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31 Ott 2017

Il Muller Thurgau è un vino ottenuto dall'omonimo vitigno, che oggi trova ampia diffusione in Germania, in Austria, in Ungheria, in Svizzera e anche in Italia. In particolare, nel nostro Paese viene coltivato soprattutto in Trentino e in Alto Adige, nelle cui valli si produce probabilmente il miglior Muller Thurgau italiano. Prediligendo i terreni collinari, anche terrazzati, con un’altitudine compresa tra i 500 e i 900 metri s.l.m., proprio per questo ha trovato in questo territorio il suo habitat ideale.

Il Muller Thurgau è una delle poche uve di cui si conosce esattamente il suo inventore e la sua data di nascita. Si sa, infatti, che questo vitigno ha avuto origine nel 1882, quando un ricercatore svizzero, Herman Muller, nato a Thurgau, creò l'incrocio tra il Riesling e il Sylvaner. Da una recente ricerca sul DNA, pare che in realtà il secondo vitigno fosse lo Chasselas.

Al di là della sua storia, sicuramente interessante ma tutto sommato abbastanza recente, per noi il Muller Thurgau è uno dei vitigni più importanti dell’intero panorama enologico nazionale. Abbiamo pertanto degustato e raccontiamo il Muller Thurgau Aristos della altoatesina Cantina Valle Isarco.

Le uve provengono da vigneti situati a circa 650-700 metri s.l.m. e impiantati su terreni alluvionali, pietrosi e ricchi di scheletro. L’andamento collinare permette un ottimo soleggiamento ed una favorevole ventilazione, evitando così l’insorgenza di muffe. Tutte condizioni che conferiscono al vino caratteristiche di particolare pregio.

La vinificazione di questo Muller Thurgau prevede una pigiatura delicata e una successiva fermentazione a temperatura controllata. La maturazione di ben sette mesi sulle fecce nobili avviene in contenitori di acciaio inox, senza nessuna fermentazione malolattica. Segue l'imbottigliamento, in modo che il vino conservi le tipiche caratteristiche di freschezza e aroma.

Passiamo dunque alla degustazione del vino

Muller Thurgau Aristos 2015

Di un colore giallo paglierino tenue con bagliori verdolino, al naso si rivela leggermente aromatico con note di fiori bianchi di sambuco. Quindi si distinguono sentori erbacei e minerali, di frutta bianca come mela e pera, quindi salvia, noce moscata e una piacevole chiusura agrumata. In bocca il vino è secco, fresco e sapido con distinti richiami di agrumi, ma al tempo stesso con una buona morbidezza. Finale delicatamente ammandorlato.

Vino dalla piacevolissima beva, è un ottimo compagno per l’aperitivo o per essere degustato assieme ad antipasti di mare, ma può essere anche provato a tutto pasto.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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