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La passione per il vino rosso

La passione per il vino rosso

Avevo conosciuto Roberto Sarotto a Roma, poco prima di intraprendere il mio viaggio-studi nelle Langhe del Barolo. Andarlo a trovare a casa sua a Neviglie è stata la logica conseguenza. Ovviamente è successo perché ne avevo apprezzato i vini durante una degustazione romana, oltre ad averne compreso lo spirito con cui erano fatti. Tradizione e innovazione: troppo ghiotta l’occasione di trovarmi nelle Langhe per non incontrare Roberto in cantina.

L'Azienda Agricola Roberto Sarotto è a conduzione familiare e da sempre legata al mondo del vino. La filosofia aziendale si basa su di una profonda consapevolezza dei valori tradizionali, ma senza paura di esplorare e intraprendere strade innovative del vino. L’azienda si estende su una superfice vitata di 80 ettari dislocati nei comuni di Novello, Neive, Neviglie, Nizza Monferrato e Gavi. Qui nascono e maturano le uve, pregiata materia prima che poi viene trasportata nella modernissima cantina che ho avuto il piacere di visitare, cantina dotata di attrezzature particolarmente innovative. Le uve vengono quindi trasformate nei vini del territorio, permettendo alle stesse di esprimersi nelle loro massime potenzialità.

Tra i diversi vini che ho avuto la fortuna di assaggiare (dal Barolo Audace al Barbaresco Gaia Principe, dal Langhe rosso Enrico all’Arneis Runcneuv, allo Spumante Brut) vi voglio raccontare la Barbera d’Alba Elena 2012, vino creato in onore della secondogenita di Roberto, da cui il vino ha preso il nome.

Ho partecipato ad una straordinaria verticale di Tignanello, brand del vino italiano più conosciuto nel mondo e perla della cantina Marchesi Antinori di cui ho recentemente raccontato il Cervaro della Sala 2005.

Il Tignanello nasce agli albori degli anni ’70 del secolo scorso come risposta all’immobilismo del consorzio che si ostina – e lo farà ancora per anni – a imporre l’aggiunta di uve bianche accanto al Sangiovese nell’uvaggio del Chianti Classico. Vino che, preceduto soltanto dal Vigorello dell’Agricola San Felice, contribuirà in modo decisivo alla schiera di vini a base Sangiovese dei Supertuscan. Dal ’75 l’uvaggio del vino si stabilizza, con qualche oscillazione, in un 80% di Sangiovese e la rimanente parte di Cabernet.

Il podere Tignanello si trova a Mercatale nel comune di San Casciano Val di Pesa. È un vigneto di 57 ettari, esposto a sud, sud-est e situato a un’altitudine di 350-400 m slm. Presenta pendenze molto importanti che garantiscono un ottimo drenaggio, con un terreno composto da galestro e alberese in prevalenza, assieme a un po’ d’argilla. Grandi anche le escursioni termiche tra giorno e notte, oltre che tra le stagioni, elemento che contribuisce in modo determinante agli aromi del vino. Nel complesso le piante sono sempre un po’ sotto stress, condizione essenziale per la produzione di uve di qualità.

La grandezza del vino sta anche nella dimensione del fenomeno. Ogni anno vengono prodotte un numero di bottiglie che varia tra le 350.000 e le 400.000. Non esattamente un vin de garage. Fare qualità elevatissima con queste quantità non è per nulla semplice.

Dopo la Freisa e la Barbera Amormio, passiamo ora al vino di punta dell’azienda, la Barbera che meglio rappresenta il credo enologico di Antonio Bellicoso. Parlo della Barbera Merum 2012.

 

Antonio Bellicoso dimostra grande maestria nella sua concezione e poi nella realizzazione dei vini da uve Barbera in purezza. Dopo aver raccontato la Freisa, vi parlo ora della Barbera d’Asti Amormio 2013

 

Torniamo a parlare di Antonio Bellicoso, produttore di Montegrosso d’Asti che abbiamo intervistato in passato e di cui abbiamo recensito i vini di precedenti annate. Sono andato a trovarlo in azienda degustando i nuovi millesimi. Raccontiamo ora la Freisa d’Asti 2013.

 

Oggi proseguiamo il nostro breve viaggio alla scoperta del vino delle Privat Label. La nostra attenzione è stata da tempo catturata dal marchio: “Le vie dell’uva”.

Si tratta di una brand creata dal gruppo commerciale Selex, da sempre molto attento alla qualità dei suoi prodotti ed al modo di presentarli. Lo specchio di questa meticolosità sono i punti vendita, reperibili sul territorio con le insegne A&O, Dok, Famila ed Iperfamila, ordinati, puliti e con display e layout assolutamente leggibili. Insomma, una realtà che ricerca l’eccellenza!

Il gruppo nasce, come spesso è accaduto in Italia, dall’unione di grossisti alimentari, nel 1964 che arrivano poi a creare il Consorzio A&O italiano che circa 15 anni dopo costituirà il gruppo Selex.

Oggi l’azienda annovera circa 5.500 referenze PL, oltre 6000 punti vendita, 4,5 milioni di carte fedeltà ed una quota di mercato del 16,5%!

Il gruppo fa parte delle Centrale d’acquisto e marketing ESD Italia, costituita nel 2001 da Selex ed Esselunga ed oggi composta da Selex, Agorà Network, Acqua e Sapone e Sun.

 

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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