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28 Lug 2014

Mi avevano parlato del Tiare, il Sauvignon blanc dell’omonima azienda vinicola condotta da Roberto Snidarcig. Tuttavia non mi era mai capitato di degustarlo. L’occasione si è presentata pochi giorni fa ad un evento organizzato dall’AIS di Roma, quando Sandra – moglie di Roberto – mi ha introdotto al vino di punta dell’azienda. Ed eccomi a recensire ancora un grande Sauvignon del Friuli, che, come mi è capitato già di dire , è senz’ombra di dubbio il territorio d’elezione per questo vino in Italia.

 

L’azienda vinicola Tiare si trova a Dolegna, nella parte orientale del Collio goriziano, proprio vicino al confine con la Slovenia. L’azienda si estende per 10 ettari, con una produzione di circa 100.000 bottiglie. La metà delle quali è destinata a questo Sauvignon che a Dolegna ha trovato il suo habitat ideale.

I terreni sono calcarei-marnosi, con un giusto mix di limo e argilla. Il microclima è mite, riparato dalle Alpi Giulie, con grandi escursioni termiche che permettono lo sviluppo degli aromi tipici di questa pregiata uva. La forma di allevamento delle viti è il Guyot, con una densità di 4-5000 ceppi per ettaro. Il numero di gemme per grappolo è selezionato e la raccolta manuale avviene a settembre a più riprese, in base alla posizione di ogni vigna.

In cantina, le prime uve raccolte vengono criomacerate a temperature molto basse per un giorno circa, quindi chiarificate per tre giorni. I lieviti usati sono quelli indigeni. Le uve più mature, raccolte successivamente, sono macerate per poche ore a 8° C e sottoposte in questo caso a lieviti selezionati. Il taglio delle diverse partite di vino avviene a febbraio, mentre la fermentazione malolattica riguarda il 20% della massa.

Abbiamo degustato un 2013, annata caratterizzata da un andamento climatico particolarmente variabile, con temperature generalmente al di sotto della media.

Il Sauvignon Tiare si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, assolutamente cristallino. Si caratterizza per un naso ampio, con profumi fruttati e varietali. Percepiamo subito complessi sentori di ginestra e zagara, poi di pompelmo rosa e pesca che si sovrappongono a piacevoli note agrumate e minerali con una chiusura di salvia ed erba tagliata. In bocca la componente fresco-sapida prevale nettamente sui pur 13,5 gradi alcolici. Bella la trama, lunghissimo il finale ancora agrumato e vegetale.
Non l’ho degustato mangiando, ma immagino che il Tiare possa accompagnare egregiamente un risotto agli asparagi.

Questo vino si è aggiudicato un recente concorso che si è tenuto a Bordeaux e che era riservato al Sauvignon blanc. Nella gara, il Tiare ha superato la concorrenza di 750 campioni di Sauvignon provenienti da oltre 20 paesi.
A mio avviso, un vino di una simile qualità dovrebbe riposare in bottiglia almeno un anno prima di essere degustato; in modo che alcune durezze vengano smorzate e che ci sia la perfetta corrispondenza gusto-olfattivo.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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