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02 Apr 2014

Quando si cerca un vino da abbinare a piatti e antipasti a base di pesce , la Falanghina è sicuramente uno dei  primi vitigni che sceglieremo. Abbinamento tutt’altro che scontato se si pensa che il vino prodotto da questo particolare vitigno possiede un colore paglierino e note olfattive intense che spaziano dal frutto all’erba aromatica.

Sapidità e morbidezza si equilibrano al gusto ed aprono la strada ad una piacevole persistenza gusto-olfattiva.
In questi ultimi anni risulta uno dei vini più richiesti dai consumatori che si destreggiano tra le tante tipologie che vengono prodotte in Campania ,regione a tutti nota per le sue bellezze naturali e per il clima privilegiato baciato dal sole.

La Campania inoltre offre numerosi territori montuosi collinari e pianeggianti vocati alla vitivinicoltura.
Fortunatamente la Falanghina ha la capacità di adattarsi a diversi tipi di terroir carpendone tutte le peculiarità, riuscendo comunque a mantenere la sua propria personalità come se volesse lanciare degli indizi al degustatore per farsi individuare.

La regina tra le uve Campane sembra essersi insediata già in epoca romana e il suo nome deriverebbe da “falanga” poiché la vite veniva allevata maritandola al palo.
Intraprendendo un viaggio mentale per ricostruire le varie tappe della Falanghina si può comprendere come questa uva si sia insediata in maniera eccellente in questi territori diventandone autoctono.

In provincia di Caserta si produce l’elegante bianco a denominazione Falerno del Massico. Questa zona rappresenta una risorsa fondamentale per questo vitigno, infatti è nell’ area del Massico, importante massiccio calcareo, dove il vino si arricchisce in morbidezza. Bianco piacevole e fresco da consumare fin dalla giovinezza in abbinamento a primi piatti molto profumati.

Rimanendo sempre nel Casertano di grandi potenzialità e certezze la DOC Galluccio, che deve tanto al suo terroir ricco di sedimenti vulcanici. Territorio e professionalità dei produttori collaborano trasformando i preziosi grappoli di Falanghina in grandi vini.

Oltre a vini monovarietali in Irpinia la Falanghina viene spumantizzata secondo il nobile metodo classico. Territorio d’origine vulcanica, presenta un terroir pregno di minerali che donerà successivamente ai vini grande freschezza e mineralità.

Questa preziosa uva viene spumantizzata anche nel Taburno, ma nella versione ferma riesce a far emergere caratteristiche interessanti tra freschezza e longevità.
Ritornando all’abbinamento con i piatti di mare, la Falanghina di questa zona predilige l’accostamento con molluschi, primi e secondi di pesce anche al sugo e al forno.

Anche nell’area di Guardiolo si produce  spumante con presenza di Falanghina minimo per il 70% , di indiscussa qualità anche in purezza, complessa nei profumi che persistono al gusto.
Per allietare l’aperitivo perché non scegliere bollicine di Falanghina della  Dop Solopaca? Zona di produzione vitivinicola tra le più antiche del Beneventano e famosa oggi per la festa dell’uva che si celebra per il mese di Settembre. Tra antichità e qualità il Sannio la sa lunga, la vitivinicoltura per questa area non ha segreti essendone particolarmente vocata. Questa Doc copre il territorio Beneventano dove il Taburno, Guardiolo e Solopaca ne fanno parte come sottozone.

Interessante la Falanghina passita che si produce a Sant’Agata Dei Goti , quarta sottozona del Sannio. Color ambra , olfatto intenso di frutti disidratati e spezie dolci. Morbido e irresistibilmente persistente sfumature diverse rispetto a quella del Beneventano, e gustativamente parlando le sensazioni morbide del vino in questo caso trovano maggior spazio. Sembrerebbe che proprio in questo territorio sia stato piantato dai Greci l’antenato della Falaghina. Nei “Campi Ardenti” si assiste ancora a fenomeni vulcanici che hanno influenzato la composizione del suolo, rimasto immune alla fillossera. I vitigni ancora a piede franco affondano le proprio radici ,preparandosi a produrre vini degni di raccontare secoli di tradizione.

La Falanghina inoltre può concorrere alla realizzazione del Lacryma Christi bianco , prodotto nell’area Vesuviana , e prende parte alla produzione del bianco Costa D’Amalfi insieme al Biancolella.

Autoctono dal carattere unico, portabandiera di uno dei  territori più apprezzati d’Italia.Forse è anche per questo che risulta un vino tra i più amati e consumati! Come tutti gli altri vitigni della tradizione, nostro dovere è sostenerlo e promuoverlo poiché oltre a far parte del nostro incredibile patrimonio vitivinicolo, fa parte della nostra storia e cultura.

Eleonora Baldassini

Eleonora 23 anni,Sommelier Master Class AIS delegazione di Roma. Sommelier ed organizzatrice di eventi e degustazioni nelle location più prestigiose di Roma.

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