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05 Giu 2015

Siamo a Serralunga d’Alba, nella zona sud-orientale del comparto produttivo del Barolo. Da un punto di vista geologico, il territorio è emerso dal mare in un’epoca più antica, nel periodo cosiddetto Serravalliano, circa 15 milioni di anni fa. Sul versante ovest del territorio comunale, nella parte rivolta verso il paese di Monforte d’Alba, si estendono i 12 ettari di vigneto di proprietà della cantina della famiglia Pira, oltre metà dei quali coltivati a Nebbiolo da Barolo.

Tre i differenti vigneti storici e rinomati in cui il Nebbiolo da Barolo viene prodotto: il Marenca, il Margheria e il Vigna Rionda. Oltre a questi, l’azienda conduce anche il vigneto Le Rivette, le cui uve concorrono alla produzione del Barolo del Comune di Serralunga.

Il terreno in cui si trovano questi cru è composto dalle cosiddette Formazioni di Lequio, ossia da marne grigie alternate ad arenarie costituite da sabbie silicee, che, in presenza di carbonato di calcio e ferro, prendono una tonalità di colore tendente al bruno. Questa composizione del terreno, assieme a una viticoltura molto attenta alle basse rese, è responsabile dell’austerità che caratterizza molti dei Barolo di Serralunga, come anche della durezza della trama tannica. Altra connotazione tipica di questi grandi vini è la necessità di farsi attendere nel tempo per la loro migliore espressione e, più in generale, per una loro maggiore longevità.

 

Abbiamo degustato i Barolo Pira dell’annata 2011. Dell’andamento climatico vi abbiamo già detto a proposito dei Barolo di Brezza. È stata una grande annata caratterizzata dall’alternarsi delle condizioni metereologiche, con un anticipo nello sviluppo del ciclo vegetativo fino alle piogge di fine estate, con un settembre finalmente caldo. Condizioni che hanno portato ad una perfetta maturazione delle uve e ad un corretto sviluppo del loro corredo aromatico: presupposto fondamentale per la produzione di vini con caratteristiche ottimali. I Barolo dell’azienda vengono prodotti con la vinificazione separata delle uve accuratamente selezionate dei singoli vigneti. In etichetta viene quindi riportata la menzione geografica del cru da cui provengono le uve.

Parliamo del Barolo Marenca, del Barolo Margheria, del Barolo Vigna Rionda senza trascurare il Barolo Serralunga. Vini che proveremo a raccontarvi.

Barolo Serralunga 2011

Come detto, le uve provengono da più vigneti (Le Rivette, Marenca e Margheria), ma tutti situati nel comune di Serralunga d’Alba. La fermentazione alcolica dura per due settimane circa e per l’affinamento il vino sosta per 24 mesi in botti di legno da 25 hl.

Il vino propone un colore rosso granato intenso con riflessi aranciati, sprigiona profumi di lampone e piccoli frutti rossi, di sottobosco e cacao su un fondo elegante di cuoio, terra e spezie. In bocca prevalgono le durezze, anche se la struttura e l’alcol permettono un buon equilibrio con acidità e tannini. Di buona persistenza gusto-olfattiva.

Così ci è sembrato il Barolo Serralunga: definirlo “base” è davvero riduttivo.

Barolo Marenca 2011

Il vigneto si estende per oltre 2 ettari con esposizione a sud-ovest. La fermentazione alcolica dura per circa due settimane e il vino affina per un paio d’anni, diviso tra legni piccoli e grandi.

Il colore è granato cupo. Il naso, inizialmente chiuso, si apre a un ventaglio di profumi che via via diventano sempre più amalgamati. Subito sensazioni floreali piuttosto nitide, quindi frutta rossa, terra, sottobosco, leggera speziatura ed erbe aromatiche. Bocca giovane e densa, che rivela una materia prima ottima, una progressione lenta e stratificata, molto avvolgente. Più duro che morbido con un’alcolicità che non copre i sapori, un'acidità rinfrescante e un tannino astringente e setoso al tempo stesso. Bellissimi i ritorni fruttati e speziati dopo ogni sorso. Barolo potente, che rispecchia in pieno le peculiarità della denominazione e, in particolare, del Comune. Lunghissima la vita davanti a sé.

Barolo Margheria 2011

Dallo storico cru dell’azienda esposto a sud ed esteso per 1,5 ettari con ceppi di circa 50 anni. La fermentazione alcolica dura per un paio di settimane e il vino affina per un periodo di due anni in botti da 25 hl.

Il Barolo Margheria si presenta con un colore granato dai bagliori rubino. Al naso sprigiona profumi intensi e complessi di rosa, frutta rossa matura di mora, marasca, poi liquirizia, tabacco, cuoio, spezie dolci e un tocco minerale. Al palato è aromaticamente coerente, con la morbidezza che bilancia una bella freschezza e un tannino finale vigoroso e ben integrato. Compatto, è un Barolo di grande personalità che si espande nel lungo finale. Da dimenticare in cantina.

Barolo Vigna Rionda 2011

È il cru più recente, in azienda da una ventina d’anni. L’esposizione è occidentale e il terreno calcareo-argilloso. La fermentazione alcolica dura per due settimane e il vino affina per due anni in barrique e botti grandi.

Rosso granato cupo, sfoggia un naso molto fitto e intenso, con profumi iniziali di confettura di frutta rossa e nera e spezie. Il naso sprigiona quindi note tostate di cacao amaro, di caffè, mora con ritorni balsamici e di liquirizia, che impreziosiscono un quadro aromatico di gran valore. Al gusto ritroviamo la stessa freschezza e abbondanza degli altri campioni, con una potenza tannica che permette una lunga chiusura con ritorni di liquirizia. Vino strutturato, potente, ma elegante al tempo stesso. Molto longevo, emblema di uno dei Gran Cru di Serralunga.

Che dire di più? Che Pira ci permette di apprezzare alcune diverse espressioni di un territorio molto particolare del Barolo – quello di Serralunga –, dove la matrice comune dei vini si riscontra nella necessità di prolungati affinamenti per gestire al meglio le loro componenti dure. Che solo prodotti come quelli da noi degustati possono realizzare.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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