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31 Dic 2015

Abbiamo già incontrato l’azienda Elena Walch, raccontando il grande Gewurztraminer 2014, fatto con le uve provenienti dal bellissimo vigneto Kastelaz che si trova nel comune di Termeno. Oggi parleremo di un altro grande bianco dell’azienda, il Sauvignon 2014 da uve prodotte nell’altro prestigioso cru aziendale, il Castel Ringberg ubicato nel comune di Caldaro.

Il vigneto, prende il nome dall’omonimo Castello rinascimentale, costruito dagli Asburgo all’inizio del XVII secolo.  Il maestoso Castello emerge sul vigneto che, grazie ai 20 ettari di estensione, rappresenta la principale tenuta di Elena Walch, oltre a distinguersi come uno dei più estesi dell’intero Alto Adige. I ripidi terreni di origine morenica, i suoli calcarei, argillosi ed in parte sabbiosi rendono inconfondibile il terroir, contribuendo alla peculiare interpretazione nella coltivazione di differenti varietà d’uva.

Castel Ringberg costituisce quindi un punto d'incontro esclusivo tra svariati tipi di terreno risalenti all’era glaciale o a epoche successive, situati su una base di quarzo porfirico e limitati a ovest dalle Dolomiti. I pendii settentrionali sono composti da pietrisco di 30.000 anni fa originario dall’Adige, alternati a terreni morenici di più recente formazione. Nelle estremità più a nord e a sud del vigneto invece, il suolo è formato da residui di pietra calcarea rossastra, ideale per la propagazione delle radici delle viti, poiché ben aerata e dalla morbida consistenza.

Il clima mite, che viene favorito dalla vicinanza del lago di Caldaro, e l’altitudine ideale compresa tra i 330 e i 400 metri s.l.m. sono un formidabile aiuto per lo sviluppo di uve di qualità. Le varietà coltivate a Castel Ringberg sono Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Lagrein Pinot Grigio, Riesling, Sauvignon blanc e Schiava. Le uve verranno poi selezionate in modo molto scrupoloso per essere poi lavorate nella cantina di Termeno.

A Castel Ringberg, il Sauvignon trova quindi un habitat ideale per la sua crescita. Secondo la filosofia aziendale, anche questo vigneto è condotto seguendo i principi di un’elevata sostenibilità ambientale. Nel massimo rispetto dell’ecosistema e in modo tale che di questo patrimonio naturale possano benficiarne i posteri.

La densità d’impianto è di 6-7000 ceppi per ettaro, la resa dell’uva di soli 80 quintali. Questo significa che ogni pianta produce poco più di un chilo d’uva, il che la dice lunga sul rigore della conduzione agronomica del vigneto.

Passiamo al vino. Giunta in cantina dopo accurata selezione, l’uva raccolta sosta sulle bucce per alcune ore. Viene poi sottoposta a una pressatura soffice prima che parta la fermentazione. Dopo la decantazione statica del mosto, la maggior parte della massa fermenta in acciaio a una temperatura che viene abbassata e controllata di 18°C, rimanendo successivamente sui lieviti fino in primavera. Il rimanente 15% fermenta in barrique. L’assemblaggio avviene poco prima dell’imbottigliamento, quindi il vino matura in bottiglia per alcuni mesi prima della commercializzazione.

Questo Sauvignon dal colore paglierino brillante, si contraddistingue subito per i caratteristici sentori di uva spina matura e frutta esotica, con pompelmo e papaia in evidenza. Nello spettro aromatico elegante e armonico emergono dunque i sentori floreali di fiori di pesco, zagara e sambuco e i vegetali di erba appena falciata e bagnata, con sbuffi di rosmarino. Naso decisamente ampio. In bocca il vino è intenso e persistente: colpisce subito la veemente acidità che lascia poi spazio a una sontuosa mineralità che caratterizza la lunga chiusura.

È noto che amo molto i vini fatti con il Sauvignon blanc, uva di origine francese introdotta in Alto Adige alla fine dell’Ottocento. Sovente, questi vini provocano in me emozioni uniche. Motivo per cui in passato ne ho raccontati diversi, soprattutto friulani. Questo è differente, affilato come una lama, elegante, lunghissimo e dalla spiccata personalità. Da provare accostandolo a un’orata al forno guarnita di olive, con erbe aromatiche come timo o rosmarino.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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