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18 Giu 2013

Lo scrigno d’Italia
Umbria: unica regione italiana, insieme all’alpina Valle d’Aosta e al bilingue Trentino Alto Adige, a non avere sbocchi sul mare, quasi a voler nascondere i suoi tesori dalle scorribande di frenetici e stagionali turisti. Quasi a voler tutelare il suo patrimonio di arte, storia, artigianato e sapiente viticoltura. Il territorio è montuoso per quasi il 30% della superficie e il restante 70% è coperto da un sinuoso susseguirsi di colline. Le poche pianure che troviamo coincidono con le valli dei numerosi fiumi che percorrono con pacata calma l’intero territorio. A nord della regione, troviamo la rinascimentale Città di Castello, circondata da verdi paesaggi e antichi borghi.

Da qui fiorisce l’incantevole Alta Valle del Tevere che delicatamente fluttua fino alla mariana Città di Todi. Il clima continentale è accentuato nelle zone montuose, mentre ad altitudini minori troviamo un clima tendenzialmente mediterraneo con inverni miti, estati calde e secche. A nord il lago del Trasimeno mitica con le sue tenere brezze i vigneti adiacenti al sopito vulcano. Le alte catene montuose dell’Appennino Umbro – Marchigiano proteggono le antiche terre medievali dalle gelide correnti invernali provenienti da nord-est. Le forti escursioni termiche tra la notte e il giorno propiziano regolari maturazioni dell’uva. La planimetria della regione si distingue per le sue continue variazioni altimetriche dando origine ad un'eterogenea varietà di microclimi. Incastonata tra la Toscana, Marche e Lazio, questa regione regala ai suoi visitatori mille tesori e infinite meraviglie naturali. Umbria; terra di monasteri e misteri, imponenti cattedrali e maestosi duomi, antiche rocche e borghi medievali. Meta per romantiche gite fuori porta di giovani innamorati, regione per amanti dell’arte, luogo per turisti e appassionati di enogastronomia. Un piccolo scrigno al centro dello stivale. I vitigni protagonisti di questa regione sono i bianchi, con il derby tutto italiano tra il Grechetto di Orvieto e il Grechetto di Todi e i grandi rossi internazionali.

Le strade del vino
Per chi ama viaggiare seguendo itinerari tematici, la regione offre quattro distinte strade del vino, che rappresentano una felice possibilità per gli appassionati della qualità italiana di abbinare la conoscenza di territori ad alta vocazione vitivinicola con esperienze ambientali, culturali e artistiche. La Strada dei vini Etrusco Romana è delimitata dalle province di Terni e Orvieto. Una terra popolata dai popoli Etruschi prima e successivamente dai Romani. Il territorio è attraversato dal fiume Tevere, che scorre lungo colli, montagne e valli. Sulle colline di Narni e Amelia incontriamo i vini rossi a base di Sangiovese e Montepulciano, accompagnati dall’internazionale Merlot e dall’indigeno Canaiolo. Sulle colline dominate dall’imponete Orvieto, città sospesa tra le nuvole, sede del famoso duomo dedicato alla Vergine Maria, facciamo conoscenza dei principali interpreti del territorio quali il Greghetto e il Trebbiano Toscano, chiamato localmente Procanico. Infine sulle sponde del lago di Corbara nei comuni di Titignano si coltivano i famosi vitigni della borgogna e la perenne sfida del Pinot Nero. I disciplinari privi da severe restrizioni lasciano libertà alle cantine di creare i propri vini seguendo personali stili produttivi. La Strada del Cantico percorre i comuni di Todi, Perugia e Assisi. Il percorso attraversa i luoghi maggiormente rappresentativi della regione e la zona a denominazione controllata e garantita di Torgiano, connubio del Sangiovese unito ad altri vitigni coltivati localmente. Assisi centro di spiritualità e luogo di promozione della pace tra i popoli fornisce ai suoi pellegrini e turisti vini rossi di taglio internazionale e bianchi con uvaggi autoctoni. Il mosaico di vitigni della denominazione colli martani e colli perugini permette al visitatore l’imbarazzo della scelta. Poco meno di 1.000 ha coltivati quasi esclusivamente a bacca rossa con l’eccezione di Todi. La Strada del Sagrantino è un piccolo percorso che attraversa i vigneti destinati alla coltivazione dell’uva tanto caro ai frati da essere usato come vino passito per la santa messa. Tra i fitti filari dell’aggressivo Sagrantino si fa spazio il timido Sangiovese che si ben sposa con l’uva dal maggior numero di polifenoli, dando origine al rosso di Montefalco, vino di grande spessore e che ben si accompagna con i prodotti gastronomici regionali. Il nostro tour si conclude con la Strada del Vino Colli del Trasimeno zona prossimo al quarto lago più grande d’Italia che a inizio del terzo millennio ha rivoluzionato la sua viticoltura reimpiantando circa 350 ettari di terreno con vitigni pregiati come il Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon per i rossi, Grechetto e Chardonnay per i bianchi.

Danilo Jesus Giglio

GIGLIO Danilo Jesus, 27 anni, Sommelier, alunno del 1° Bibenda Executive Master. Laureato in Scienze Politiche. Segni particolari: curioso e innamorato del paese più bello e ricco al mondo (l'Italia!).

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