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02 Lug 2016

Imparare dal vino è quello che ho sempre fatto, si scoprono territori, filosofie aziendali, vitigni diversi, come diverse sono le impronte che tracciano quando li si degusta.

Oltre la teoria , toccare con mano il lavoro faticoso ma pieno di soddisfazioni che sussiste dietro la bottiglia, è importante quanto emozionante.
Non finirò mai di viaggiare per il vino.

Tenuta San Guido, l'eccellenza a Bolgheri

Bolgheri , lo ricordo con affetto, ripensando a quanta strada ho fatto da lì e quanta ancora dovrò fare. In particolare visitai una delle aziende più amate, (e forse anche invidiate ) del panorama vitivinicolo italiano, fin dal momento in cui il loro vino, si affacciò timidamente sul mercato.  Entrai quasi in punta di piedi inTenuta San Guido , osservando quell'angolo di paradiso che vede protagonisti vino e natura, per non perdere nemmeno un dettaglio. Bolgheri , territorio che persino i profani del vino associano a prodotti di pregio , un tempo era una landa desolata. Il Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta con estrema gentilezza, mi raccontò la storia straordinaria di questo terroir e del percorso che fece il Cabernet Sauvignon per diventare Sassicaia

Mario Incisa della Rocchetta, il marchese del vino

Il Marchese Mario Incisa della Rocchetta ,definito affettuosamente il papà del Sassicaia, intuì che quel territorio dove si producevano vini per uso locale, in realtà era una zona rocciosa particolarmente vocata alla coltivazione della vite , e per dimostrarlo, piantò delle barbatelle di Cabernet Sauvignon ispirandosi a Bordeaux. 

Il Marchese non era affatto estraneo al mondo del vino, si laureò in Agronomia e pubblicò anche un libro , un vero inno alla natura.
Lavorare rispettando il territorio facendo tesoro anche dell'esperienza contadina , possono indicarci la giusta via per ottenere un corretto equilibrio del vigneto. Il titolo del libro recita così :“La terra è viva. Appunti di scienza contadina per una via italiana all’agricoltura biologica”.

Da vino di famiglia al successo

Sperimentare in Italia una varietà (Cabernet Sauvignon ),che all'epoca non era diffusa come oggi, diede i suoi frutti. Il vino che se ne ricavava infatti soddisfava i canoni del Marchese, che continuò la produzione anche se solo per uso familiare.
L'invecchiamento poi giocò un ruolo fondamentale poiché donò equilibrio e complessità a quel vino giovane che si consumava solamente in famiglia.
La produzione aumentò al punto tale che molte bottiglie vennero commercializzate a partire dal 1968.
Nel 1977 a Londra vennero degustati più di duecento vini a base Cabernet Sauvignon, e tra i campioni in degustazione fu introdotto anche il Sassicaia. Emerse tra gli altri , e il successo fu assicurato. Successivamente Angelo Gaja dichiarò "il Sassicaia è il primo vino Italiano che ha parlato una lingua straniera " .

Sassicaia,  tra riconoscimenti e polemiche

Robert Parker, nome altisonante nell'ambiente del vino, classificò il Sassicaia come tra i vini degni di nota mai degustati nella sua carriera. Questo apprezzamento ricadde in particolare per l'annata del 1985 che secondo il critico porto' l'Italia ai livelli della Francia.
Negli ultimi mesi il vino è stato oggetto di polemica proprio in riferimento agli elogi di Parker. È stato definito vino "parkerizzato" , dunque creato ad hoc per i palati oltreoceano. La polemica è nata sopratutto in merito ad un evento di Slow Food Italia dedicato al Sassicaia.
Che la protesta non fosse tanto volta al Sassicaia in se' quanto per criticare eventi che vedono protagonisti sempre i blasonati e non prodotti "meno conosciuti"?
Piccoli produttori ed enoartigiani del vino partecipano ad eventi e seminari di molte associazioni e comunque andarli a spiare in vigna e in cantina e' ancora più gratificante.
Conoscere da vicino o attraverso le associazioni i blasonati ,ci permette di toccare con mano la storia della qualità del vino Italiano.

Sassicaia annata 2013

Nella produzione della Doc Bolgheri Sassicaia , interviene per il 15% il Cabernet Franc accanto al Cabernet Sauvignon. Entrambi godono di un terroir di pregio :75 ettari caratterizzati da zone calcaree ricche di sassi e rocce argillose come il Galestro. L'invecchiamento del vino viene affidato alle barriques di rovere francese per un periodo di 24 mesi, con successivo affinamento in bottiglia.
L'annata 2013 dall'inconfondibile color rubino, si manifesta al naso con sentori mentolati e sensazioni fruttate che ricordano le piccole bacche di bosco. La vaniglia in sottofondo completa il profilo olfattivo.
Nobile dal colore alla persistenza gusto olfattiva, il Sassicaia e' un vino Toscano che veste Francese.

Non solo Sassicaia

Il mariage tra Cabernet Sauvignon e Merlot, fa nascere nel 2000 Guidalberto, "il secondo vino" firmato Tenuta San Guido, da apprezzare anche in giovane età. Nelle prime annate concorreva nel blend anche il Sangiovese , vitigno presente nell'uvaggio delle Difese, vino conviviale di estrema morbidezza .

Eleonora Baldassini

Eleonora 23 anni,Sommelier Master Class AIS delegazione di Roma. Sommelier ed organizzatrice di eventi e degustazioni nelle location più prestigiose di Roma.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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