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02 Feb 2015

Verdicchio dei Castelli di Jesi 2013 Classico Superiore Andrea Felici

Recentemente ho ricevuto un bel regalo di Natale! Cosa? Del vino ovviamente.
Un amico, recatosi nella mia enoteca di fiducia, si è fatto consigliare dal proprietario, che conosce molto bene i miei gusti, e mi ha comprato alcuni prodotti.
Tra i vini che ha scelto spicca Il Cantico della Figura, un Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva DOCG. Non l’ho mai bevuto e non ho mai assaggiato la sua versione “base”: oggi colmerò la seconda delle mie lacune.
Premetto che in enoteca non hanno sbagliato il consiglio: sono un fan del Verdicchio, vino dalle grandi potenzialità, che a mio parere è da menzionare quando si parla dei migliori bianchi italiani.
Conosco bene le Marche, ci ho vissuto qualche tempo, è una terra bella, spesso sottovalutata, fatta di distese verdi e tranquillità. L’azienda agricola biologica Andrea Felici ha sede ad Apiro, ai piedi del Monte San Vicino ed a circa 516 metri sul livello del mare; qui, a dominare il paesaggio incantevole c’è lui: il Verdicchio! Coccolato da escursioni termiche importanti tra giorno e notte, cullato dai venti e viziato dal clima asciutto: ottime premesse per un buon prodotto.
I marchigiani sono persone decise e senza fronzoli: due vini soli, un unico tipo di vitigno; solo Verdicchio, null’altro.

I marchigiani sono anche un popolo che non ama gli sprechi e nemmeno lo stress: in Andrea Felici non si ricorre ad un eccessivo abbassamento forzato delle rese, assecondano i vigneti e sopperiscono con una grande attenzione verso la raccolta e la vendemmia. Un marchigiano non butterebbe mai via dell’uva buona.
Abbiamo citato la raccolta che avviene a mano in piccole cassette e precede una quasi immediata vinificazione. Questo verdicchio viene fuori da un blend di vigne di varie annate che unisce la giovinezza delle piante “bambine” di circa 6 anni e quella delle più mature oramai trentacinquenni. Il prodotto viene lasciato tre mesi sulle bucce e fatto maturare in contenitori di cemento ed acciaio prima dei due mesi finali in bottiglia che precedono la commercializzazione.

Veniamo ora a ciò, che, grazie al territorio delle Marche, alla natura ed al sudore di chi ci ha lavorato, arriva nel mio calice di assaggiatore, pronto a degustare comodamente a casa, facile eh? Apprezziamo sempre la fatica altrui e non scordiamoci mai di quanto sia difficile produrre il vino.
Il colore è giallo oro intenso con riflesso verde. Al naso si comprende subito la complessità del verdicchio: frutti chiari, pesca, mela, ananas, ma anche agrumi come il bergamotto; si sente l’erba appena tagliata, un tocco speziato ed i fiori di campo. Al palato ha un corpo decisamente spesso ed importante, buona anche la persistenza.

Un vino così potrebbe essere abbinato indifferentemente a pesce e carne, ma anche ad un delicato risotto.
Io consiglio di berlo a circa 15-16 gradi.
Nonostante non si tratti del loro Cru, non è un prodotto banale e può tranquillamente migliorare invecchiando quattro o cinque anni.
Ottimo, infine, il rapporto qualità/prezzo: 9-13 euro per un bel vino.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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e li rende più pronti alla passione. 

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