Toolbar
Alcune variabili che influenzano i vini

Territori dei vini italiani

Sezione dedicata a tutte le regioni italiane, un viaggio nelle terre del vino, alla ricerca di vitigni italiani dai meno ai più conosciuti. 

La Puglia è una regione molto interessante da un punto di vista enologico, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.
Al di là della storia della regione e dei suoi vini oggi vi parleremo di una Doc molto particolare.
L’unicità di questa DOC è proprio nel suo nome “Cacc ‘e Mmitte” di Lucera è una DOC attribuita nel 1975 la cui produzione è consentita in provincia di Foggia ed in particolare nella zona di Lucera, Biccari e Troia.
Il nome deriva da una particolare procedura di vinificazione: i proprietari di palmenti, latifondisti con strutture adeguate per procedere alla vinificazione, fittavano attrezzature e strutture per la lavorazione vino. Ovviamente più utilizzatori noleggiavano le strutture, più il proprietario percepiva guadagni.

Oggi descriveremo un vitigno particolare che esprime il suo potenziale quando le uve giungono a maturazione in un contesto climatico freddo ma con buona esposizione solare.
Parliamo di un bianco profumato ed elegante.
Un vino ideale per palati raffinati e che riesce ad essere molto longevo e dare il meglio se lasciato un po’ in bottiglia.
Ma veniamo alle sue origini!
Il Riesling è un vitigno le cui origini non sono ben chiare, c’è chi sostiene sia nato in aree limitrofe al Reno, alla Mosella o nel Pfalz; l’unica cosa certa è che i suoi natali sono da rinvenire nel territorio tedesco e che sia una delle uve più antiche del paese.

Il grignolino è uno dei vini della tradizione piemontese, un vino rosso che, come altri, ha vissuto fasi alterne di gloria e sofferenza. Nella sua storia ha saputo “trasformarsi” e rivisitare la propria  posizione nell’immaginario del consumatore. Nasce come vino delle giuste occasioni, la bottiglia buona da aprire nei giorni di festa con il parente importante, ma col tempo ha dovuto lasciare spazio a vini che hanno saputo monopolizzare questo ruolo in tutto il mondo. Oggi grazie alle sue caratteristiche, si è ritagliato il ruolo di rosso per l’estate, da consumarsi leggermente fresco in compagnia di amici.

Nella provincia di Asti tra il Monferrato e le Langhe adagiato in mezzo a colline ricoperte di vigneti si trova il comune di Calosso e proprio in quest'area del basso Piemonte dove la barbera e il moscato fanno la parte del leone viene coltivata un'uva autoctona chiamata Gamba di Pernice.

Raro e sconosciuto, sopravvissuto alla fillossera e per molti anni a rischio di estinzione il Gamba di Pernice, e' un vitigno a bacca rossa allevato a piede franco che prende il nome da una peculiarità di questa varietà ossia dall'arrossamento del raspo prima dell'invaiatura  che assume un colore simile alle zampe delle pernici.

Se la Langa è l’indiscussa patria dove il nebbiolo spadroneggia in lungo ed in largo, non meno importanti sono le altre zone dove dei coltivatori tenaci e scrupolosi hanno saputo valorizzare ed addomesticare questo vitigno.


AL DI LA’ DEL FIUME TANARO . . .  IL ROERO

Varcando il naturale confine delle Langhe rappresentato dal fiume Tanaro ecco una serie di colline che danno origine ad  un altro importante vino che prende il nome dalla sua stessa zona di produzione, il Roero DOCG.
Vino meno conosciuto se paragonato ai suoi due cugini langaroli, ma non certo inferiore per suntuosità e piacevolezza. Qui il nebbiolo cresce su terreni spesso sabbiosi e ricchi di minerali che conferiscono al vino una straordinaria struttura accompagnata da un buon equilibrio. Il disciplinare in questo caso consente al nebbiolo di lasciare un piccolo spazio ad altre uve (max 5% di vitigni a bacca rossa non aromatici).
L’affinamento minimo richiesto è di un solo anno e questo fa si che il Roero possa essere apprezzato in tutta la sua briosa giovinezza,  con i suoi profumi prevalentemente fruttati e floreali.

 

Il Sauvignon blanc è un vitigno che tradizionalmente si considera originario della zona del fiume Loira, in Francia. Celeberrimi i Sauvignon di Sancerre e Puilly Fumé, dove i terreni argillosi e calcarei e i particolari microclimi caratterizzano gli stessi per la complessità dei profumi e l’acidità. Terroir particolarmente vocati ma anche uve che contengono alcuni composti, come i Tioli e le Pirazine, che connotano in modo inconfondibile il profilo gusto-olfattivo dei vini prodotti.

Il Sauvignon italiano ha trovato il suo territorio d’elezione in Friuli Venezia Giulia. Troppo ghiotta l’occasione che ci si è presentata al Vinitaly. Girando tra i produttori abbiamo scelto quelli che a nostro parere rappresentano meglio le peculiarità di questa grande uva, divertendoci a sottolineare differenze e punti di contatto.

 

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino