovane questo grande vino, già piacevolissimo e dalla lunga persistenza balsamica. Barolo molto elegante che, come gli altri due, va sicuramente degustato ancora molte volte nel corso del tempo.

Avrei ancora poco da aggiungere. Vorrei tuttavia esprimere tutta la mia gratitudine, confessando che non smetterei mai di degustare i Barolo della Tenuta Cavallotto. Vini maestosi, che raggiungono la perfezione stilistica, oltre ad essere particolarmente longevi. E che permettono di continuare ancora una storia, tra le più belle del Barolo, permeata di tradizione, sobrietà e competenza.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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