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27 Giu 2014

Incontriamo l’azienda vinicola Montalbera, ormai affermata realtà che opera nelle Langhe e nel Monferrato. Franco Morando continua la tradizione di famiglia e, con passione e serietà, sviluppa il lavoro già avviato seguendo canoni di eccellenza.
La storia di successo si basa sulla riscoperta e la conseguente valorizzazione del Ruché, antico vitigno della tradizione piemontese. La sfida è vinta, il Ruché inizia ad avere notorietà ma soprattutto il riconoscimento del mercato e legislativa che merita: le vendite sono in crescita e nel 2010 arriva la DOCG. Quindi l’azienda completa la gamma rilevando alcuni vigneti a di Nebbiolo da Barolo Castiglione Falletto. Completa la gamma, se così si può dire.
Chiediamo quindi a Franco di raccontarci Montalbera, certi che la sua storia possa essere di nostro interesse.

Ciao Franco. Quanti ettari vitati conduci? In quali comuni?
Le cantine sono tre. La prima si trova a Castagnole Monferrato e si estende per 140 ettari in un unico appezzamento. È una terra vocata per il Ruché, antico vitigno autoctono piemontese, il cui vino ha recentemente ottenuto la DOCG. La seconda cantina è a Castiglione Tinella con un vigneto di 15 ettari. È la nostra cantina storica, casa natale di mio nonno Enrico Riccardo, rivolta esclusivamente alla coltivazione del grande Moscato d’Asti. La terza si trova a Castiglione Falletto, un piccolo fazzoletto di 3 ettari di soli vigneti che sconfinano nel comune di La Morra, dedicati alla produzione di Nebbiolo da Barolo.

In percentuale, qual è la composizione del vigneto per vitigno?
A Castagnole Monferrato la suddivisione è la seguente: circa 75 ettari di Ruché, 18 di Grignolino, 20 di Barbera d’Asti, 5 di Chardonnay, 10 di Viognier, 5 di Sauvignon e 7 ettari in mix di altri vitigni internazionali. La cantina di Castiglione Tinella è riservata solo alla coltura del Moscato d’Asti e quella di Castiglione Falletto al Nebbiolo da Barolo.

Qual è la composizione del terreno del vigneto? Quale la grana della terra, divisa tra sabbia, limo e argilla?
A Castagnole Monferrato sono presenti terreni molto tufosi, ma in alcune parti tendenti all’argilloso calcareo. Penso al bricco LACCENTO che è in prevalenza calcareo. Da ciò si ritrova in alcune note di degustazione questo “spicco” di mineralità. Castiglione Tinella è caratterizzata da un terreno tipicamente tufoso mentre a Castiglione Falletto tendenzialmente ritroviamo l’argilla in prevalenza.

Qual è l'esposizione dei vigneti? Ci sono differenze significative tra le varie vigne?
L’esposizione è molto varia. Per esempio, nei 140 ettari di Castagnole Monferrato, sottolineo che il Ruché necessita di posizioni non particolarmente rivolte ai raggi solari, quanto meno non in modo costante. Questo per via della sua naturale aromaticità. Infatti non viene neanche effettuato il classico defogliamento: rischierei di “bruciare i profumi” direttamente in vigna e di portare l’uva in taluni casi ad una sovra-maturazione non voluta. L’uva ha poi una naturale maturazione estremamente rapida nell’ultima settimana pre-vendemmiale.

Qual è l'andamento climatico tipico? Ci sono differenze significative tra le varie vigne?
Con tre Cantine, una nel Monferrato e due nelle Langhe con una distanza di circa 30 km una dall’altra, si possono registrare rilevanti differenze climatiche soprattutto nel periodo estivo. In merito alle precipitazioni, cito per tutti la grandine, realtà grandemente temuta da noi produttori.

Qual è l'età media del vigneto? Ci sono alcuni appezzamenti che risalgono ad un’epoca completamente diversa o le vigne sono state impiantate nello stesso periodo?
Le vigne di Castiglione Tinella sono tutte di oltre 20 anni. Per quanto riguarda i vigneti di Castiglione Falletto, abbiamo mezzo ettaro che supera i 30 anni mentre i restanti 2,5 ha sono di giovane impianto, non superiore ai 10 anni. L’azienda di Castagnole Monferrato, è in continua evoluzione. Segnalo che l’abbiamo acquistata nel 1980 per soli 5 ettari e ora ne abbiamo ben 140, non tutti di nuovo impianto, ma comunque per la parte preponderante. Le vigne più giovani a Ruché sono dedicate alle versioni classiche e alla nostra nuova etichetta “lancio” il Ruché 2.0, il primo da bere freddo proprio come un vino bianco. Le vigne con più di 25 anni sono riservate alle nostre selezioni.

Quale densità d’impianto delle viti per ettaro?
4000 ceppi/ha

Qual è la forma di allevamento delle vigne? Quale l'altezza media delle piante dal terreno? quale portinnesti?
Gujot basso a 85/90 cm; I portinnesti: 420 A, Kober 5BB, 110 Richter.

Qual è la resa delle uve per ha? Quanta uva produce ogni pianta?
Dipende dalle tipologie di vino. Rimaniamo comunque al di sotto dei forti limiti indicati nei disciplinari, che in Piemonte sono già di estrema severità.

Che tipo di concimazione usi?
Tradizionale, chimica.

Qual è l'epoca vendemmiale dei vari vitigni da te coltivati?
Dipende dalla tipologia di vino, comunque da metà settembre a metà novembre tra tutte e tre le aziende agricole.

Spostiamoci in cantina e parliamo di vinificazione. Quanto dura la macerazione tumultuosa dei vari vini? Quante follature e rimontaggi?
La macerazione tumultuosa dura dai 5 ai 25 giorni in base al vitigno e al vino che si vuole ottenere. Per quanto riguarda i rimontaggi, nella prima fase di fermentazione ne facciamo 5-6 al giorno che si riducono fino al termine della stessa. Le follature non vengono effettuate a mano per la forte tecnologia che abbiamo in cantina e mi riesce molto difficile pensare che ci siano ancora aziende che lo facciano. Per inciso, sottolineo che per quanto riguarda i nostri vini di alta gamma effettuiamo dei delestage per ottenere maggiore eleganza e setosità.

Quanto dura la macerazione lenta? Quanto la malolattica?
La macerazione lenta dura da 5 a 15/18 giorni. Per quanto riguarda la malolattica nei Ruché è immediatamente successiva alla fermentazione alcolica per 8/9 giorni – così anche per il Grignolino – mentre nella Barbera non è spontanea ma di “provocazione” quando si ritiene opportuno con l’aggiunta di “batteri malolattici”.

Quanti travasi sono necessari?
Dipende dell’annata, comunque da 3 a 5.

Quanto dura la stabilizzazione? L’affinamento in quali contenitori?
Minimo 6 mesi per arrivare ai 12-13 del Ruché Laccento e i 18-20 per il Ruché Limpronta e la Barbera Lequilibrio (sottoposta ad un passaggio in legno).

I vini sono sottoposti all’azione della solforosa con funzione antisettica? Sono soggetti ad altri trattamenti?
Sì, con massima attenzione ad aggiunte minime e mirate per quanto concerne la solforosa.

Quante bottiglie produci in totale? per ogni singolo vino?
In totale produciamo circa 400.000 bottiglie. Famiglia Ruché: 200.000 tra le varie etichette. Circa 50.000 perle Bollicine e le restanti suddivise nelle varie altre tipologie.

Qual è l’epoca ottimale per il consumo dei vini?
I vini bisogna berli! Odio le persone che attendo 10 anni per stappare una bottiglia. E’ ovvio – e parlo per me stesso – che l’appassionato e l’intenditore capisce e comprende che un Barolo piuttosto che il Ruché Limpronta – la mia selezione di Ruché affinata in legno – dona il suo massimo splendore dopo anni di bottiglia, ma non sicuramente dopo 10-15. Il vino è vita e la vita ha un inizio e una fine come in tutto.

Ti riassumo brevemente in poche parole la filosofia produttiva Montalbera:
"Il sogno di tutte le generazioni di uomini applicati al vino che ci hanno preceduto è ottenere dalla coltivazione il miglior frutto-uva possibile, trasformarlo in vino senza sciupare o alterare il patrimonio di gusto e di aroma sintetizzato dalla natura nel frutto, vinificare senza perdere un'oncia del valore nativo". (Prefazione di Luca Maroni a: Le buone pratiche per la vinificazione e la conservazione dei vini - Louis Oudart - I° pubblicazione nel 1877 da parte della Reale accademia dell'agricoltura di Torino).

E noi i Ruché Laccento e Limpronta e il Barolo Levoluzione li abbiamo assaggiati.

Alessandro Genova

Sommelier professionista dal febbraio del 2005, sono soprattutto un appassionato a cui piace leggere e documentarsi a proposito dei territori, delle tecniche di degustazione e del meraviglioso mondo che ruota attorno al vino. E che ama ovviamente degustare.

Mi piace mantenere relazioni con produttori, enologi e appassionati come me e non disdegno l’approfondimento delle problematiche distributive e marketing della produzione e della commercializzazione del vino.

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