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La passione per il vino rosso

La passione per il vino rosso

Un pranzo di famiglia ed un camino acceso: così comincia la degustazione di oggi.
Il prodotto che mi accingo a descrivervi nasce dall’impegno dei lavoratori di Taurosso, azienda Salentina che fa dei vitigni autoctoni e della raccolta a mano dei marchi di fabbrica.
Il vino che andremo a bere, abbinato semplicemente con una arrosto di carne bianca e rossa, è “Pilu Niuru” 2013 Numerato Salento IGT.
Questa è una bottiglia che seduce, soprattutto per il nome particolare che lascia trapelare un’alea di mistero. Fa pensare alla taranta ed un vino particolarmente corposo.
Il fascino è innegabile, ve lo dirà anche l’azienda a più riprese sia sul sito che in ogni comunicazione relativa al prodotto.
Torniamo al nome del nostro vino: “Pilu Niuru”; secondo una leggenda il Negroamaro (niurumaru), vino tipico della zona, veniva ricavato da uve raccolte e pigiate a piedi nudi esclusivamente da affascinanti donne salentine dai lunghi capelli neri.
Le donne salentine, tra le più belle di sicuro!

Degustazione Bourgogne Gamay 2013 Pasquier Desvignes

Abbiamo già parlato di Private Label ed in particolare del vino Assieme Coop oltre ad avervi preso per mano guidandovi all’interno degli ipermercati e la conservazione del vino con Pasquale Testardi per la guida abc del vino; oggi invece vi parleremo di qualcosa che di recente sta acquisendo sempre più interesse: i vini della LIDL!
La catena di discount di origine tedesca, che tratta da sempre vini sia italiani che francesi, ha deciso di recente di dar vita ad un progetto volto ad incrementare la visibilità e le vendite di questi ultimi con numerosi spot in radio ed in TV.
C’è persino un catalogo online, replicato anche in versione cartacea, che spiega brevemente il profilo organolettico dei vini e la storia dei produttori.
Il costo dei prodotti è ovviamente molto contenuto, il prezzo più alto non supera i 20 euro e quello medio si aggira attorno ai 3-6 euro.
Difficilmente esperti di vino e winelovers comprerebbero vino da LIDL se non per curiosità; ma esiste anche una buona fetta di pubblico che, stuzzicata dalla pubblicità, decide di acquistare questi vini a buon mercato illudendosi di portare a casa degli affaroni, cosa che non è per forza di cosa da escludere, noi di Wineatwine abbiamo deciso di far chiarezza cominciando a degustare un bottiglia pagata 4,99 euro, il Bourgogne Gamay 2013 Pasquier Desvignes.

Quando assaggio il vino di un produttore e mi impressiona particolarmente sia il prodotto che la filosofia che c’è dietro, non resisto dal metterlo alla prova!
Così dopo aver bevuto il Tiati Metodo classico ho deciso di comprare questo vino rosso che mi era stato dipinto come un prodotto eccellente.
Il Gran Tiati nasce da uve di Aglianico, Montepulciano e Syrah a circa 150 metri sul mare.
Le uve vengono raccolte manualmente e fatte macerare in contenitori d’acciaio.
Affinato in barrique di legno americano e francese viene poi lasciato in bottiglia altri sei mesi.
Un prodotto di gradazione importante, circa 14,5% vol., che ben si abbina con bistecche, arrosti e carni realizzate con un’importante dose di condimento.

