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30 Mar 2014

Abbiamo partecipato ad un altro evento organizzato da Go Wine presso l’Hotel Quirinale di Roma, in occasione della presentazione della guida dell’associazione Cantine d’Italia 2014. Come sempre abbiamo incontrato produttori appassionati e degustato vini che ora vi raccontiamo.
Di Tenuta Le Velette che si trova ad Orvieto abbiamo provato uno splendido Grechetto Sole Uve 2012 che fermenta per metà della massa in legno e, che unisce le note floreali e i profumi di pesca e albicocca a una notevole freschezza in bocca.

Convincenti le due versioni di Soave della cantina Vicentini Agostino, l’appena imbottigliato Vigneto terre Lunghe 2013, con note di camomilla e in bocca con una evidente componente fresco-sapide; e il Superiore Il Casale 2012, frutto di una selezione e di una vendemmia tardiva, che unisce alle un aspetto cromatico più profondo anche un bouquet più articolato su note di tiglio e frutta bianca.

Zorzettig si trova Cividale proprio nei Colli Orientali del Friuli. Abbiamo degustato la Ribolla Gialla 2013, campione appena imbottigliato che sa di fiori bianchi e frutta fresca; l’altrettanto giovane Friulano 2013, di un bellissimo colore giallo verdolino brillante, fruttato, floreale con una nota di mandorla nel finale. Infine il Sauvignon 2012, che unisce le profumi  di pompelmo, sambuco a quelli di erba appena tagliata.

Della pavese Cantine Conte Vistarino abbiamo provato l’Oltrepò Pavese Pinot Nero Brut 1865, spumante metodo classico che sosta per 64 mesi sui lieviti prima della sboccatura. Ampio il bouquet, dove la preminente nota di lievito lascia piano piano spazio a toni fruttati maturi e floreali. Bellissimo il lungo perlage. Anche il Pinot Nero Pernice 2010 è molto interessante e tipico, con un naso di frutta rossa e sottobosco.

Abbiamo degustato alcuni interessanti prodotti della cantina trentina De Tarczal. In particolare abbiamo provato il fruttato Trentino Chardonnay 2012, il Trentino Marzemino Superiore di Isera 2010, affatto banale e ben fatto e il Trentino Cabernet Franc 2008, dai sentori di foglia di pomodoro in evidenza.

Di Casale del Giglio abbiamo assaggiato il Madreselva 2010, uvaggio bordolese ben fatto (un terzo Cabernet Sauvignon, un terzo Merlot e un terzo Cabernet Franc), dove il fruttato si fonde benissimo allo speziato e al vegetale, mentre abbiamo provato nuovamente il sempre ottimo Mater Matuta 2010, Syrah con un saldo di Petit Verdot che conferma la cantina laziale all’avanguardia nella sperimentazione ma al tempo stesso nel sapiente uso dei vitigni internazionali.

Cantina Le Cimate che si trova a Giano dell’Umbria. Abbiamo provato il giovanissimo e austero Sagrantino di Montefalco 2009, color inchiostro e dal possente tannino. Dopo 36 mesi di affinamento di cui 8 in barrique e 4 in botte grande, presenta un naso fruttato, che richiama la confettura di piccoli frutti rossi, la liquirizia e le erbe officinali. Abbiamo quindi assaggiato il Meliade 2009, passito da uve Sagrantino molto godibile.

Ma la vera sorpresa della serata è l’altra cantina umbra, Dionigi che si trova nel comune di Bevagna vicino a Perugia. Davvero sorprendente la gamma dei vini che abbiamo assaggiato. Iniziamo dal Colli Martani Grechetto Vigna del Brillo 2012, dal bellissimo colore giallo paglierino lucente, fatto con la tecnica della criomacerazione che permette di estrarre il massimo degli aromi ma anche freschissimo al palato. Il Colli Martani Grechetto Colle Sorragani 2012, più complesso nei profumi grazie anche ai 6 mesi che il vino ha trascorso in tonneau. Il Sagrantino di Montefalco 2006, seppur ancora giovane, comincia a far sentire l’azione del tempo sull’enorme tannino, con note tostate e un nitido fruttato. Di grande massa, in bocca è possente e lunghissimo. Per non parlare dei 4 passiti che propone l’ azienda. Il Civico 92 2011 da uve Merlot appassite per oltre tre mesi sui graticci, con gli oltre 150 g/l di zuccheri assolutamente ben equilibrati dalla sferzante acidità; il Passo Greco 2011 da uve Grechetto, con dolci note di albicocca in confettura e miele; il Moscato Scialo 2010, dai classici profumi floreali, di agrumi e di muschio per finire con il Sagrantino di Montefalco passito 2009, che ha una resa inferiore al 40%, potente ed equilibrato nelle sue componenti dolci e fresco-tanniche.

