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18 Giu 2016

In Italia cresce il successo dei vini rosati. Di solito, questi vini si caratterizzano per leggerezza alcolica, freschezza e facilità di beva. Parliamo, quindi, di caratteristiche che vanno nella stessa direzione dei nuovi trend di consumo del vino, incontrando il gradimento generale dei consumatori specialmente nella stagione estiva.

In particolare, la Puglia è la regione italiana che contribuisce maggiormente alla realizzazione di questi vini, visto che vi si produce ben il 45% dei rosati nostrani. E Rosa del Golfo è un’azienda salentina all’avanguardia in questo particolare segmento, con vini di assoluto interesse.

Abbiamo conosciuto questo produttore pugliese recensendo il vino rosato che dà anche il nome all’azienda, il Rosa del Golfo 2014, classico rosato del Salento che si caratterizza per freschezza e profumi prevalentemente floreali e fruttati. Abbiamo quindi raccontato il Quarantale 2010, vino a base Negroamaro di grande struttura e complessità aromatica. Vino da lasciar riposare in cantina preferibilmente per qualche anno, in modo che possa ulteriormente affinare e aumentare la propria ampiezza e articolazione sensoriale.

Al Vinitaly, ho avuto il piacere di conoscere il proprietario di Rosa del Golfo, Damiano Calò. In questa occasione mi sono concentrato sulla degustazione di un altro rosato dell’azienda, un vino molto molto particolare. Un vino che sembra andare in controtendenza rispetto ai trend di questa tipologia di vini: parliamo del Vigna Mazzì 2014, vino rosato frutto di ricerca e sperimentazione che viene sottoposto ad un periodo di affinamento in legno.

Il vigneto da cui provengono le uve è coltivato ad alberello pugliese. Le piante più vecchie in qualche caso superano anche i 50 anni e il terreno è prevalentemente argilloso. Le rese sono basse, inferiori ai 50-60 q/ha con rendimento di 25-30 litri di vino per quintale d’uva. L’uvaggio è composto per il 90% da Negroamaro e il restante 10% da Malvasia Nera leccese.

Il vino viene fatto fermentare in tonneau da 550 litri fabbricate con legni differenti, fra cui ciliegio, castagno e rovere. La vinificazione avviene con il tradizionale metodo a lacrima, con la fermentazione alcolica svolta da lieviti autoctoni in fermentini di cemento. Una fermentazione soffice che avviene senza rottura del cappello a temperatura controllata che si mantiene tra i 15 e i 18°C. Il mosto resta a contatto con le fecce per 24-36 ore, in modo che il vino assuma la classica colorazione prima della svinatura. Al termine della vinificazione, il Vigna Mazzì resta nelle botti ancora per 5-6 mesi per poi riposare ancora per alcuni mesi in bottiglia.

Da un punto di vista climatico, il 2014 è stata un millesimo regolare. Ma nel complesso l'annata è stata più fresca e con un numero superiore di precipitazioni rispetto alla precedente e a quella che è seguita. Questo andamento ha permesso che le uve avessero una maggiore acidità fissa che ha permesso la produzione di vini più freschi.

Passiamo alla degustazione.

Il vino si presenta con una bellissima veste di colore rosato corallo intenso, cristallino con bagliori rubino. Il naso è ampio e articolato. I profumi fruttati di ciliegia, marasca e lampone, si fondono con una suadente rosa. Quindi emergono sentori di sottobosco e una delicata speziatura dolce. In bocca la morbididezza glicerica equilibra mirabilmente il nerbo di una netta acidità che fa salivare. Persistente la chiusura con retrolfatto su note di frutta secca.

Tonico e rinfrescante, il Vigna Mazzì è un vero rosato salentino, un vino di razza. Ma è al tempo stesso il frutto di una sperimentazione riuscita che smentisce l’assunto che i vini rosati non possano affinare in contenitori di legno. Il Vigna Mazzì 2014 è da bere anche subito, accompagnando piatti complessi a base di pesce come le zuppe o primi piatti come i rigatoni alla matriciana.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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