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13 Apr 2014

Traminer aromatico all’italiana, o Gewurztraminer per chi si sente internazionale, la sostanza non cambia!
Un vino ricco e carico dei suoi ampi profumi varietali.
Se quello che cercate è uno sconvolgimento dei vostri sensi, i profumi e sapori di questo vino sapranno soddisfare i vostri palati.

Come detto questo è un vitigno aromatico a bacca bianca (per definizione convenzionale, in realtà il grappolo si presenta di colore rossastro in fase di maturazione), la sua origine è piuttosto contesa, ma una delle ipotesi più accreditate è sicuramente quella che lo colloca come vitigno autoctono italiano, il suo nome sembrerebbe infatti che derivi dal nome del paese di origine Termeno appunto (in provincia di Bolzano).

 

Il sempre crescente consenso riscontrato da parte dei consumatori ha portato ad una diffusione  di questo vitigno in tutto il mondo. Oggi, infatti, si sono affiancati alle tradizionali aree vinicole (Alsazia, Germania, Austria ed il nord est d’ Italia)  produttori in ogni angolo del mondo (Stati Uniti, Cile, Nuova Zelanda ed Australia)  e di conseguenza si sono moltiplicati anche stili e le interpretazioni di questo eclettico vitigno.
Il Gewurztraminer, però, predilige un clima mite, terreni sabbiosi e granitici, non sempre rintracciabili nei “nuovi mondi vinicoli” dove i risultati spesso non hanno saputo raggiungere alti livelli di equilibrio e finezza.

Tradizionalmente in Italia lo sviluppo del Traminer nasce in Trentino Alto Adige, dove vi è il terroir ideale per lasciare che questo vitigno possa esprimere tutto il suo potenziale di piacevolezza, da queste zone se ne ricava un vino secco e corposo, di colore giallo paglierino più o meno concentrato con profumi intensi e facilmente identificabili che vanno dal fruttato  (frutta tropicale, sentori di pera e litchi) ed erbacei (rosa in primis e biancospino) che si arricchiscono di note speziate (vaniglia su tutte) se il vino viene affinato in barrique.
Per il Gewurztraminer alsaziano oltre a queste caratteristiche insite nel vitigno stesso possiamo trovare una buona mineralità e, per stile produttivo, un residuo zuccherino più alto del normale che lo rende quasi abboccato.
Capitolo a parte è la versione (non rara) della vendemmia tardiva di questo vitigno, da noi quasi timidamente considerata, mentre ampiamente diffusa e valorizzata in Alsazia.
Qui il colore si carica di riflessi d’orati, il bouquet olfattivo vira a sentori di albicocche essiccate, frutta candita, caramello e miele.

Con cotanta esuberanza racchiusa in un vino, l’accostamento gastronomico necessita di attenzioni particolari se non si vuole sbilanciare l’abbinamento, ecco che questo vino si sposa bene con i sapori decisi dei formaggi stagionati, del foie gras o dell’italianissimo fegato alla veneziana, o con piatti a base di crostacei o salmone affumicato, ma lo si può pensare anche nella sua veste più beverina servito fresco come aperitivo.

Per apprezzarlo al meglio è da servire ad una temperatura di circa 10/12 gradi in ampi calici.

Per parlare anche dell’aspetto meno nobile di questo vino e cioè del suo prezzo, possiamo dire che sugli scaffali si trovano prodotti da pochi euro (per tipologie più comuni) sino a cifre decisamente impegnative per i prodotti altamente selezionati, personalmente quando decido di dedicarmi questo vino so che dal mio portafoglio uscirà almeno una di quelle banconote di colore rosa (10 euro) e so che da li in su berrò un vino che potrà rimanere nei miei miglior ricordi.

Paolo Zordan

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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