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12 Lug 2016

Le dolci colline ed i suggestivi borghi medievali, accompagnano alla scoperta di colture e tradizioni risalenti ad antiche epoche.

La vite viaggiando nel tempo tra Etruschi, Romani, Ordini Monastici per poi arrivare fino a noi , testimonia un terroir favorevole alla produzione viticola. Questo gioiello incastonato nell'Italia centrale si chiama Umbria, percorsa da numerosi affluenti , abbracciata dagli Appennini e baciata dal sole , "il cuore verde di Italia" , vanta una vegetazione a perdita d'occhio.

Il Grechetto del Castello della Sala

Il verde affonda le radici in terreni argillosi-calcarei che ospitano tufi e residui vulcanici, e viene alimentato da un clima mite con importanti escursioni termiche . Le tradizioni viticole più antiche risiedono ad Orvieto , ed è proprio a pochi chilometri dalle bellezze storiche di questa città che sorge la fortezza del Castello della Sala. Estesa per 500 ettari , naturalmente immersa nel verde, la Tenuta dedica 140 ettari alla vigna, che si distribuisce tra i 200 e i 450 metri sul livello del mare. In questa cornice , che costudisce un terroir argilloso di origine vulcanica, prospera il Grechetto, di origini incerte , ma considerata l'eccellenza che ha raggiunto in Umbria, viene ormai considerato autoctono.

Grechetto, dal vitigno al bicchiere

Il Grechetto di Orvieto ha guadagnato l'intera ragione e si è spesso mescolato con il Grechetto di Todi, per questo motivo vengono confusi. Approfonditi studi attraverso la lettura del Dna, attribuiscono una parentela tra il Pignoletto dei Colli Bolognesi, uva eclettica usata spesso nelle bollicine, con il Grechetto di Todi. Anche la Ribolla Riminese è molto prossima al Grechetto di Todi, così come lo è il Greco di Tufo per il Grechetto di Orvieto. Ad ogni modo entrambi  sono cloni del Grechetto , (rispettivamente g109 e g5), con peculiarità simili: il grappolo si presenta piccolo o di medie dimensioni , così come l'acino, ovale , dalla buccia consistente di colore giallastro. La maturazione avviene a fine settembre. Abbondante la produttività ma mai costante . I bianchi dal colore caldo tendente al dorato, dai profumi fruttati intensi, in equilibrio tra sapidità e morbidezza , tra struttura e persistenza aromatica , sono riconducibili al Grechetto.

La prima annata del Cervaro della Sala

Che questa uva potesse dare grandi soddisfazioni, lo capì Cotarella, che negli anni ottanta produsse una gamma di vini bianchi innovativi , tra cui il Cervaro della Sala ed il Muffato della Sala, ottenuto da uve botritizzate con l'aggiunta dello stesso Grechetto. Dopo le prime annate non tanto degne di nota , nel 1985 nasce il Cervaro della Sala, ovvero 80% minimo di Chardonnay 20% massimo di Grechetto e 100% espressione del territorio. Vendemmia delicata e' la parola d'ordine per portare in cantina una materia prima sana; la fermentazione alcolica viene seguita dalla fermentazione malolattica, che decreta la permanenza in barriques di rovere francese dello Chardonnay. Il Grechetto segue una vinificazione parallela e viene assemblato con lo Chardonnay prima dell'imbottigliamento. Riposa in bottiglia per un anno ma anche di più . Questo vino destinato ad evolversi nel tempo , viene affidato alle cantine medievali del Castello.

 Degustiamo il Cervaro della Sala 

Etichetta che vanta numerosi riconoscimenti e premi , nell'annata 2014 si mostra in una veste color giallo dorato. Il naso spazia dagli aromi delicati di tostatura e dai timbri vanigliati conferitegli dalla barrique, a sentori di fiori bianchi. Al palato si dimostra elegante come un conte, di struttura imponente, con una persistenza che trascina sul finale i sentori tostati ed agrumati. 

Tra le tante degustazioni, vi riportiamo ad cervaro della sala 2005 un vino bianco dalle caratteristiche molto apprezzate. 

Eleonora Baldassini

Eleonora 23 anni,Sommelier Master Class AIS delegazione di Roma. Sommelier ed organizzatrice di eventi e degustazioni nelle location più prestigiose di Roma.

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