Di Fattoria Palazzo Vecchio abbiamo provato tre ottimi Vino Nobile di Montepulciano. Il Maestro 2010, (85% Sangiovese, 10% Canaiolo, 5% Mammolo) con note di violetta, fruttate e speziate; la Riserva 2008, che passa 36 mesi in legno, con profumi più profondi, tostati e di cuoio e note di eucaliptolo nel finale; per finire con la selezione Terrarossa 2007, da Sangiovese in purezza (e 24  mesi di botte), dal naso fruttato e speziato e dal tannino ben presente ma setoso.

Del veronese è Tenuta Chiccheri. Degno di nota lo spumante metodo classico Cuvée del Fondatore Mompré 2009, da uve Chardonnay e Pinot Nero, che trascorre 30 mesi sulle fecce. E il potente Amarone della Valpolicella 2008, da uve appassite per 4 mesi circa sui graticci, caldo e morbido al palato.
Di Feudi di San Gregorio abbiamo provato il Serpico 2008, da uve aglianico in purezza (18 mesi in barrique), che presenta evidenti note fruttate e tostate. Ma Feudi di San Gregorio dall’Irpinia si estende nella vicina Basilicata avendo rilevato Basilisco, di cui abbiamo degustato lo splendido Aglianico del Vulture 2008, che fa 18 mesi di barrique di primo e secondo passaggio. Ampio e potente, presenta un naso fruttato di mora e frutti di bosco, speziato e balsamico.

Di Pileum abbiamo degustato tre versioni di Cesanese del Piglio. Il 2011 da solo acciaio, dalle evidenti note di frutta rossa; il Massitum Superiore 2009 che trascorre 12 mesi in legno, più complesso con profumi di vaniglia e confettura di more; per terminare con il Bolla di Urbano Riserva 2010, che trascorre 24 mesi in botti da 20 ettolitri (una parte della massa fa anche barrique), ancora giovanissimo ma che fa già presagire la grande stoffa e la sicura longevità.

Di Tenuta Casteani che si trova in provincia di Grosseto (comune di Gavorrano) abbiamo provato il Maremma Toscana Rosso Spirito Libero 2010 da uve Sangiovese (solo acciaio, senza solfiti), con un interessante naso di piccoli frutti rossi in confettura; il Montereggio Massa Marittima Sessanta 2010 (80% Sangiovese, 20% Alicante) da vigne di 50 anni, di cui metà della massa trascorre 10 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio e presenta profumi di more, fiori secchi e note tostate. Per finire con il Terra di Casteani 2009 (70% Sangiovese, 30% Merlot) che passa 14 mesi in barrique di primo e secondo passaggio e che presenta sentori di frutta matura, vegetali, cuoio e balsamiche nel finale.

Abbiamo terminato il breve giro d’Italia in Piemonte, con Amalia Cascina in Langa che si trova a Monforte d’Alba, uno degli undici comuni dove si può produrre il Barolo. Abbiamo degustato il Langhe Rossese bianco 2012, dall’omonimo vitigno ligure davvero molto raro. Il Langhe Nebbiolo 2012, giovane e fruttato, molto ben fatto ha aperto la strada alle due versioni di Barolo: il 2009, granato trasparente che profuma di rosa, amarena, tostato e ancora pepe, caffè e balsamico; il Barolo Le Coste di Monforte 2010, dall’omonimo cru, minerale, speziato e fruttato, con un tannino ancora molto evidente. E infine abbiamo chiuso con la Barbera d’Alba 2011, potente (oltre 15% di alcol) e coloratissima, con nitide note di ciliegia sotto spirito, speziatura e caffè.

Degustazione importante che ci dimostra una volta di più quale sia la ricchezza ampelografica del paese. E come la perizia e l’abnegazione di molti produttori permettono di farci provare prodotti di qualità.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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