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La passione per il vino rosso

La passione per il vino rosso

Il Molise è una regione troppo spesso bistrattata, ignorata; la più giovane del Paese istituita dopo la scissione della regione “Abruzzi e Molise” nel 1963. Ha due soli capoluoghi di provincia, Campobasso ed Isernia, ed è la seconda più piccola regione d’Italia dopo la Valle d’Aosta.

E’ equamente divisa tra collina e montagna, tra le quali ci si può trovare davanti a paesaggi selvaggi e mozzafiato. Enologicamente non ha ancora raccolto molta notorietà, anche se è situata in un posto strategico dove l’escursione termica ed il clima potrebbero dare grandi soddisfazioni!

Quella dell’azienda vinicola Torraccia del Piantavigna è una bella storia quasi quarantennale dell’Alto Piemonte. 38 ettari ai piedi del Monte Rosa coltivati a Nebbiolo, Vespolina e Erbaluce che permettono la produzione dei più grandi vini della valle del fiume Sesia.
Il Nebbiolo è senz’ombra di dubbio il vitigno principe del Piemonte. Ha una fioritura precoce (prima metà di aprile) e una maturazione tardiva (ottobre). Il lungo ciclo vegetativo, se da una parte favorisce l’evoluzione di un profilo olfattivo di straordinaria finezza e complessità, dall’altra rende il Nebbiolo un vitigno difficile da gestire e naturalmente sottoposto a numerosi rischi atmosferici. Siamo abituati a pensare che il suo territorio d’elezione sia nelle Langhe e nel Roero, anche se nell’Alto Piemonte ha trovato un habitat di assoluto favore. Fatto testimoniato dal pregio di alcuni vini della zona, come i Gattinara e i Ghemme.
Ed è il Ghemme 2005 di Torraccia del Piantavigna che raccontiamo oggi, un vino che ci ha sorpreso sì, ma soltanto fino ad un certo punto. Vino che nasce dall’uvaggio storico della zona: Nebbiolo (90%) e Vespolina, uva locale che conferisce zuccheri, profumi e una certa intensità cromatica.

“L’Abruzzo è famoso per due cose: Rocco Siffredi ed il Montepulciano” mi ha detto qualcuno recentemente ad un pranzo!

Oggi non vi parleremo ovviamente di Rocco Siffredi e delle sue esperienze sull’Isola dei Famosi, ma di un eccellente Montepulciano d’Abruzzo DOC.

L’azienda produttrice è Torre dei Beati, il cui nome deriva da un affresco del 1400 che si trova nella chiesa di Santa Maria in Piano raffigurante il Giudizio Universale; la torre dei beati è il traguardo a cui tendono le anime dell’aldilà.

L’azienda coltiva vitigni autoctoni nel territorio di Loreto Apruntino e vinifica esclusivamente uva propria. Il vino di oggi è il Mazzamurello 2010, vino premiato con il “Diploma Vini di Veronelli” 2014.

Casale della Ioria - Cesanese del Piglio DOCG Riserva Superiore 2011 Torre del Piano

Le Cantine Casale della Ioria di Anagni sin dall'inizio del Novecento hanno portato avanti la coltivazione e vinificazione delle varietà tipiche della Ciociaria, zona a sud di Roma che, per il microclima particolarmente favorevole e la posizione strategica ha sempre fatto della coltivazione dell'uva e delle olive una delle maggiori fonti di reddito.
I terreni dell'azienda sono divisi in due parti, la prima, 21 ettari nel comune di Anagni di terreni argillosi, ospita la coltivazione del Cesanese base Campo Nuovo, Cesanese Tenuta della Ioria, il blend Tres e una parte di Passerina; i restanti 17 ettari si trovano fra Acuto e Piglio a 400 metri sul livello del mare, e sono terreni per lo più vulcanici a base calcarea, riservati alla produzione di parte della Passerina, del l’Olivella e del Cesanese Riserva Torre del Piano, di cui parliamo oggi.

A chi poco si intende di vino, bere un rosso sul pesce può sembrare un'eresia! In effetti è consigliato (e consigliabile) generalmente abbinare dei bianchi su piatti di questo tipo; sono regole base che grosso modo sono note a tutti.

Ci sono poi delle eccezioni, dei rossi con determinate caratteristiche che ben si abbinano laddove usi e costumi imporrebbero un bianco (e viceversa); è il caso del vino che vi stiamo per descrivere.
Non è una coincidenza che questo Negroamaro si chiami Fish; è la stessa cantina a suggerirci infatti, anche sul retro della bottiglia, con cosa berlo!
Il produttore è Teanum, un'azienda che ci è piaciuta molto e della quale abbiamo già recensito il Gran Tiati ed il loro spumante metodo classico; fanno, tra le altre cose, anche un ottimo olio!
Fish è un Puglia IGT, fatto da uve di Negroamaro allevate a spalliera 150 metri sopra il livello del mare e raccolte manualmente.

La Maison Vigneronne Frères Grosjean è situata a Ollignan e si estende per 10 ettari, completamente votati alla coltura biologica. Nata alla fine degli anni sessanta dall'intraprendenza di Dauphin, oggi è gestita dai suoi 5 figli, tra i quali c'è Vincent l'enologo.

I vitigni, tutti coltivati con sistema Guyot, sono Petit Rouge, Gamay, Pinot Noir, Petite Arvine, Cornalin, Prëmetta, Vuillermin e il Fumin, dal quale si ricavi il Vallee D'Aoste DOC 2011 di cui vi proponiamo le note d'assaggio.
Vitigno autoctono Valdostano, il Fumin ha una storia relativamente recente; la prima localizzazione, infatti, risale nel 1838 ad opera dell'ampelografo Lorenzo Gatta che lo identificò nella media ed alta valle, dove aveva una forte presenza, soprattutto sui versanti settentrionali.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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