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Per amanti dei vini bianchi e rosè

Abbiamo incontrato l’ultima volta la cantina Marramiero quando abbiamo raccontato la verticale di Dante Marramiero, il Montepulciano Riserva e vino di punta dell’azienda.

Oggi invece parliamo del Pecorino, vino bianco prodotto con l’omonima uva autoctona che ricorda l’evento fondamentale della vita abruzzese della Transumanza. Quando cioè i pastori favorivano la migrazione stagionali delle greggi di pecore su largo raggio territoriale, percorrendo particolari vie naturali (tratturi), dalle zone collinari e montane verso i litorali marini nella stagione invernale e per il tragitto opposto in quella estiva cibandosi dell’uva ”pecorino”.

Abbiamo già detto che la cantina si trova a circa 200 metri s.l.m, in una posizione protetta dai 3.000 metri del massiccio del Gran Sasso. Ne abbiamo parlato quando abbiamo raccontato il Trebbiano Altare 1996, vino bianco che ha attraversato magnificamente il tempo. Scopriamo oggi che Marramiero riesce a fare grande qualità anche nei vini bianchi pensati per essere bevuti giovani. Ed è proprio il caso dell’Abruzzo Pecorino 2014 in degustazione.

 

Rosa del Golfo è il nome di un vino e di una cantina al tempo stesso. Cantina che fu fondata un paio di secoli or sono in Salento, quando il capostipite Leopoldo Calò cominciò a coltivare un piccolo appezzamento di terreno condotto a vigneto e ulivi. Iniziando così questa storia.

Il territorio in cui si trova la cantina Rosa del Golfo vanta una lunga storia nella produzione del vino. La terra del Salento è nota da sempre per la produzione del vino, in particolar modo del vino rosato, vino in degustazione. Tipologia di vino – il rosato – che per troppo tempo è stato ingiustamente mal considerato, ma che negli ultimi anni sta trovando i riconoscimenti che merita. Grazie anche alle aziende come Rosa del Golfo che abbiamo il piacere di incontrare.

Alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, il nome dell’azienda fu cambiato associandolo definitivamente al vino prodotto forse più rappresentativo dell’azienda e del territorio: Rosa del Golfo, emblema della continua ricerca di qualità, necessaria in una vitivinicultura moderna. Ma anche dell’antica tradizione che è propria di questa cantina e di questo territorio.

 

La Valle d’Aosta o Vallée d'Aoste in francese, come riporta anche Grosjean sulle sue etichette, è una delle regioni italiane a statuto speciale nonché la più piccola del Belpaese.

E’ circondata dalle Alpi e dai quattro monti più alti d’Europa: Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso. Solcata dalla Dora Baltea, affluente del Po’, rappresenta uno scenario da fiaba, reso ancora più suggestivo dalla presenza di specie di flora e fauna alpina in via d’estinzione come stambecchi, marmotte, camosci ed ermellini.

Le temperature variano ovviamente in base all’altitudine ed oscillano tra i -30°C ed i 30°C estivi, le piogge sono scarse e le precipitazioni prevalenti sono quelle di carattere nevoso.

Oggi vi porteremo a fare un piccolo viaggetto nel vino del Friuli!

Degusteremo uno dei bianchi che, se lavorati in un certo modo, si fanno preferire al mio palato: un Sauvignon.

Fiano D’Avellino Clelia Romano 2012: quota rosa e meritocrazia del vino

Perdonatemi sono un femminista! Sono un femminista perché non credo nella quota rosa, sono maschilista perché non sopporto quelle donne che si nascondono dietro alle regole sfruttandole, sono maschilista perché odio le donne che fanno carriera ed ottengono risultati sfruttando la bella presenza, gli occhi dolci e la stupidità di certi uomini, mi stanno sulle scatole quelle donne che usano i figli come arma per ricattare i padri. Queste donne fanno male alle donne stesse.
Scusatemi se sono femminista! Sono femminista perché amo le donne competenti, stimo le donne che si fanno largo da sole, mi piacciono le donne che si danno da fare, rispetto le donne che scelgono la carriera, la famiglia o entrambe; adoro quelle che non sentono necessarie le regole e la quota rosa per farsi spazio: perché loro si fanno strada da sole senza aver bisogno di nessuno.
Il mondo del vino è pieno di donne serie, forti e competenti: Clelia Romano è una di queste.

Vasja Čotar non è propriamente quello che definiremmo un “simpaticone”, cavargli una parola di bocca è davvero difficile! Non si riesce a farlo parlare neanche dei suoi vini, è schivo, rude e sembra che i suoi prodotti siano comuni vini da osteria quando ne parla!

E’ sintetico e con quella voce da Ibrahimovic incute quasi timore a chiedere altro!

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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