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La passione per il vino rosso

La passione per il vino rosso

LANGHE NEBBIOLO CASCINA SARIA ANNATA 2010

GRADO ALCOLICO 14%

Questo è un vino che esprime tutte le caratteristiche tipiche del vitigno e del suo territorio, riesce a trasmettere al nostro palato la passione e la cura con il quale viene seguito in tutte le sue fasi che lo porta dal grappolo a nostro calice.
Le uve vengono allevate a guyot con una esposizione ad est del vigneto,  la resa di 75 q.li per ettaro garantisce una ottima concentrazione di profumi ed una eccellente struttura.

IL SAGRANTINO DI ROMANELLI

E’ arrivata un’altra occasione per fare una piccola fuga dalla monotonia di tutti i giorni e approfittare dei giorni liberi dal lavoro per fare un week end fuori regione. Dalla Toscana decido di andare in Umbria, direzione: Città di Castello in provincia di Perugia, una cittadina davvero ricca di storia, arte e tradizioni, e anche uno dei più importanti centri di produzione di tabacco in Italia. Oltre a questo ovviamente, non mancano le prelibatezze culinarie, i salumi, i formaggi i tartufi ed il buon vino.

Passeggiando per le vie del centro ho trovato un’enoteca dal nome che la diceva lunga “Syrah”, non mi restava quindi che entrare e assaggiare un buon vino accompagnato da una bella selezione di salumi e formaggi.

Giovedi 23/01/2014 nell'incantevole cornice di Villa de Winckels a Tregnago ha avuto luogo la 4a edizione di Amarone in Villa.
Dal Forno, Allegrini, Bertani, Speri sono soltanto alcuni dei nomi più prestigiosi presenti in questa edizione che  ha visto aderire oltre 60 aziende.

Ad essere onesto per il sottoscritto non è stato facile! Da dove iniziare? Anzi da chi iniziare?

Assaggiarli tutti neanche a parlarne! Andare in ordine alfabetico, seguire qualche guida di settore oppure fare una distinzione tra produttori provenienti dalla valpolicella classica o da quella allargata?

Allora Prima di proseguire varrebbe la pena di spendere qualche parola su questo fuoriclasse dell'enologia italiana: l'Amarone della valpolicella è una DOCG con base ampelografica corvina veronese dal 45 al 95% con la presenza del corvinone  nella misura massima del 50% in sostituzione di una pari percentuale di corvina e rondinella dal 5 al 30%.
Sino ad un massimo del 25% possono concorrere uve provenienti da vitigni a bacca rossa non aromatici ammessi nella provincia di Verona , nella misura massima del 15% con un limite massimo del 10 % per ogni singolo vitigno utilizzato oppure classificati autoctoni italiani ai sensi della legge n.82/06,art.2, a bacca rossa ammessi nella coltivazione per la provincia di Verona , per il rimanente quantitativo del 10% totale.

Abbiamo già incontrato Antonio Bellicoso che ci ha raccontato la sua attività facendoci conoscere la sua azienda, la sua passione e la grande competenza che dimostra di avere in ogni singola operazione svolta in vigna e in cantina. Passiamo adesso alla degustazione dei suoi vini, piccoli grandi capolavori.
Passiamo in rassegna prima qualche parametro analitico delle uve impiegate. La Freisa ha una Concentrazione 19,5 – 20,5 ° babo, un estratto di 32-33 g/l e un PH di 3,6. La Barbera ha 22 – 23 ° babo, un estratto di 37 – 38 e un PH decisamente più acido, che non supera 3,3-3,4. Sono parametri di partenza che promettono molto bene e che giustificano le ipotesi di longevità di cui abbiamo già scritto.

Il  sogno di Gianni Masciarelli di rinnovare la viticoltura in Abruzzo s’infrange nel 2008 quando un malore c’è lo porta via a soli 52 anni.
Ma di quel sogno nulla è cambiato.
Quel sogno, oggi lo possiamo dire, è realtà.
L’azienda attualmente è composta da quattro cantine e terreni vitati un pò ovunque, è condotta con grande capacità professionale da sua moglie Marina Cevtic, donna dell’Est, dinamica e tenace che ben presto impone la sua personalità nell’azienda tanto da creare una linea che porta il suo nome.
L’impegno la porta a cercare nuove sfide, nuovi Terroir, fino ad arrivare in provincia di Teramo, nel comune di Controguerra, alla ricerca di una nuova espressione di Montepulciano d’Abruzzo.

Una dei vitigni italiani più difficili da interpretare ma dalla grande potenzialità è sicuramente rappresentato dall’Aglianico.
Varietà in notevole sviluppo qualitativo che nei decenni passati era stata sempre trascurata sia per quanto riguarda le tecniche di allevamento sia in quelle di vinificazione preoccupandosi solo dell’alta resa che questo vitigno può dare.
Mi piace definire L’Aglianico “ Il nostro Cabernet sauvignon” per la sua prorompenza , per la grande struttura e intensità che dà al suo vino .

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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