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09 Apr 2014

Se un giorno fossimo presi dalla curiosità di inoltrarci nel mondo del nebbiolo, potremmo scoprire, di degustazione in degustazione, come questo vitigno sappia esprimere uno splendido potenziale di profumi e sapori, il nebbiolo è infatti  una delle uve più fini ed eleganti che l’Italia possa vantare.

Nel caleidoscopio del nebbiolo possiamo trovare colori che vanno dal rosato di alcune autentiche chicche di spumante a metodo classico ricavate dal nebbiolo in purezza o in uvaggio, passando per il rosso rubino dei nebbioli più giovani e giungere poi al granata dei rossi affinati sino a perdersi in tonalità aranciate dei grandi rossi da lungo invecchiamento.
Il carattere è quello deciso dei vini carichi di personalità, che sanno chi sono e sanno cosa possono offrire:  struttura, profumi, eleganza.

 

Il punto di partenza di un visitatore, nell’ immaginario viaggio alla scoperta del nebbiolo non potrebbe essere altro che la Langa indiscussa patria di questo vitigno; una serie di dolci colline solcate da ordinate vigne che fanno da naturale culla a questo esigente, ma anche generosa uva.
Qui possiamo trovare il nebbiolo nella sua menzione più classica di "Langhe nebbiolo  DOC" e “Nebbiolo d’Alba DOC" dove il nebbiolo è vinificato in purezza, gli affinamenti si limitano ad  un anno per dare origine a vini equilibrati e con ampi profumi fruttati e floreali con note speziate appena accennate.

Ma è sempre in Langa dove vengono prodotti vini di rara finezza e grande longevità quali il Barolo ed il Barbaresco che nascono appunto da sole uve nebbiolo (in purezza).

Il Barolo DOCG ( che fu scelto come vino di rappresentanza di casa Savoia e per questo detto “il Re dei vini, il vino dei Re” ) segue un rigido disciplinare di produzione che ne prevede la produzione in soli undici comuni attorno all’omonimo comune di Barolo, basse rese per ettaro e un affinamento in cantina di almeno 3 anni (4 per diventare RISERVA) prima di poter essere messo in commercio e due di questi anni devono trascorrere in botti di rovere o castagno. Solitamente la sua veste ha colore granata per i baroli in gioventù, ma non di rado ci potremo trovare di fronte a tonalità aranciate nei vini che saranno in là con gli anni e che sapranno esprimere tutto il loro equilibrio. I profumi solitamente sono improntati su note di frutta matura e spezie, più di rado si spingono a sentori balsamici.
Merita una piccola nota a parte la versione “chinata” del barolo, dove il vino base viene arricchito di spezie (ricetta diversa, personalizzata e rigorosamente segreta per ogni singolo produttore) per dare origine ad un vino da dessert complesso ed assolutamente unico, da provare in abbinamento ad una raffinata sacker tort.


Il Barbaresco DOCG è altrettanto conosciuto ed apprezzato nel mondo e sa abbinare al meglio l’aristocraticità del sui profumi e della sua struttura ad una più naturale bevibilità rispetto al Barolo. Anche qui i colori spaziano dal granata più o meno scarico intrecciato a sfumature aranciate. Fini i profumi fruttati e speziati, con una fine tannicità che lo rende sempre più apprezzabile col passar degli anni.

Tutto questo è il nebbiolo… tante vesti per un unico principe!

Paolo Zordan

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e li rende più pronti alla passione. 

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