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29 Dic 2013

"Traversata una gola tra dossi boscati, e campi su cui la vite ha distesa una rete di fronzuti festoni, ci affacciammo a vasto verdeggiante bacino. Vedete com’è ubertosa, popolata e gioconda la mia Franciacorta!" come Tullio Dandolo, molti letterati hanno esaltato le dolci colline della Franciacorta, una rigogliosa isola felice dove il tempo si fa alleato e complice del vino spumante per eccellenza.

Un po' di geografia

La vite sempre presente in questo territorio fin dalla notte dei tempi , affonda le sue radici ad est nelle colline rocciose, risalendo poi a nord lungo il bacino del Lago D'Iseo, per occupare poi il prolungamento finale delle Alpi Retiche. Il fiume Oglio inoltre separa questo importante territorio dalla provincia di Bergamo, territorio appunto morenico che si è formato durante il periodo delle glaciazioni grazie a un grande ghiacciaio che dividendosi, ha dato origine a un considerevole arco morenico occidentale e uno orientale. Altri fattori come l'andamento collinare che facilita il drenaggio della vite, il suolo di natura ciottolosa ,alluvionale e calcarea, fanno la fortuna di questo territorio dalla F maiuscola, ideale per lo sviluppo di un particolare microclima che favorisce i vitigni vocati alla realizzazione del metodo classico. Un panorama così rigoglioso di flora e fauna, face si che popolazioni nomadi preistoriche vi si insediarono per coltivare la vite, come hanno poi in seguito dimostrato dei ritorvamenti archeologici risalenti all’età del bronzo.

Un po' di storia

In epoca romana poi si svilupparono tecniche di coltivazione ben più radicate,  per poi perdere tutto a causa delle invasioni dei Longobardi una volta decaduto l’Impero Romano. La rinascita come poi accadde anche in altre regioni italiane, avvenne con il propagarsi dell’agricoltura monastica e della bonifica del territorio nell’Alto Medioevo ed è forse proprio in questo periodo che nasce l’origine del nome Franciacorta. Alcune teorie infatti fanno risalire l’etimologia della parola a “curtes francae” ovvero quei piccoli borghi che vennero esentati dal pagamento delle tasse. Per cominciare a parlare di qualità però dobbiamo fare un rapido salto attorno alla fine del cinquecento, dove l’incontro con l’enologia francese migliorerà su più fronti la produzione e conservazione dei vini. La qualità nel corso dei secoli grazie a studi ed approfondimenti non può che  migliorarsi sempre più sopratutto con l’avvento del XVIII secolo, dove si sperimentano anche nuovi sistemi di allevamento e potatura.

Finalmente un po' di vino: la svolta imprenditoriale

Storia dunque millenaria che raggiunge una svolta decisiva alla fine degli anni ’50 con la nascita della consapevolezza di essere in grado di produrre un prodotto “alla maniera dei francesi”. Molti industriali all’epoca si occupavano dei terreni della Franciacorta, tra cui anche Guido Berlucchi che per la produzione dei suoi vini si affidò al sapiente enologo Ziliani. La formidabile intuizione di Ziliani fu proprio quella di capire ben presto che la Franciacorta fosse il territorio italiano vocato per introdurre i vitigni dediti alla produzione delle bollicine e che il Pinot (ma in realtà si trattava di chardonnay) era affine a questo metodo. Le innumerevoli difficoltà incontrate in un Italia ancora inesperta anche a causa di strumenti spesso inadeguati, hanno reso duro il percorso del Franciacorta ma non impossibile poichè nel 1961 finalmente nascono le prime bottiglie del “Pinot di Franciacorta méthode champenoise” . Così questa area territoriale lombarda un tempo terra di vini rossi, diventa l’odierna miglior produttrice di spumante italiano secondo il Metodo Classico. Grazie ad un lavoro costante e serio mosso dalla passione per il vino nel ’67 arriva il riconoscimento della DOC  che si trasformerà poi in DOCG nel 1995.

Eleonora Baldassini

Eleonora 23 anni,Sommelier Master Class AIS delegazione di Roma. Sommelier ed organizzatrice di eventi e degustazioni nelle location più prestigiose di Roma.

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