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La passione per il vino rosso

La passione per il vino rosso

Se anche voi come me avete avuto una fase della vostra vita in cui siete stati affascinati dall’esoterismo, questa bottiglia non potrà lasciarvi indifferenti.
L’azienda in questione ha infatti scelto come logo il quadrato magico che appare nelle chiese medievali di gran parte d’Europa, con su scritto “sator arepo tenet opera rotas”, una forma palindroma il cui significato sembra essere “ il seminatore tiene con cura il carro ” con riferimento probabilmente all’aratro.
Se trovato su una chiesa il rimando alla figura del Cristo è un’ipotesi plausibile, sull’etichetta di una bottiglia come non pensare ad un legame quasi religioso dell’uomo con la terra e col frutto che da essa deriva?
Se la bevanda in questione è il vino, poi, il gioco è presto fatto.  A questo punto è meglio aprire la bottiglia per non essere colti da una crisi mistica , se non sulla strada di Damasco , su una della provincia di Pisa.

Il Ruché sta a Montalbera come Montalbera sta al Ruché. E’ stata una vera e propria sfida, possiamo dire ormai vinta, visto che ormai il vino è riconosciuto dal mercato e nel 2010 ha persino ottenuto l’ambita DOCG. Anche se in azienda si fanno altri vini dalla Barbera al Moscato d’Asti, dal Grignolino al Barolo che abbiamo degustato e recensito, è innegabile che l’azienda sia indissolubilmente legata al sorprendente vitigno autoctono ( approfondimenti nell'intervista a Montalbera ).

Montalbera è dunque sinonimo di Ruché. Ma non soltanto: oltre alla produzione di altri vini della tradizione piemontese (come il Grignolino, il Moscato d’Asti e la Barbera) e una discreta presenza di internazionali, Franco Morando che in precedenza abbiamo intervistato ha scelto di investire anche nel Nebbiolo da Barolo con i vigneti situati a Castiglione Falletto e a La Morra per completare la gamma.
“Il Barolo alla fine, per noi che continuiamo a esser produttori di Ruché e che vogliamo puntare molto su questa denominazione, si configura all’interno dei nostri investimenti aziendali come un completamento della proposta che presentiamo ai mercati internazionali” ci racconta Franco Morando. È un prodotto elegante, studiato secondo la filosofia Montalbera, che punta su vini profumati, aromatici, qualche volta di pronta beva ma mai banali.

Di Alfonso Rotolo abbiamo già parlato con un prodotto particolare Vola Lontano vino spumante, probabilmente unico nel suo genere; ora invece sto per descrivervi un vino tipico campano: l’Aglianico.
Come Vola Lontano anche questo prodotto ha a che fare col volo!
Prima di scendere nei particolari del nettare in sé però mi piace raccontare di come è stato scelto e del perché, visto che ritengo l’acquisto di alcune cose, soprattutto il vino, dei momenti emozionali al pari del momento in cui l’oggetto della compera viene utilizzato ed in questo caso bevuto.
Adoro scegliere un vino e mi piace farlo pensando alle persone con le quali andrò a condividere il piacere della bevuta; adoro comprare il vino nella stessa enoteca perché all’interno c’è un personaggio particolare, uno che decide l’assortimento sulla base della qualità dei prodotti, della serietà dei produttori, ma soprattutto dell’impressione che queste persone gli fanno.



Abbiamo già parlato della cantina abruzzese Marramiero. L’abbiamo fatto raccontando uno strepitoso Trebbiano d’Abruzzo Altare di 18 anni, un vino incredibile per profumi e vividezza, dall’acidità ancora sorprendente e dalla notevole persistenza gustolfattiva avvertita dopo la deglutizione.
Pensavamo fosse una splendida eccezione, quasi un caso, un colpo di fortuna, un episodio. Evidentemente ci sbagliavamo. Non perché nel nostro panorama vitivinicolo non esistano bottiglie dalla simile longevità – anche se, specialmente per i vini bianchi, queste non siano così frequenti – ma piuttosto perché sembrava a noi impossibile che la stessa azienda potesse annoverare, tra le proprie creazioni, un altro vino monumentale. Monumentale e longevo.

Corte Normanna, società agricola a conduzione familiare, coltiva una superficie totale di venti ettari, diciotto dei quali piantati a vigneto ed i rimanenti ad uliveto.
L’azienda ha sede a Guardia Sanfromondi, in provincia di Benevento, e produce sette tipologie di vino prestando particolare attenzione ai vitigni autoctoni della zona; Aglianico e Falanghina sono le pietre miliari di Corte Normanna;

Longobardi, Sanniti o Romani, la nascita del centro abitato non è ancora ben chiarita.
Dopo i longobardi arrivarono nella zona i Normanni che, nella seconda metà del 1100, diedero il nome al paese che rimase sotto il loro dominio fino alla venuta degli Svevi e poi degli Angioini successivamente scacciati dagli Aragonesi.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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