Toolbar
La passione per il vino rosso

La passione per il vino rosso

Quando si parla di Troia, a parte volgari e banali battute all’italiana, vengono in mente le vicende di Ulisse, Ettore, Paride, Achille e tutti gli eroi di cui Omero cantò le gesta.

Oltre alla storica città, rasa al suolo dai greci, in Italia, e precisamente in Puglia c’è una piccola, omonima cittadina di 7.500 anime in provincia di Foggia.

Il comune ha un fondazione molto antica risalente al XII-XI secolo a.C. e secondo la leggenda furono proprio l’eroe greco Diomede ed Ulisse a darle i natali.
Romani, Saraceni, Bizantini, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni si sono susseguiti fino all’invasione piemontese, che visto lo spirito combattivo della gente del posto, non fu per nulla facile.
Oggi Troia è una città prevalentemente agricola legata alla coltivazione di grano duro, olio extra-vergine e vino!
La più famosa è caratteristica produzione è certamente il Nero di Troia, naturalmente a vitigno a bacca scura.
Oggi abbiamo degustato per voi Guado San Leo 2010 fiore all’occhiello dell’ottima azienda agricola D’Alfonso del Sordo sita a San Severo.

Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva 1993

Torno a parlare di Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva. Questa volta vi racconterò la prima edizione di questo vino, il millesimo 1993. Vino che ho avuto il privilegio di degustare durante una cena organizzata dal produttore e durante la quale si è tenuta la presentazione dell’ultimo nato della cantina: il vino cotto Livia.
La cornice non poteva essere migliore. L’evento si è tenuto presso il Ristorante Imàgo, all’ultimo piano dell’Hotel Hassler in via Sistina a Roma.
Atmosfera incantevole. Le luci soffuse del ristorante esaltavano la vista che si godeva dalle finestre panoramiche. Avvicinandosi ai vetri si vedeva tutto il centro storico illuminato della capitale, dove spiccava la maestosità della cupola della Basilica di San Pietro. Guardando in basso, ecco la meravigliosa scalinata di Trinità dei Monti.
Pochi commensali, una dozzina in tutto; oltre ad Enrico Marramiero e ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori, ho riconosciuto alcuni personaggi da sempre legati al mondo del vino.
Sorvolo sull’ottima cena, nonché sull’impeccabile servizio del ristorante. Appena un cenno sugli altri splendidi vini dell’azienda, degustati prima e durante la cena: il metodo classico, da uve Chardonnay e Pinot nero, con 36 mesi di affinamento sulle fecce; il Trebbiano d’Abruzzo Altare 2011 e 1994 (il 1994 da due diverse bottiglie), Trebbiano di cui non posso che confermare lo stupore per la complessità, l’acidità e la bellezza del millesimo ventennale (avvalorando quanto scritto a proposito del Trebbiano d’Abruzzo Altare 1996); il Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva 2010 (l’annata in corso, nella foto contenuto nel secondo bicchiere) e il Montepulciano d’Abruzzo Dante Marramiero 2003; e infine il vino cotto Livia, ultimo nato e motivo che l’azienda ha individuato per riunirci attorno al tavolo.
Mi soffermo invece sul Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva 1993, come detto la prima annata del vino. Descrivendo il Montepulciano d’Abruzzo Inferi Riserva 1994 , ci eravamo lasciati dicendo che avremmo dovuto attendere ancora del tempo per degustare al meglio quel campione. Al Vinitaly, con la frenesia che ne contraddistingue i ritmi, non era stato possibile.

