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09 Apr 2015

Vinitaly, la più grande kermesse del vino in Italia, forse nel mondo. È possibile incontrarvi i produttori, bere i loro vini d’annata. È già più difficile imbattersi in una verticale di Barolo Riserva di Borgogno. Degustare poi un Barolo Riserva Borgogno ultratrentennale è praticamente impossibile. Ed invece è quello che proveremo a raccontarvi.

Ma cosa vuol dire Borgogno? Perché il suo nome incute quanto meno rispetto?

L’azienda vinicola venne fondata da Bartolomeo Borgogno a Barolo nel 1761. Cento anni dopo il Barolo Borgogno veniva scelto per il pranzo celebrativo dell'Unità di Italia. L’azienda resta alla famiglia fino alla fine del 2007 quando viene rilevata da Oscar Farinetti che ne continua l’incredibile storia. Una storia fatta di tradizione, in cui la Riserva è figlia di assemblaggi di uve provenienti dai diversi cru aziendali (soprattutto Cannubi, Liste e Fossati, tutti nel comune di Barolo), dove le potature in vigna sono particolarmente severe, con l’eliminazione dei grappoli in eccesso e la drastica selezione dell’uva raccolta. Lunghe le macerazioni, lunghi gli affinamenti in grandi botti di Slavonia e in bottiglia: il millesimo 2008 da noi degustato è praticamente appena uscito in commercio.

L’enologo Danilo Drocco ci ha guidati in fiera presso lo stand aziendale in una degustazione delle annate 2008, 1998 e 1982. Vediamo com’è andata.

Barolo Riserva 2008

È il Barolo della prima vendemmia di Oscar Farinetti in qualità di proprietario. La fioritura è stata in linea con i tempi tradizionali, seguita da condizioni climatiche primaverili ottimali. Poi il tempo è decisamente peggiorato con piogge e un abbassamento delle temperature rispetto le medie. Il lavoro in vigna ha tuttavia consentito di aumentare la qualità delle uve, grazie anche al miglioramento climatico che si è verificato da metà luglio fino a tutto Ottobre. Nel complesso una grande annata.
Il vino si caratterizza per un colore granato con bagliori rubino, con la tipica trasparenza e la lucentezza dei grandi Nebbioli. Al naso è ancora chiuso, si apre lentamente con toni di frutta rossa fresca, di lampone e mirtillo, floreali con la viola in netto risalto. Quindi una leggera speziatura di chiodi di garofano, sottobosco con una chiusura di liquirizia. Al palato avvertiamo subito la prevalenza delle componenti dure su quelle morbide. Rilevante la struttura tannica, con una evidente spalla fresco-sapida e un finale lungo. È ancora giovanissimo e austero, con il potenziale d’evoluzione tipico delle Riserve di Borgogno.

Barolo Riserva 1998

Considerata come una grande annata e caratterizzata da un buon andamento climatico. L’inverno è stato freddo e la primavera piovosa. L’estate calda e secca ha permesso un’ottima maturazione dell’uva. I mesi di settembre e ottobre, con grandi escursioni termiche tra notte e giorno, hanno favorito lo sviluppo del corredo aromatico delle uve.
Si mostra con una veste rosso-granata trasparente con unghia appena aranciata. Naso non del tutto aperto con sentori minerali, di rosa e viola, quindi fruttati di amarena e ciliegia sotto spirito. Poi avvertiamo liquirizia e menta, china e nitide note tostate di caffè. In bocca il profilo è molto simile al 2008, con una sferzante acidità che veicola ritorni di liquirizia e balsamici, con un tannino importante, molto ben presente. Molto lunga la persistenza gusto-olfattiva. Un Barolo di 17 anni che ha appena iniziato il suo percorso di terziarizzazione. Bellissimo.

Barolo Riserva 1982

Annata eccezionale, con un lungo inverno e un ciclo vegetativo inizialmente in ritardo. La primavera mite e l’estate calda e secca, con un settembre in cui si sono registrate temperature abbastanza elevate, hanno consentito un’eccellente maturazione dell’uva.
Bellissimo il colore granato-aranciato del vino, limpido e trasparente. Incredibile lo spettro olfattivo che si esprime lentamente: rosa e violetta essiccate, corteccia di china e tabacco dolce, quindi note cioccolatose e balsamiche di rabarbaro. Poi vengono fuori i sentori di sottobosco, di muschio, cuoio con lontani ritorni fruttati di confetture di visciole e lamponi. In bocca colpisce la vibrante freschezza, i tannini setosissimi con una morbidezza che comincia ad essere percettibile e una persistenza che si misura in minuti.
Un vino grandioso, maturo, nel pieno della sua fase emozionale, sicuramente in grado di restare tale ancora chissà per quanti decenni. Perché per questo campione di 33 anni non si può che parlare di prospettive evolutive ancora decennali. Un Barolo che ci consente di viaggiare nel tempo.
Ed ora non resta che andare a trovarli in azienda.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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