Toolbar
13 Lug 2015

Rosa del Golfo è il nome di un vino e di una cantina al tempo stesso. Cantina che fu fondata un paio di secoli or sono in Salento, quando il capostipite Leopoldo Calò cominciò a coltivare un piccolo appezzamento di terreno condotto a vigneto e ulivi. Iniziando così questa storia.

Il territorio in cui si trova la cantina Rosa del Golfo vanta una lunga storia nella produzione del vino. La terra del Salento è nota da sempre per la produzione del vino, in particolar modo del vino rosato, vino in degustazione. Tipologia di vino – il rosato – che per troppo tempo è stato ingiustamente mal considerato, ma che negli ultimi anni sta trovando i riconoscimenti che merita. Grazie anche alle aziende come Rosa del Golfo che abbiamo il piacere di incontrare.

Alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, il nome dell’azienda fu cambiato associandolo definitivamente al vino prodotto forse più rappresentativo dell’azienda e del territorio: Rosa del Golfo, emblema della continua ricerca di qualità, necessaria in una vitivinicultura moderna. Ma anche dell’antica tradizione che è propria di questa cantina e di questo territorio.

 

Rosa del Golfo è dunque il rosato del Salento che rappresenta meglio la storia di quest’azienda. È fatto con uve Negroamaro (90%) e Malvasia Nera Leccese che provengono da vigneti situati nei territori comunali di Sannicola, Parabita, Alezio, Campi Salentino, Veglie. I vigneti, coltivati ad alberello, sono posizionati in collina con terreni di matrice argilloso-calcarea, con terra rossa ricca di ferro. Il clima è temperato.

Nella conduzione del vigneto vengono rispettate le basilari regole per la ricerca della qualità, ossia la produzione con basse rese per ettaro e lo scarsissimo uso della chimica nel terreno. Giunte in cantina le uve, dopo la loro pigiatura, la breve sosta del mosto sulle fecce e la conseguente svinatura, il vino stazione per circa sei mesi in vasca di acciaio inox prima di essere imbottigliato.

Il vino Rosa del Golfo si presenta con una veste color rosato cerasuolo brillante con riflessi corallo. Al naso colpisce per i profumi floreali di glicine, quindi note fruttate di lampone, melagrana, fragolina di bosco, scorza d’arancia candita contornate da delicati sbuffi speziati di cannella. Al palato si caratterizza per struttura tipica del Negroamaro. Bella la morbidezza e notevole l’acidità che consente di veicolare, per via retrolfattiva, i ritorni di lampone e visciola.

Vino particolarmente versatile, molto territoriale, adatto ad essere abbinato a parecchi piatti della cucina di terra e di mare. Noi lo abbiamo servito freddo, a 10-11° C, data l’elevata temperatura serale di oltre 30°C. E lo abbiamo felicemente accostato ad una fresca insalata di pasta.

Il vino rosato che in ogni caso consigliamo in questa torrida estate.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Google+ plus.google.com/u/0/108074096203317045523/?rel=author

Lascia un commento






Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino