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Per amanti dei vini bianchi e rosè

Bacedasco Alto, provincia di Piacenza, territorio di bollicine o più precisamente di vini frizzanti, di semplicità e vini per la tavola, per il pasto, per i salumi nobili o anche meno nobili, per cibi grassi e per picnic all'aria aperta, da stappare senza contorsioni mentali, da bere a canna, da godere immediatamente e da provare a conservare, se l'arsura lo consente, per un pò di tempo al fine di comprenderne l'evoluzione in vetro.

Leonardo Bulli è un vignaiolo naturale e naturistico, un motociclista appassionato, un ragazzo, ormai un uomo di altri tempi: allegro e generoso, solare e iperfrenetico, che produce un bel pò di vini nella sua azienda agricola vicino al Castell'Arquato.

Sogno d’inizio estate

Sono certamente numerosi i ricordi che l’ultimo soggiorno nelle Marche ha lasciato impressi nella mia memoria, ma se dovessi associare questo viaggio ad un vino, questo sarebbe sicuramente il Verdicchio: da una parte sono rimasto colpito dalla varietà di caratteristiche che questo vitigno sa offrire in relazione alle diverse tecniche di vinificazione, dall’altra mi ha impressionato come questi vini si sposino con la altrettanto varia cucina locale.

In genere non sono un amante dei rosé, non lo sono mai stato, ma, durante la mia “relazione complicata” col mondo del vino, ho imparato a non partire mai prevenuto verso nulla.
Ad una degustazione mi viene proposto come primo un vino rosato che avrebbe subito catturato le mie simpatie.
Per non farmi condizionare non ho guardato l’etichetta, che, avrei scoperto dopo, mi sarebbe piaciuta!

Sono di una generazione che è cresciuta col mito della Ferrari “ testarossa ”, forse frequentavo le elementari o al massimo le medie e per noi quell’auto era sinonimo di lusso e velocità estrema!

Durante una chiacchierata mi viene segnalato questo vino abruzzese prodotto da cantina Pasetti “ gente che sa fare vino! ” lo annoto nel mio cervello, che quando si parla di vini diviene elettronico, ed attendo l’occasione giusta per comprarlo.

Neanche a farlo a posta qualche giorno dopo, magicamente, passeggiando per un supermercato vengo folgorato da “50% SCONTO IN CASSA” un bollino giallo con scritta rossa che, applicato su una comune bottiglia mi avrebbe incuriosito (e forse avrei acquistato!), ma su quella in particolare è quasi un imperativo di comprare!

 

Colonnara, una cooperativa che annovera 110 soci, è una bella realtà marchigiana che si trova nella zona dei Castelli di Jesi, nel comune di Cupramontana. È un produttore molto impegnato nella valorizzazione delle peculiarità del Verdicchio, un’uva che riesce a stupirci per i vini che se ne producono. Vini sorprendenti, certamente per la loro propensione a saper attraversar il tempo ma soprattutto per le loro capacità evolutive.

Siamo dunque passati presso il loro stand per lasciarci stupire, come d’altra parte accade regolarmente tutti gli anni. Il motivo? La rara possibilità di degustare alcune annate storiche di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Cuprese da bottiglie magnum, bottiglie che vengono stappate per gli appassionati durante i giorni di fiera. Parliamo di un Verdicchio vinificato in acciaio, che trascorre anche un periodo sui lieviti. Abbiamo degustato due annate: un 2003 e uno spettacolare 1992.

 

Santapupa Abruzzo Doc Montonico 2012

Oggi andremo alla riscoperta di un antico vitigno autoctono a bacca bianca delle colline teramane, in particolare della zona dell’entroterra, nel comune di Bisenti.
Ciapparone, bottato, racciapollona sono alcuni sinonimi del vitigno Montonico Bianco, coltivato nel centro-sud d’Italia e presente in Abruzzo almeno dalla seconda metà del ‘800.  Negli ultimi decenni la coltivazione del Montonico ha avuto un calo importante tanto da rischiare la sua estinzione.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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