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21 Ott 2016

Abbiamo conosciuto la cantina Cennerazzo, azienda vinicola relativamente giovane che opera in Irpinia nel comprensorio del Greco di Tufo. Questa denominazione, assieme al Fiano d’Avellino e al Taurasi, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del territorio, tanto che i vini prodotti sono ben conosciuti anche all’estero. E di Cennerazzo abbiamo degustato il Greco di Tufo, che rappresenta al momento il primo e unico vino imbottigliato dall’azienda.

L’azienda si trova nel comune di Torrioni e vive un importante passaggio generazionale. Federico faceva il vino per il consumo familiare, vendendo l’eccedenza in modo sfuso e conferendo la produzione di uva alla cantina sociale. La svolta si ebbe con il figlio di lui, Sebastiano, attuale presidente del consorzio Viticoltori del Greco di Tufo. Sebastiano sviluppò l’attuale azienda, oggi condotta dai figli Federico e Lidia, sempre mantenendo un’impostazione di tipo artigianale, ma applicando metodi innovativi e utilizzando tecnologie moderne.

Il vigneto è costituito da piccoli appezzamenti esposti a sud e posizionati in collina a circa 450 metri sul livello del mare. Le vigne, impiantate a Greco, si trovano nei comuni di Torrioni, Tufo e Petruro Irpinio per un totale di appena 4 ettari. I terreni sono prevalentemente argillosi a medio impasto con venature sulfuree. Il sistema di allevamento delle vigne è a Guyot con una densità d’impianto inferiore ai 3000 ceppi per ettaro.

La rese sono inferiori a 80 quintali d’uva per ettaro grazie a una selezione in vigna molto severa e praticata lungo tutto il lungo ciclo vegetativo del Greco. Uva che germoglia precocemente nel mese d’aprile e che ha un’epoca vendemmiale tardiva, spesso ad ottobre inoltrato. I trattamenti agronomici sono a basso impatto ambientale, con un ridotto impiego di solfiti.

In cantina, dopo il diraspamento, l’uva subisce una pressatura pneumatica soffice. La fermentazione avviene ad una temperatura controllata di 14-15° C per una decina di giorni. Il vino viene quindi travasato in botti d’acciaio dove riposa per alcuni mesi. Dopo un paio di travasi, viene filtrato e quindi imbottigliato. Al momento le bottiglie di Greco di Tufo prodotte sono meno di 5000, anche se la cantine ha ampie potenzialità di crescita.

Abbiamo quindi assaggiato il vino.

Greco di Tufo Sphera 2014

Il vino si presenta con un bellissimo colore giallo paglierino dorato, cristallino e lucente. Provocando una piccola rotazione forma lacrime spesse che scendono lentamente nel bicchiere. Vino consistente. Al naso esprime sentori fruttati maturi di pesca gialla, albicocca, contornati da avvolgenti note agrumate. Quindi percepiamo fini ricordi di timo con una piacevole chiusura mandorlata. Palato importante, molto ben strutturato. In evidenza mineralità e freschezza, che risultano ben bilanciate da una bella e caratteristica rotondità data dall’apporto glicerico e da oltre 13 gradi alcolici. Rotondità che determina perfino il nome Sphera di questo bel vino. Chiude lungo su una scia sapida e aromatica.

Vino di stoffa, ricco di personalità e dal gusto morbido, pieno, avvolgente, forte e solido al tempo stesso e che promette bene in termini evolutivi. Mi piacerebbe riassaggiarlo tra un paio d’anni per capire come cambia nel tempo. Greco di Tufo che è frutto di un modo di interpretare le attività in vigna e in cantina in un’ottica di lungimirante sviluppo del territorio.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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