Firriato è una cantina d’eccellenza, emblema di una Sicilia moderna che mostra il miglior volto. Sin dagli inizi degli anni ’80, la famiglia Di Gaetano ha migliorato la qualità dei vini e la presenza sul mercato nazionale e internazionale, rappresentando, con la propria offerta, molti dei terroir dell’isola, spesso molto differenti tra loro.
In costante crescita ormai da un trentennio, oggi Firriato riunisce 6 tenute sparse per la Sicilia per un totale di 320 ettari di vigneto. L’azienda presenta ben 32 differenti etichette per un totale di 4 milioni e mezzo di bottiglie prodotte. Le molteplici morfologie dei territori dove si trovano i vigneti di proprietà, ha consentito di esaltare le diverse vocazioni produttive, con la valorizzazione non soltanto dei vitigni autoctoni ma anche di quelli internazionali.
Dai tre dei quattro possedimenti che si trovano nel trapanese vengono prodotti i vini che hanno fatto la storia della cantina. Da Borgo Guarini viene prodotto l’Harmonium, dalla Tenuta Pianoro Cuddia il Ribeca, da Baglio Sorìa il Camelot. La quarta tenuta del trapanese è Dagala Borromeo a cui si aggiungono la Tenuta Calamoni, proprietà che si trova nell’isola di Favignana e la Tenuta Cavanera a Castiglione di Sicilia sulle pendici dell’Etna.
Abbiamo visitato la cantina che si trova a Paceco, a due passi da Trapani. Abbiamo visto i locali che contengono i silos di acciaio, la barriccaia, l’impianto d’imbottigliamento. Abbiamo quindi degustato una dozzina di etichette preventivamente concordate con Federico Mammoli tra quelle dell’immensa offerta aziendale. Ringrazio anzi Federico per la gentilezza e la disponibilità che ha dimostrato guidando la visita in cantina.

C'è una terra che vive e freme nel profondo mare e si specchia, rispecchia nel sole che senza tregua batte. E scorre nel suo sangue, nella maestria delle genti, l'arte di fare vino. E dico “fare” perché c'è differenza accesa nel raffronto con il verbo produrre. Il fare è delle mani sapienti, e parlo di mani antiche, che forgiano l'uva come spade di difesa e non di conquista. Parlo della fatica che non si sottomette al nome in etichetta, il fare per se stessi ancor prima del baratto in soldi. Mi piace chi pianta e coglie, chi ci mette la passione. Chi alla terra sa dare ancor prima di pretendere.

Siamo nei pressi di Modica... Quasi quasi ci farei una scappata. La tentazione di saggiare al palato un bel pezzo di “ciucculatti murucanu” mi lascia affranto nel non voler portare a buon fine l'intento di viziarmi col gusto. Zuccheroso regalo, a quanto pare, degli Spagnoli e non troppo alla lontana degli Aztechi, in una specie di ciclo che claustrofobico non trova pace.

Vino e Cioccolato? Abbinamento dai difficili compromessi, confine labile fra azzardi e audaci contorsionismi, ma non è ancor giunta l'ora di palarne. Come al solito, son già preso da mille divagazioni sul tema, sublimi angherie a cui soccombere. 

Ci sarebbero botti intere da trascinare meco da queste brulle lande, ma nonostante le mie sbandate per i Rosati, non parlerò del Cerasuolo di Vittoria. Il Cerasuolo per me è quello d'Abruzzo e nulla stride in questo dire con la sua controparte siciliana; trattasi di mera infatuazione giovanile e non di alcuna sorta d'attaccamento esagerato e fazioso per un luogo, che sia nativo che sia d'elezione. 

Incastrato fra le dita, un grappolo di Frappato. Framezzi di violetto s'imbizzarriscono soggiogando un cremisi scarno, sembiante d'un Caravaggio.

Quando si parla di Troia, a parte volgari e banali battute all’italiana, vengono in mente le vicende di Ulisse, Ettore, Paride, Achille e tutti gli eroi di cui Omero cantò le gesta.

Oltre alla storica città, rasa al suolo dai greci, in Italia, e precisamente in Puglia c’è una piccola, omonima cittadina di 7.500 anime in provincia di Foggia.

Il comune ha un fondazione molto antica risalente al XII-XI secolo a.C. e secondo la leggenda furono proprio l’eroe greco Diomede ed Ulisse a darle i natali.
Romani, Saraceni, Bizantini, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni si sono susseguiti fino all’invasione piemontese, che visto lo spirito combattivo della gente del posto, non fu per nulla facile.
Oggi Troia è una città prevalentemente agricola legata alla coltivazione di grano duro, olio extra-vergine e vino!
La più famosa è caratteristica produzione è certamente il Nero di Troia, naturalmente a vitigno a bacca scura.
Oggi abbiamo degustato per voi Guado San Leo 2010 fiore all’occhiello dell’ottima azienda agricola D’Alfonso del Sordo sita a San Severo.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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