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04 Giu 2016

Ancora Vinitaly e ancora una verticale, che definire sbalorditiva non mi sembra esagerato. Così è successo che, girando per gli stand, mi sia fermato presso l’azienda Aurelio Settimo. Qui ho conosciuto Tiziana, la figlia del fondatore, che ha preso le redini dell’azienda dalla scomparsa del padre.

Raggiungo lo stand soprattutto perché mi piacerebbe capire meglio il Barolo espressione di Rocche dell’Annunziata, importante frazione del comune di La Morra, oltre ad essere uno dei Grand Cru dell’intero comprensorio del Barolo. E Aurelio Settimo non può che essere la mia azienda di riferimento per questo importante terroir. Tiziana mi prende in parola e tira fuori tutte le bottiglie di Barolo Rocche dell’Annunziata che ha portato in fiera. Così, tra una battuta e un commento, iniziando verso le nove e mezza del mattino dall’annata in corso (2012), andiamo indietro nel tempo mettendo in fila ben sette millesimi.

L’azienda conduce meno di sette ettari di vigneto, di cui quasi sei a Nebbiolo da Barolo. Più della metà di questi si trova in Rocche dell’Annunziata, proprio intorno alla cantina. Il terreno è costituito da rocce sedimentarie costituite da argilla, sabbia e calcare dette Marne di Sant’Agata e il vigneto ha esposizione a sud - sud-ovest a un’altitudine di circa 300 m slm.

Ma al di là dello straordinario terroir che consente di produrre uno dei Barolo più prestigiosi dell’intero comparto, quello che mi colpisce è la filosofia aziendale mai mutata, nemmeno al passaggio generazionale del testimone. Focus dell’azienda è prestare la massima attenzione alla qualità senza alterare la personalità del Nebbiolo, nel pieno rispetto della tradizione.

Vi racconto com’è andata.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2012 – campione di vasca - 14,5%

Vendemmia ai primi di ottobre, ha trascorso 20 mesi in botti grandi. Figlio di una annata grande e calda, questo Barolo ancora non in commercio colpisce subito per la sua bellissima veste granato intenso. Profumi complessi, con un attacco di violetta e frutta rossa, dove spiccano il lampone e il mirtillo. Quindi note terrose di sottobosco con una chiusura di liquirizia. In bocca impressiona per la marcata freschezza ma anche per i tannini fitti e raffinati, in un contesto in cui le durezze comprensibilmente sovrastano le morbidezze, nonostante i 14,5 gradi alcolici. Chiude lungo su note ancora di liquirizia.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2011 – 14,5%

Vendemmia tra la fine di settembre e i primi di ottobre al termine di un’annata calda, priva di abbondanti piogge e impegnativa sotto il profilo agronomico. Ha trascorso 18 mesi in botti. Di colore rosso granato lucente, al naso mostra un ampio spettro olfattivo. Esordio speziato, soprattutto di noce moscata e cannella. Quindi le tipiche note di viola, tabacco, sottobosco e un fruttato di lampone e fragoline in confettura. Chiude su sensazioni mentolate. Bocca piena ed elegante, con tannini di ottima fattura, molto avvolgenti. Magnifica la persistenza, durevole e balsamica.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2010 – 14%

Vendemmia a fine settembre, dopo un inizio-estate contraddistinto da abbonanti precipitazioni per poi recuperare e raggiungere la pienezza nei valori fenolici e degli zuccheri. Ha passato 18 mesi in botte. Granato intenso con riflessi aranciati, esprime un variegato ventaglio di aromi composto da lampone e prugna in confettura, sentori floreali di viola e rosa e un evidente speziato dolce. Quindi profonde note di tabacco Kentucky e una chiusura di eucalipto. Bocca larga, di grande concentrazione e con tannini setosissimi quasi del tutto fusi nella massa. Vino che va verso l’equilibrio e che chiude con una lunga scia minerale.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2009 – 14%

Il 2009 si è caratterizzato per un ritardo vegetativo, anche se poi si è assistito ad un recupero nella maturazione fenolica. Nel complesso l’annata ha avuto un andamento climatico piuttosto irregolare con vendemmia ad inizio ottobre. Il vino ha trascorso 24 mesi in botte e tre anni in bottiglia. Colore granato lucente, di bellissima trasparenza. Suggestioni balsamiche si uniscono a note fruttate, di mirtilli e amarena in confettura, spezie dolci e sottobosco, in un quadro olfattivo di bella complessità. Piuttosto tannico e di grande struttura, chiude con una lunga scia mentolata e minerale.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2008 – 13,5%

La raccolta delle uve è avvenuta a metà ottobre, dopo un’annata complicata ma che ha registrato un ottimo recupero nella maturazione tecnica e fenolica. Ha passato due anni in botte e ben quattro in bottiglia. Di colore granato pieno di bella lucentezza, al naso esprime note terrose, funghi, sottobosco. Quindi un fruttato scuro in confettura conditi da sbuffi speziati di noce moscata e tabacco. Grande la freschezza, con tannini addolciti da una morbidezza glicerica in un campione già quasi in equilibrio. Decisamente lungo il finale con ritorni retrolfattivi balsamici.

Barolo Rocche 2005 – 14%

Annata con andamento anomalo, con un insolito alternarsi di temperature miti e fresche dal germogliamento all’allegagione e un caldo incostante durante l’estate. Vendemmia a inizio ottobre; il vino ha trascorso due anni di botte. Colore granato con orlo arancio, il naso si caratterizza subito per sentori terziarizzati di cuoio e tabacco dolce. Pian piano emergono note di frutta rossa in confettura e anche floreali di violetta essiccata. Bocca larga, con un tannino ormai perfettamente fuso nella massa in un contesto di sostanziale equilibrio. Persistente chiusura di liquirizia. Il Barolo si è chiamato soltanto Rocche fino al millesimo 2006.

Barolo Rocche Riserva 2004 – 14%

Annata finalmente normale dopo due millesimi estremamente difficili come lo sono stati il 2002 e il 2003. Vendemmia lunga e tranquilla nel mese di ottobre. Il vino, essendo una Riserva, ha trascorso 36 mesi in botte grande. Veste granato lucente, ventaglio olfattivo di rara ampiezza, con note eteree e terziarizzate di goudron e tostati di caffè, pepe, cuoio, liquirizia e ciliegia sottospirito. Bocca piena di vigore, con tannini ormai perfettamente integrati e un’acidità veemente. Chiude lunghissimo su note minerali.

Che cosa posso aggiungere? Mi congedo dalla padrona di casa ringraziando per la cortesia e l’opportunità che mi è stata offerta. E con le idee più chiare sul Grand cru Rocche dell’Annnunziata.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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