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01 Lug 2015

La Valle d’Aosta o Vallée d'Aoste in francese, come riporta anche Grosjean sulle sue etichette, è una delle regioni italiane a statuto speciale nonché la più piccola del Belpaese.

E’ circondata dalle Alpi e dai quattro monti più alti d’Europa: Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso. Solcata dalla Dora Baltea, affluente del Po’, rappresenta uno scenario da fiaba, reso ancora più suggestivo dalla presenza di specie di flora e fauna alpina in via d’estinzione come stambecchi, marmotte, camosci ed ermellini.

Le temperature variano ovviamente in base all’altitudine ed oscillano tra i -30°C ed i 30°C estivi, le piogge sono scarse e le precipitazioni prevalenti sono quelle di carattere nevoso.

In questa regione particolare nasce l’azienda di Danilo Charrere: Le Clocher che produce circa 35.000 bottiglie l’anno.

La cantina è fatta di gente semplice, che ama lavorare, come Danilo e la figlia che, nonostante la giovane età, se dedica già al duro lavoro in vitigno.

Gli antiparassitari utilizzati sono sempre in percentuali minime ed i concimi adoperati sono naturali.

Non è facile lavorare la terra qui; vuoi per le condizioni climatiche vuoi per la pendenza dei terreni.

Le uve vengono vinificate nell’opificio sotto l’abitazione di famiglia dove si utilizzano prevalentemente attrezzature e vasi vinari in acciaio inox; anche lo stoccaggio avviene in zona.

Oltre ai vitigni internazionali l’azienda lavora vini autoctoni valdostani come il Fumin, il Cornali, Torrette Superiore, Torrette e Petite Arvine. Oggi però vi parleremo di un vino “accolto” nella regione un po’ come avvenne a seguito della prima guerra mondiale, quando centinaia di profughi, soprattutto bambini Trentini vennero accolti in valle. E’ proprio qui nella medesima valle che è stato accolto, da qualche produttore, il Gewurztraminer. Questo vitigno è probabilmente, ma non certamente, originario dell’Alto Adige (ecco l'allusione alla Prima Guerra Mondiale) e precisamente di Termeno (Tramin), anche se per anni, il regno incontrastato di questo vitigno è stata l’Alsazia, dove alla fine del XIX secolo i tedeschi, cominciarono a piantare le viti di questa tipologia. La Valle d’Aosta è geograficamente vicina proprio all’Alsazia ed è per questo che il prodotto di Danilo Charrere somiglia più a Gewurz francesi che a quelli trentini.

Un vitigno difficile da coltivare, dai raccolti incerti e scarsi, ma capace di dare i risultati migliori in zone fredde; il motivo? Il contenuto di zuccheri! Infatti il bilanciamento ottimale tra zuccheri ed acidi avviene in anticipo rispetto allo sviluppo di sufficienti quantità di componenti aromatiche e gustative; pertanto, in zone calde maturerebbe troppo in fretta dando alla luce vini amari e talvolta oleosi.

Veniamo ora al prodotto di Le Clochere: spesso chi si lamenta del Gewurztraminer lo fa per la troppa esplosiva aromaticità, questo è un vino diverso, sempre aromatico (ricordiamo che gewurzt in tedesco vuol dire proprio “speziato, aromatico”) ma più fine, elegante e delicato rispetto alla media. Il naso percepisce aromi di albicocca, pesca ed ananas, presenti ma non invadenti. Ha un’acidità importante e tagliente che lo rende più fresco e piacevole come aperitivo, ma anche su piatti a base di pesce. Buona la persistenza, ottimo il costo di circa 10-12 euro.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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