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19 Giu 2014

Di Alfonso Rotolo abbiamo già parlato con un prodotto particolare Vola Lontano vino spumante, probabilmente unico nel suo genere; ora invece sto per descrivervi un vino tipico campano: l’Aglianico.
Come Vola Lontano anche questo prodotto ha a che fare col volo!
Prima di scendere nei particolari del nettare in sé però mi piace raccontare di come è stato scelto e del perché, visto che ritengo l’acquisto di alcune cose, soprattutto il vino, dei momenti emozionali al pari del momento in cui l’oggetto della compera viene utilizzato ed in questo caso bevuto.
Adoro scegliere un vino e mi piace farlo pensando alle persone con le quali andrò a condividere il piacere della bevuta; adoro comprare il vino nella stessa enoteca perché all’interno c’è un personaggio particolare, uno che decide l’assortimento sulla base della qualità dei prodotti, della serietà dei produttori, ma soprattutto dell’impressione che queste persone gli fanno.



Questa persona non ama trattare prodotti commerciali e predilige consigliare e far scoprire alle persone dei piccoli tesori, spesso a cifre modiche.
Come con un medico o con un tecnico, bisogna aver fiducia!
Non volendo acquistare nulla in particolare mi faccio dare qualche consiglio spargendo lì pillole utili per aiutarlo a comprendere come menù del giorno, persone al tavolo, volontà di acquistare un vino campano.

Molti in zona non hanno prodotti di Alfonso Rotolo, qualcuno lo reputa un pò presuntuoso (a loro dire) per la politica di prezzo; la mia enoteca lo adora, ne esalta ogni volta le qualità umane e la serietà produttiva!
Tra le tante proposte e consigli scelgo “Le Ghiandaie” annata 2010, un aglianico 100% affinato in barriques e poi in bottiglia.
Il legame col volo sta proprio nel nome: la ghiandaia è infatti una razza di uccello appartenente alla famiglia delle Corvidae presente in Europa ma soprattutto in alcune zone della Cina (che sia un presagio di esportazione per Alfonso?).
Un vino che nasce nel Cilento che, come tutte le “bottiglie” di Rotolo, nasce da un vitigno coltivato a Guyot con bassa resa.

Un colore rosso rubino, aromi floreali che si intrecciano con il profumo di frutti rossi e sottobosco in un’interessante composizione molto armonica.
Frutti di bosco, amarena, agrumi, garofano di bosco, tanti sono gli odori identificabili.
Al palato mostra subito la forza dei suoi fini tannini che aiutano a sgrassare la bocca dalla sugosità della carne rossa appena deglutita, mantiene allo stesso tempo un’ottima acidità.
Si avverte l’influenza del barriques, che educatamente arricchisce il vino e lo potenzia,ma non siamo davanti ad un “vino del falegname”.
Ancora una volta il rivenditore ha colto nel segno!
Con i suoi 8-10 euro di prezzo è sicuramente un vino da riacquistare e da tenere pronto per l’uso nella nostra cantina, soprattutto per il fatto che la sua qualità ed il suo corpo gli consentiranno certamente un buon ulteriore invecchiamento!

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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