La Valle della Loira, bellissima perla del territorio Francese, offre un patrimonio culturale tra i più ricchi e i più invidiati al mondo!
Imponenti castelli immersi in splendidi scenari verdeggianti mozzafiato vengono resi ancora più suggestivi grazie ai favolosi interventi architettonici.
La Valle della Loira giustamente soprannominata "il Giardino di Francia ", è anche sinonimo di vino di qualità ed è, tra le regioni vitivinicole, una delle più estese del Paese. Apprezzata soprattutto per i suoi famosi vini bianchi, i prodotti di questa terra vengono resi unici dal Terroir, ricco anche di sedimenti fossili, e dall'influenza mitigatrice che l'Atlantico ha sul clima. In prossimità della costa le temperature risultano più miti, ma spostandoci verso l'interno il clima diventa continentale.
I vigneti attorno a Tours, Anjou e Saumur che incorniciano il fiume Loire, godono di un suolo variegato composto da scisti rosse ad Anjou, gesso e calcare a Saumur e nella Touraine.
Tra queste colline scopriamo un tesoro enologico recentemente rivalutato, in grado di produrre superbi rossi ed eleganti rosati: si tratta del Pineau d'Aunis, chiamato anche Chenin Noir dai coltivatori del luogo.
Il vitigno sembrerebbe non aver nessun collegamento genetico con la famiglia dei Pinot, anche se la forma conica del grappolo risulta molto simile. Questi stupendi grappoli conici e compatti ricordano quasi la forma della Pigna, ed è proprio da questo che deriva il nome Pineau o Pinot.
Chiarita l'origine dalla prima parte del nome, la seconda parte deriva invece da un monastero che sorgeva vicino Saumur. Il monastero Prieur D'Aunis esiste ancora, ed è ancora viva la sua tradizione vitivinicola come la passione di produrre vino.
L'incredibile adattabilità del vitigno nella Valle della Loira farebbe pensare che questa preziosa vite sia originaria proprio di questa particolare area francese; Forse si o forse approdò nella Vandea insieme ai mercanti del sale che circumnavigavano la zona atlantica.
I vini rossi che se ne ricavavano già nei secoli passati, erano apprezzati soprattutto tra le classi sociali più elevate.
Il successo di questa vite però perse un po' di luce verso il 1950 quando si puntò su vitigni maggiormente graditi al mercato internazionale e molti etteri di Pineau d'Aunis lasciarono spazio alla coltivazione del Cabernet Franc.

Etnella - Notti stellate 2010 Etna Rosso

Testaccio (RM), marzo2014, Vini di Vignaioli, è li che ho conosciuto Davide Bentivegna dell'azienda agricola Etnella, con vigneti nella zona nord-orientale del grande vulcano attivo: Presa, Linguaglossa e Passopisciaro tra i 600 e i 1.000 metri di altezza sono le zone dei vigneti di proprietà su terreni basaltici.

Davide ha un fare casinista, gioviale, ha modi semplici e amorevoli, è arruffone ma concreto allo stesso tempo, mi fa provare i suoi vini insieme con altri amici di bevuta e di trasferta e tutto quello che lui esprime come persona appena conosciuta lo ritrovo in Notti Stellate 2010, un Etna rosso con prevalenza Nerello Mascalese (90%) e residuo di Nerello Cappuccio (7%) e altre varietà autoctone, affina in barrique di terzo passaggio e viene lavorato in vigna e in cantina con metodi assolutamente naturali.

L'Aur-oura un eccellenza del Monferrato

Tra le dolci colline dell’Alto Monferrato recentemente è stata terminata una nuova cantina, anzi quasi un piccolo gioiello: Rocco di Carpeneto.
Un luogo di pace circondato da vigneti che lascia spazio sia alla meditazione che alla degustazione di vini d’eccellenza.
Si tratta di un’area che comprende poco più di 5 ettari di vigneti, disposti in modo da cingere la cantina sul vasto pianalto del fluviale antico che contraddistingue questo piccolo terroir a nord del villaggio di Carpeneto.

Una naturale sensazione di entusiasmo: vermentino nero

E‘ questa la principale emozione che mi ha accompagnato nel tragitto di ritorno per la stretta strada che discende i declivi delle colline, immersa come è tra i profumati boschi e i fitti vigneti coltivati su terrazzamenti interamente inerbiti a rendere elegante e antropizzato un paesaggio già sontuoso.
Siamo sulla Strada del vino dei Colli di Candia: alle nostre spalle le Alpi Apuane svettano bianche e solenni, su tutte il monte Sagro, picco solitario dove l’antico popolo dei Liguri celebrava il culto della pietra; di fronte a noi il Mar Tirreno e in mezzo le colline e poi la pineta che accoglie la riviera versiliese e le vicine province di Massa e Carrara.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino