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11 Apr 2014

Non possiamo non passare dallo stand di Collavini, dove ci accolgono con simpatia e attenzione Manlio e Anna. Partecipiamo ad una straordinaria e inattesa verticale di quattro annate del Bianco Broy, uno dei fiori all’occhiello di questa bellissima realtà.
L’azienda di trova a Corno di Rosazzo in provincia di Udine, anche se le uve provengono dai comuni di San Floriano e Cormòns nel Collio. I terreni marnosi e calcarei sono particolarmente adatti alla produzione delle uve a bacca bianca tipiche della zona. Da questo terroir nasce quindi il meraviglioso Collio Bianco Broy, da uve Friulano e Chardonnay in prevalenza e, infine, da un 20% di Sauvignon blanc. Il Friulano e lo Chardonnay subiscono un breve appassimento in fruttaio a 6-8°C prima della vinificazione.


Facciamo parlare i vini.

Collio Bianco Broy 2012
Bellissimo nel suo cristallino giallo paglierino carico, al naso il vino colpisce subito per le note minerali, i profumi di fiori di biancospino e di acacia, di ananas, di zenzero, con toni vegetali nel finale. Sferzante l’acidità al palato, dove ritroviamo la mineralità e i sentori di pietra focaia. Particolarmente lunga la persistenza gusto-olfattiva.


Collio Bianco Broy 2011
Di colore Giallo oro con evidenti bagliori verdolini, il profilo olfattivo si caratterizza per gli avvolgenti aromi fruttati di papaia e pompelmo maturi, per il gelsomino, la scorza d’arancio, la salvia con un finale di mandorla amara. In bocca è potente, con una nitida e avvolgente componente fresco-sapida, che pulisce completamente il cavo orale. Vino davvero monumentale.


Collio Bianco Broy 2009
Abito giallo oro carico, l’impatto olfattivo del vino è di grande sottigliezza e complessità. Emana sentori di frutti tropicali maturi di melone e ananas, miele di acacia, pepe bianco, pietra, menta e balsamici finali. Al palato è morbido e vellutato, ancora ben sostenuto da un’importante spalla acida. Lunghissimo e armoniosamente equilibrato.


Bianco Broy 2007
Di un profondo color giallo oro, il vino si caratterizza per la ricchezza del bouquet, con evidenti note di pompelmo e confettura di albicocca, zafferano e salvia, incenso, sbuffi balsamici e toni minerali di pietra focaia. In bocca colpisce la sua intatta vivacità, dove i ritorni sapidi ci fanno presagire ancora un lungo percorso evolutivo di questo meraviglioso nettare.
Che dire? Poco da aggiungere. Salutiamo con la consapevolezza che questo grande vino descrive magnificamente il territorio. Oltre che l’opera costante dell’uomo.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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