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La passione per il vino rosso

La passione per il vino rosso

La Maison Vigneronne Frères Grosjean è situata a Ollignan e si estende per 10 ettari, completamente votati alla coltura biologica. Nata alla fine degli anni sessanta dall'intraprendenza di Dauphin, oggi è gestita dai suoi 5 figli, tra i quali c'è Vincent l'enologo.

I vitigni, tutti coltivati con sistema Guyot, sono Petit Rouge, Gamay, Pinot Noir, Petite Arvine, Cornalin, Prëmetta, Vuillermin e il Fumin, dal quale si ricavi il Vallee D'Aoste DOC 2011 di cui vi proponiamo le note d'assaggio.
Vitigno autoctono Valdostano, il Fumin ha una storia relativamente recente; la prima localizzazione, infatti, risale nel 1838 ad opera dell'ampelografo Lorenzo Gatta che lo identificò nella media ed alta valle, dove aveva una forte presenza, soprattutto sui versanti settentrionali.

L'azienda Marco Carpineti sorge a Cori, a sud di Roma e appartenente alla famiglia da diverse generazioni. Marco, l'attuale proprietario, dal 1994 ha adottato metodi produttivi biologici

Attualmente l’azienda conta una quarantina di ettari a vigneto con esposizione sud sud-ovest in località Capolemole, Pezze di Ninfa e Valli San Pietro con terreni di origine vulcanica ricchi di scheletro e tufo, che donano una forte componente minerale a tutti i vini.
E’ qui vengono coltivati il Bellone, l'Arciprete Bianco e due varietà di uva Greco tra i bianchi e, tra i rossi, il Montepulciano, il Cesanese e il Nero buono di Cori di cui vi proponiamo l'assaggio.

Ci sono tanti modi di rendere più piacevole il lavoro: uno di questi è la buona compagnia dei colleghi, un altro è rilassarsi a tavola con dell’ottimo cibo, l’ultimo che conosco è bere assieme al proprio team del buon vino.

Durante l’ultima riunione, e spesso anche nelle altre, siamo riusciti ad ottenere un giusto cocktail ed a portare a rinsaldare i legame tra noi e la dedizione verso il perseguimento degli obiettivi.
Nei pressi di Pescara c’è un bel ristorante, che non conoscevo: “Il diavolo e l’acqua santa”; hanno una buona cantina, ben fornita.

D'Uva Tintillia del Molise DOC 2012 Lagena

Il Molise è spesso una terra trascurata e non considerata, e non ci riferiamo solo al mondo del vino. Questa regione ha un microclima che ben si adatta ad alcune tipologie di vitigni e potrebbe dar molto al panorama enologico italiano.
Le Cantine D'Uva di Larino (CB) nacquero negli anni '40 dal lavoro di Angelo per poi essere sviluppate nel corso degli anni '60 e '70 dal figlio Sebastiano. Oggi l'azienda si estende su circa 250 ettari ed è gestita attivamente da Angelo, il figlio di Sebastiano che, grazie alla collaborazione dell'enologo Donato di Tommaso porta avanti la tradizione di famiglia con la coltivazione e vinificazione di Trebbiano, Malvasia e Chardonnay per i bianchi, Montepulciano, Cabernet Sauvignon per i vini rossi, ai quali si aggiunge la varietà autoctona della Tintilia di cui parliamo oggi.

Ci siamo visti presso l’enoteca Achilli, a due passi dal Parlamento. Questa volta, il gravoso compito era quello di capire come evolve nel tempo il Montepulciano d’Abruzzo Dante Marramiero Riserva, un vino che vede gli scaffali dell’enoteca dopo che siano trascorsi almeno dieci anni dalla vendemmia.
L’occasione è ghiotta, anche perché è prevista la degustazione di tutte le annate finora in commercio, sin dalla prima, la 1998. Tuttavia, vista la lunghissima gestazione del vino, che tra l’altro non vede la luce tutti gli anni, alla fine la verticale si riduce a soli cinque millesimi. Oltre al già citato 1998, parliamo del 1999, del 2001, del 2003 e del 2005.
Abbiamo già incontrato l’azienda Marramiero raccontando il Trebbiano Altare 1996 e i Montepulciano di Abruzzo Inferi 1994 e Inferi Riserva 1993. Abbiamo quindi compreso quali sono gli orizzonti temporali che i vini Marramiero sono in grado di contemplare. Ma il Dante Marramiero è un vino diverso, pensato sin dalla sua concezione per viaggiare nel tempo. Un vino ricco, potente, capace di sviluppare 14,5° alcolici. Ma facciamo un passo indietro, da dove tutto ha origine. Partiamo dal vigneto.
Le uve provengono da un vigneto di circa 50 anni in contrada Sant’Andrea a Rosciano, esposto a sud e caratterizzato da un suolo ricco di argilla. Le vecchie viti e il grande lavoro in vigna consentiranno ad ogni singola pianta di contribuire al vino con un solo chilo di uva. I grandi estratti e i componenti polifenolici li ritroveremo integralmente nel bicchiere.
In cantina, la vinificazione viene condotta con una lunga macerazione delle bucce a contatto con il mosto a una temperatura compresa tra 25 e 30 °C. La fermentazione viene eseguita per metà in tini di legno e per metà in acciaio. Quindi le masse vengono assemblate per riposare 18 mesi circa. La maturazione avviene in piccole botti per almeno 24 mesi per poi affinare lungamente in bottiglia.

Ci sono persone con le quali al primo sguardo instauri un’intesa, capisci che chi ti è di fronte ha qualcosa in comune con te anche se non sai cosa; alcune volte incontriamo questi individui affini negli ambienti dove meno ci aspetteremo e man mano viene fuori ciò che ci legava in quella vicinanza inspiegabile.
Chi mi ha fatto provare questo vino appartiene esattamente a questa categoria di persone, col tempo abbiamo scoperto le cose che ci accomunano: una di queste, tante, è la passione per il vino.
Non ci vediamo spesso, ma quando lo facciamo ci scambiamo vini delle nostre terre o dei posti in cui siamo stati nel frattempo.
Orgoglioso ed innamorato della sua terra il mio amico ha deciso di farmi provare questo prodotto: 50 anni di Barbera prodotto dalla Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli.
Il vino è dedicato al primo mezzo secolo di attività della cantina, si presenta con un’etichetta semplice, accattivante e giovanile che ben si addice ad un vino di “pronta beva”.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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