Toolbar
17 Lug 2015

Abbiamo incontrato l’ultima volta la cantina Marramiero quando abbiamo raccontato la verticale di Dante Marramiero, il Montepulciano Riserva e vino di punta dell’azienda.

Oggi invece parliamo del Pecorino, vino bianco prodotto con l’omonima uva autoctona che ricorda l’evento fondamentale della vita abruzzese della Transumanza. Quando cioè i pastori favorivano la migrazione stagionali delle greggi di pecore su largo raggio territoriale, percorrendo particolari vie naturali (tratturi), dalle zone collinari e montane verso i litorali marini nella stagione invernale e per il tragitto opposto in quella estiva cibandosi dell’uva ”pecorino”.

Abbiamo già detto che la cantina si trova a circa 200 metri s.l.m, in una posizione protetta dai 3.000 metri del massiccio del Gran Sasso. Ne abbiamo parlato quando abbiamo raccontato il Trebbiano Altare 1996, vino bianco che ha attraversato magnificamente il tempo. Scopriamo oggi che Marramiero riesce a fare grande qualità anche nei vini bianchi pensati per essere bevuti giovani. Ed è proprio il caso dell’Abruzzo Pecorino 2014 in degustazione.

 

Le uve provengono dai vigneti non distanti dalla cantina e situati nel comune di Rosciano, che per la composizione prevalentemente argillosa, l’esposizione a nord-est e le pendenze tipicamente collinari, risultano essere altamente vocati per la coltivazione della vite. L’attenzione e le cure agronomiche sono massime, caratterizzandosi per le basse rese per ettaro e l’assenza della chimica nella conduzione del vigneto.

L’attenzione e il massimo riguardo per i dettagli prosegue anche in cantina, dove al rispetto della tradizione si accompagnano le più moderne tecniche enologiche. Nel caso del Pecorino parliamo della macerazione sulle bucce per 24 ore a temperatura controllata (10° C). Quindi della successiva integrale estrazione del mosto, della conseguente decantazione a freddo e della vinificatori in acciaio inox a temperatura variabile di 12-18° C.

Degustiamo quindi l’Abruzzo Pecorino 2014, frutto di un’annata per nulla semplice che è stata caratterizzata da un andamento climatico irregolare, con piogge e con sbalzi di temperature tali che hanno comportato una riduzione della produzione per salvaguardare la qualità complessiva.

Il vino si presenza di un giallo paglierino carico, bellissimo e cristallino. Il profumo si caratterizza per suadenti essenze di pesca gialla e frutta tropicale, come ananas, pompelmo, mango. Notevoli anche i sentori floreali di acacia e le sfumature speziate di noce moscata e pepe bianco. Bellissima ed in grande evidenza la mineralità. Dopo il primo sorso, notiamo subito la sferzante freschezza, dovuta certamente ai quasi 6 g/l di acidità presente. Il vino è secco con la giusta alcolicità (13°), nel complesso equilibrato, anche se non potrà che migliorare in tal senso con il tempo. Lunghissimo il finale fresco-sapido dovuto alla notevole acidità, con ritorni retrolfattivi minerali, di frutta esotica e spezie dolci.

Abbiamo servito questo Pecorino a meno di 10° C accompagnando felicemente una ricotta con noci e miele e una mozzarella di bufala. Ma consiglio anche di accostarlo a primi piatti e a preparazioni a base di pesce.

Il vino bianco ideale per questa caldissima estate.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Google+ https://www.linkedin.com/in/alessandro-genova-99b69637

Lascia un commento






Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino