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20 Nov 2013

Partiamo dal territorio e la storia di questo vino frascati

Agronomi, enologi,vignaioli e la storia secolare del Frascati ci dicono che i Castelli Romani rappresentano un territorio ad altissima vocazione enoica.
I suoli vulcanici capaci di regalare finezza al vino,la giacitura collinare dei vigneti, un clima mediterraneo e ventilato che garantiscono sanità e perfetta maturazione delle uve ed inoltre un’importante escursione termica che agevola lo sviluppo della componente aromatica uniti alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e tradizionali che hanno dato nobiltà al Frascati in un passato ormai un po’ lontano, e penso soprattutto a Malvasia Puntinata, Greco e Bellone, costituiscono uno straordinario potenziale per la realizzazione di vini di qualità superiore. Purtroppo per lungo tempo, ed in gran parte ancora oggi, quest’ enorme potenziale è stato mortificato da una sovrabbondante produzione di vini mediocri ed a basso costo che finivano e finiscono sugli scaffali della Grossa Distribuzione italiana ed estera(soprattutto inglese)e su molte tavole di una certa ristorazione romana ancora impreparata e spesso anche un po’ cialtrona che lo vende come vino da tavola.

Diversi sono però i produttori con aziende di varie dimensioni che hanno compreso e creduto nell’assoluta qualità di questo terroir  e soprattutto negli ultimi 10-15 anni si sono impegnati per una vitivinicoltura di qualità tesa alla rivalutazione dei Castelli romani come zona importante per la produzione di vino e che come tale deve essere tenuta in considerazione

 Le energie profuse in questa direzione si sono concretizzate in etichette di livello , espressive del territorio, dei millesimi e dell’idea di vino che le hanno generate. Tutto mantenendosi spesso al di sotto degli otto euro,cosa questa non secondaria. Qualità al giusto prezzo dunque.

In molti si sono accorti che da Frascati arrivano sempre piu’ vini buoni sin da subito che si esprimono spesso attraverso un frutto dolce e croccante unito ai profumi di erbe aromatiche che dialogano con acidità e sapidità importanti, che hanno dimostrato in piu’ di un’occasione di saper regalare buona longevità.

Vini capaci di emozionare gli appassionati cosi’ come di interessare critici ed addetti ai lavori e che quindi giustamente li hanno premiati mettendoli nelle carte dei vini di ristoranti di livello,sugli scaffali di ottime enoteche e tributandogli premi nelle guide.



Ed è proprio di uno dei rappresentanti di questo rinascimento del Frascati, se cosi’ posso chiamarlo, di cui vi parlerò oggi. Frascati superiore D.O.C.G.”Poggio Verde” 2012 di “Principe Pallavicini”.

 

Degustazione Frascati Principe Pallavicini - vincitore premio Gambero Rosso

L’ho acquistato all’enoteca “Biondino” di Scauri(LT) sui 7 euro.(Premiato da “Gambero rosso” con l’Oscar regionale rapporto qualità/prezzo)

Alla vista si presenta giallo paglierino dai riflessi verdolini con una notevole brillantezza. Roteando il bicchiere se ne può apprezzare la densità dovuta ad una buona alcolicità.

Il naso disvela subito profumi dolci di pesca e nespola, poi di mandorla ed erbe aromatiche, poi una grande mineralità.

L’ingresso in bocca fa salivare abbondantemente a conferma di un’elevata acidità che insieme alla notevole sapidità e al timbro minerale forgiano il carattere di questo vino,nel quale il buon grado alcolico riesce ad inserirsi e a darci momenti di morbidezza. In retro olfattiva ritornano soprattutto la mandorla, le erbe aromatiche, molto di più che per via diretta,la straordinaria mineralità che persiste a lungo in bocca.

E’ un vino che mi è piaciuto molto così fresco e minerale non voglio quindi fare previsioni per il futuro 

Piero D'acunto

Apprezzare un vino è un piacere che stimola i sensi e appassiona l'intelletto. Per goderne pienamente, bisogna prestare attenzione a ciò che è nel bicchiere e alla sua storia, e condividere l'esperienza

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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