Toolbar
31 Gen 2014

Ho partecipato all’evento “La Lombardia presenta la sua carta dei vini” che è stato organizzato dall’Associazione Go Wine alcuni giorni fa a Roma. E ho avuto l’ennesimo personale riscontro del cammino che la regione lombarda sta compiendo nel solco dell’eccellenza produttiva e della qualità del vino. Risultato perseguito con l’impegno di un movimento di viticultori serio e determinato nonostante le divisioni territoriali e consortili talvolta indecifrabili.

Garda, Valtellina, San Colombano, Oltrepò .. e tante altre denominazioni locali, sotto il cappello dell’AS.CO.VI.LO (l’Associazione Consorzi Tutela Vini Lombardi) hanno presentato alcune etichette della loro offerta territoriale durante questa kermesse romana. Ovviamente non era presente l’intera offerta regionale né ho avuto modo di degustare tutti i campioni disponibili. Nonostante ciò ho riscontrato alcune sorprese davvero inaspettate.


La Valtellina è uno dei territori d’elezione dell’enografia lombarda. È il più settentrionale della regione (siamo in provincia di Sondrio), attraversato dal fiume Adda e famoso per gli Sfurzat (vini secchi fatti con uve Nebbiolo che si ottengono mediante vinificazione di uve lungamente appassite). Di Sfurzat non ce n’era uno in degustazione eppure erano disponibili molti vini di assoluta qualità. Ho provato il Saloncello 2011 di Conti Sertoli Salis, un Nebbiolo davvero interessante, di color tra il rubino e il granato, con sentori di frutta rossa, tostati, liquirizia. Per non parlare del Valtellina Superiore Sassella 2008 di Pietro Nera, sempre da uve Nebbiolo, proveniente dalla Sassella (sottozona della Valtellina), profumato, che trascorre almeno 24 mesi in legno, ricco di materia e lungo.

La Valcalepio comprende le colline che vanno dal lago di Como al lago d’Iseo nella bergamasca. Ho degustato un Valcalepio bianco 2011 dell’azienda vinicola La Tordela, fatto con uve Pinot Bianco, Pinot Grigio e Chardonnay. Floreale e fruttato, colpisce per la vibrante acidità al palato.

In provincia di Brescia troviamo – tra gli altri – i vini del Garda e della nuova denominazione Valtenesi. Ho bevuto un Valtenesi chiaretto 2012 di Avanzi, fresco e sapido, che sa di fragola e lampone.

Territorio centrale nel panorama regionale e nazionale (e anche della degustazione di cui vi racconto) è l’Oltrepò Pavese, zona vocata per eccellenza alla conduzione di vigneti e dove vengono prodotti vini rossi, bianchi, rosati e Spumanti Metodo Classico. Quindi comincio con un Oltrepò Pavese Riesling 2010 di Calatroni, vino dalla bella acidità, fruttato e particolarmente minerale. Per poi passare ai due Oltrepò Pavese Metodo Classico a base Pinot Nero dell’azienda Manuelina. Il Brut vinificato in bianco caratterizzato da un bellissimo perlage e da evidenti note di lievito e frutta matura; il Cruasé, dal colore buccia di cipolla ottenuto da una breve macerazione delle uve con le bucce, con le inconfondibili note di lievito e fregoline di bosco. Per chiudere con il Pinot Nero Costarsa 2010 di Montelio, interessante versione ferma di Pinot Nero che echeggia ad uno stile borgognone ben riuscito.

Quindi passiamo al San Colombano, territorio che si trova in provincia di Milano, vero orgoglio della metropoli lombarda ma contiguo al vicino pavese. Ottimo il San Colombano Metodo Classico 2010 di Nettari dei Santi, con evidenti note di lieviti, minerali e fruttate. Quindi ho provato i due vini in degustazione di Carlo Giovanni Pietrasanta, il gioviale Ambroeus 2011 da uve Bonarda e Croatina, frizzante al palato ma soprattutto vivace come filosofia gustolfattiva; e il più impegnativo San Colombano Riserva 2007 (da uve barbera, croatina e merlot), caratterizzato da note terziarizzate tostate e di spezie, vino che colpisce per una inaspettata lunghezza.
Del mantovano ho degustato un Garda Chardonnay Meridiano 2011 di Ricchi, morbido e fruttato e un Lambrusco Mantovano 80 vendemmie (quello della prossima si chiamerà 81 vendemmie ..) della Cantina di Quistello, vivace e giocoso come molti lambrusco della vicina Emilia.

Per poi chiudere la serata tornando nel  bresciano della piccolissima denominazione Botticino (soltanto una quarantina gli ettari vitati iscritti all’albo), con un Botticino rosso 2011 delle Cantine Scarpari (fatto con uve sangiovese, barbera, marzemino e merlot), vino giusto, di pronta beva e da consumare a tutto pasto, che si caratterizza per le note fruttate di gioventù ma al tempo stesso equilibrato con un tannino setoso e mai invadente. E soprattutto con uno strepitoso San Martino della Battaglia Brut 2005 di Cobue, un balnc de blanc da Chardonnay in purezza e sboccato nel novembre 2010 dopo aver trascorso una cinquantina di mesi sui lieviti. Un vino profondo, lunghissimo, con un naso complesso e articolato che presenta note di lievito e frutta esotica matura, erbe aromatiche e pietra focaia. Un grandissimo metodo classico degno dei più grandi Franciacorta.

Celeberrimo territorio lombardo purtroppo assente alla degustazione.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

Google+ plus.google.com/u/0/108074096203317045523/?rel=author

Lascia un commento






Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino