Stampa questa pagina
19 Gen 2016

Cari amici di WineatWine oggi vi voglio parlare di un vino che mi è stato regalato da un amico campano e ovviamente per “campanilismo”(!!!) è un prodotto della sua regione; obiettivamente devo ammettere che si tratta davvero un buon vino.

Partiamo dalle origini del nome che, mi è stato spiegato da Francesco: la Janara, nella credenza popolare beneventana è una strega; il nome deriva probabilmente da Dianara, una sacerdotessa o dal latino “ianua” ovvero porta. 

Secondo la leggenda le Janare rapivano i cavalli di notte, cavalcandoli e facendo trecce alla criniera come segno della propria presenza; esperte di erbe, unguenti ed intrugli e con un carattere acido ed aggressivo.

Il punto debole di questa strega sono i capelli, per i quali era possibile afferrarle per bloccarne le azioni; a quel punto alla domanda “che tien mman?” (cosa hai in mano) La risposta esatta era “fierr e acciaio” (ferro ed acciaio); errata la risposta “capill” (capelli) alla quale la Janara avrebbe reagito dicendo “I me sciulie comm n’anguill” (io scivolo come un’aunguilla).

A questa strega è associata la sensazione di paralisi apparente e soffocamento che avvolte viene avvertita durante il sonno; il rimedio consigliato? Mettere fuori alla soglia della porta una scopa o un pacco di sale grosso in modo da intrattenere la strega che si sarebbe fermata a contare le setole della scopa o i granelli di sale.

Veniamo ora al vino "Cantari": Le Janare Il “Cantari”, viene ottenuto da uve Aglianico al 100%, è fermentato in acciaio inox e affinato in barrique di Allier e Troncais per 12 mesi; viene imbottigliato in primavera due anni dopo la vendemmia.

Il vino viene prodotto nella zona del Sannio Beneventano ed ha un grado alcolico di 14 gradi.

Visivamente si presenta limpido, di un bel colore rosso rubino intenso, consistente con lacrimazione lenta e archetti ravvicinati tra loro.

Al naso arriva con un profumo intenso, asciutto, fruttato, floreale e speziato.

In bocca si manifesta al palato con un sapore pieno, corposo, vellutato e caldo, con un tannino importante ma giustamente morbido e mai spigoloso.

E’ un vino dal colore profondo, dal profumo intenso di frutta rossa e fiori, che si fonde alle note speziate di vaniglia e pepe rivelando al palato la sua imponente struttura tannica.

Se ne consiglia il servizio a 16-18°.

Si abbina molto bene con preparazioni elaborate e lunga cottura ad esempio stufati, cacciagione, carni rosse al forno e alla brace.

Vi saluto come sempre augurandovi solo il meglio.

Endris Tosi

Sommelier Professionista A.I.S. Responsabile vini per A.M.I.R.A. Sez. Venezia Collaboratore svolgimento corsi Aspiranti Maître. Campione Europeo Barman 1999

Google+ plus.google.com/106204416191367894742/?rel=author