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07 Dic 2018

Abbiamo già incontrato Tiare e degustato il suo grande Sauvignon blanc, pluripremiato e ormai molto noto alle cronache del vino. Ma Tiare non è soltanto Sauvignon: è un’azienda solida, situata a Dolegna del Collio in provincia di Gorizia, una cantina che opera da più di trent’anni e che si estende per oltre 10 ettari prevalentemente sul versante nord-est del Collio friulano. Quest’area, contornata dalle Alpi Carniche e Giulie al confine con la Slovenia, presenta condizioni pedoclimatiche assai favorevoli per la coltivazione dell’uva. Oggi parleremo della Ribolla Gialla di Tiare.

La Ribolla Gialla è un antico vitigno autoctono, coltivato fin dall'epoca romana nella sua zona di eccellenza, ossia sulle verdeggianti colline del Friuli. Quest’uva cardine per il territorio, molto vigorosa, dal germogliamento e maturazione tardive ha un nome caratteristico. Un tempo, a causa della massiccia quantità di acido malico presente in essa, il vino pronto ancora ribolliva non appena servito nel bicchiere prima di essere bevuto. Oggi tuttavia, grazie alla vinificazione e successiva maturazione a temperature controllate, la Ribolla Gialla dà vita a vini straordinariamente eleganti, freschi e profumati.

Il territorio in cui sorge l’Azienda vinicola si è formato nel tempo grazie alla disgregazione di marne e arenarie stratificate, con un sottosuolo ricco di minerali e tendenzialmente argilloso. La presenza di ciottoli tra i vigneti ha un importante effetto termico, in un ambiente che presenta grandi sbalzi di temperatura tra notte e giorno e tra le stagioni: di giorno assorbono il calore del sole e di notte lo rilasciano lentamente, contrastando il calo delle temperature e favorendo così la migliore maturazione delle uve.

Le vigne dove viene prodotta la Ribolla Gialla Tiare sono impiantate su suoli limo-argillosi e sono condotte a guyot con una densità d’impianto di 4500 ceppi per ettaro. Nel vigneto viene praticata un’agricoltura a basso impatto ambientale, di conseguenza rispettosa della natura. In vigna la potatura viene eseguita più volte e appunto per questo il diradamento è molto severo, tanto che vengono selezionati soltanto i migliori grappoli da destinare alla vinificazione. La vendemmia è manuale e viene effettuata durante l’ultima decade di settembre.

In cantina, dopo una pressatura soffice, la vinificazione avviene con una macerazione breve cui segue la decantazione statica del mosto che permette la precipitazione delle impurità più grossolane. Successivamente il mosto fermenta in acciaio inox a temperatura controllata. Il vino affina sulle fecce fini sino a marzo, in modo che sia estratto tutto il suo potenziale aromatico, prima del travaso e il susseguente imbottigliamento.

Passiamo ora alla degustazione del vino.

Collio Ribolla Gialla 2017

Il vino si presenta nel calice con una bellissima veste paglierino vivace, colore assolutamente cristallino. Roteandolo, sulle pareti si formano archetti fitti di vino non particolarmente spessi che scendono lentamente. Il naso esprime subito un suadente profumo agrumato, di ananas, poi pesca assieme a sentori di fiori gialli di mimosa, ginestra e frutta secca, nuance di noce moscata, tracce balsamiche, fieno e una nota mandorlata nel finale. In bocca il vino è secco, croccante, ma spicca per la sapidità e la freschezza, anche se ben bilanciato dalla morbidezza e con un alcol ben gestito (12,5°). Lunga la scia minerale che lo rende molto persistente, bella la struttura.

È un vino perfetto con primi piatti a base di pesce, da provare ugualmente su antipasti di mare e sui crostacei. Senza però trascurare l’accostamento alle fritture, grazie alla notevole pulizia che la sua freschezza lascia in bocca.

Duttile e sorprendente, un vino della tradizione ma al tempo stesso straordinariamente attuale.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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