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11 Ago 2016

Abbiamo incontrato qualche tempo fa la cantina piemontese Ferraris, una delle aziende vitivinicole di punta per la produzione di Ruché e di cui abbiamo già recensito il Ruchè Opera Prima e il Ruchè Clasic. Ma un’azienda del Monferrato che si rispetti non può non avere una produzione propria di Barbera, vitigno che giusto nel Monferrato trova il suo territorio d’elezione. E del racconto di una versione molto particolare di Barbera è quello di cui ci occuperemo oggi.

Siamo a Castagnole Monferrato, nell’area collinare che si trova a nord-est di Asti. L’azienda, che ora si estende su 37 ettari e che produce quasi 200.000 bottiglie, si distingue per possedere diversi cru, ossia vigneti che per le particolari esposizioni e per il pregio delle uve che vi si producono, danno vita a vini di qualità molto elevata.

E dal vigneto di San Marcellino, provengono le uve con cui viene prodotta la Barbera Birbetta, nome certamente evocativo della sua caratteristica distintiva: stiamo parlando di una Barbera frizzante, come nella tradizione del Monferrato. Il vigneto, impiantato su un terreno argilloso-calcareo e tufaceo, si trova a un’altitudine di 200 metri e presenta un’ottimale esposizione a sud-ovest. Il sistema di allevamento è il Guyot con una densità d’impianto di 5000 ceppi per ettaro.

Oggi siamo sempre più abituati a bere Barbere strutturate, concentrate, affinate in contenitori di legno e capaci di invecchiare anche per molti anni. Ma un tempo non era così: la Barbera era un vino semplice, di pronta beva, fruttato, molto spesso vivace, mosso o addirittura frizzante. Ed è il caso della Barbera Birbetta di Ferraris: oltre che appartenere alla tradizione, per ottenere questo vino vengono applicate le più moderne tecniche della spumantizzazione in autoclave.

Ma vediamo come viene fatta questa Barbera. Il vino viene dapprima vinificato a secco e in seguito, tramite l’inoculo di zuccheri e lieviti, viene sottoposto ad una seconda fermentazione in autoclave mediante il metodo Charmat. Un mese e mezzo dopo la ripresa della fermentazione naturale, il vino viene filtrato, stabilizzato e imbottigliato con sistema isobarico, conferendo al prodotto la caratteristica effervescenza. La sovrappressione in bottiglia si attesta tra 1,5 e 2 atmosfere.

Il 2015 è stata un’annata calda che ha favorito gradazioni alcoliche importanti nei vini della zona. Nel caso della Barbera Birbetta si superano i 13,5°. Passiamo ora al racconto del vino.

Barbera del Monferrato Frizzante Birbetta 2015

Il vino si presenta con un colore bluastro scuro, con bagliori violacei. Versandolo, forma un’abbondante spuma nel bicchiere per poi scomparire dopo pochi secondi. Naso caratterizzato da delicati profumi floreali, con una rosa e una violetta in evidenza. Quindi emergono intensi sentori fruttati di ciliegia e lampone con una nota vinosa tipica della cantina durante il periodo della fermentazione alcolica. Bocca piena, dove una bella acidità rafforzata dall’effervescenza è ben bilanciata dalla morbidezza rilasciata da un residuo zuccherino di circa 6 g/l. Effervescenza che pulisce completamente il cavo orale e che favorisce una buona persistenza gusto-olfattiva, lasciando gradevoli ricordi fruttati.

La Barbera Frizzante Birbetta è un vino didascalico, molto ben fatto e pensato per un consumo quotidiano anche a tutto pasto. Ma che, per la sua capacità sgrassante, si abbina perfettamente ai salumi e a formaggi non sottoposti a particolari salagioni o invecchiamenti. Vino che va servito anche fresco e che è ideale per questa calda estate.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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